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Non tira un alito di vento a Villa Ada e il sole arde abbacinante e violento, spaccando il fango rappreso dei viali sterrati. All'ombra della sughereta secolare bivacca, fra sparuti nonni con i nipotini, un gruppetto di liceali della Roma bene, che si diverte a perdere tempo, dopo le fatiche della maturità. Tre ragazze sbucano d'improvviso da un sentiero del vicino lecceto…

Non tira un alito di vento a Villa Ada e il sole arde abbacinante e violento, spaccando il fango rappreso dei viali sterrati.
All’ombra della sughereta secolare bivacca, fra sparuti nonni con i nipotini, un gruppetto di liceali della Roma bene, che si diverte a perdere tempo, dopo le fatiche della maturità.
Tre ragazze sbucano d’improvviso da un sentiero del vicino lecceto, dove stavano facendo jogging; fra una chiacchiera e una risatina cominciano gli esercizi di stretching, allungando i sinuosi corpi da palestra nei loro completi fitness in lycra del grande magazzino.
Un certo movimento febbrile serpeggia subito fra i ragazzi e uno di loro, sicuro di sé, rompe gli indugi, avvicinandosi alla più carina, dalla lunga treccia morbida, facendo battute spiritose e invitandole a tornare la sera per incontrarsi al dj set, al laghetto della Villa, di fronte alla sughereta.
È il bello della classe, il Biondo, e sa di esserlo. La sua è una famiglia benestante che non gli nega niente, dalle polo griffate alla jeep appena fatti i 18 anni.
Subito fra i due scoccano sguardi obliqui, insinuanti. Lui le fissa ammaliato le labbra carnose e sorride con irresistibile strafottenza, certo che lei sia già impaziente di rivederlo.

La sera fa ancora caldo e la luna è di un giallo pastoso, intorbidito dall’umidità.
Le ragazze sono arrivate dalla periferia tutte eleganti, con due altre amiche, che lui trova bruttarelle, ma cui, avvicinandosi per accogliere il gruppetto, rivolge ugualmente un sorriso pieno di charme, passando subito oltre, alla caccia della sua preda.
Un drink, un braccio intorno alla vita, un tentativo di appartarsi verso un luogo nascosto con il pretesto di vedere meglio le stelle.
La bella però non ci casca. Certo non cede per due paroline sussurrate all’orecchio e un mojito: neanche l’ha invitata a cena. Volta i tacchi e si allontana, per farsi magari inseguire.
Il Biondo però non è abituato ad aspettare, a supplicare: ha una reputazione da difendere fra i suoi compagni di classe.
Allora, un po’ per vendetta, un po’ per burla, si avvicina mellifluo a una delle bruttarelle, quella rotondetta, e ci scherza. Si mostra persino interessato a ciò che lei, timida, gli racconta di sé arrossendo. Begli occhi però, vivaci, nota.
Alla ragazza sembra che il mondo abbia d’un tratto colori più brillanti, prova una vertigine che la manda fuori controllo, pende da ogni parola di lui e lo segue come un cagnolino.
Lui pensa alle vacanze in kayak per cui partirà l’indomani, mentre fanno sesso, ma quasi si intenerisce quando la lascia sdraiata sull’erba, sognante, per andare a fumarsi una sigaretta: deve essere stata la sua prima volta.

Sono passati tre anni ed è di nuovo un’estate di un caldo rovente che fa tremolare l’aria sopra le pensiline della stazione Termini.
Il Biondo scende dal treno-navetta dell’aeroporto con un lungo remo assicurato sulla schiena che gli sbuca da sopra la testa e naviga fra la folla brulicante dei turisti.
Ha appena concluso il corso di baccellierato a Cambridge dove lo ha fatto entrare il padre, senza grandi onori ma distinguendosi nel canottaggio, oltre che nelle imprese amatorie.
Raggiunge la jeep che gli hanno lasciato al parcheggio e si avvia alla cassa per pagare, coprendosi la testa con un giornale mentre attraversa la spianata d’asfalto arroventata.
Impreca davanti alla biglietteria automatica, che per due volte gli fa fuori i soldi.
Una giovane donna rotondetta da dietro le sue spalle gli viene in soccorso; con rapidi gesti alla tastiera dell’apparecchio ne tira fuori la ricevuta.
Quando lei si volta il Biondo si ritrova con un paio di occhi vivaci fissi nei suoi e che lo scrutano increduli. Un rossore diffuso ricopre il volto della donna: sembra voler dire molte cose, ma alla fine trattiene le parole.
Lui ha la vaga sensazione di conoscerla; con il riflesso del gentleman e del seduttore le bacia la mano per congedarsi, e il profumo innocente di acqua di rose della sua pelle gli carezza le narici riportandolo d’improvviso a una dolce notte a Villa Ada. Anche lui la fissa senza parlare.
Un uomo attempato si è intanto avvicinato in macchina a prendere la giovane e un bimbetto di un paio d’anni o poco più la chiama dal finestrino, i capelli biondi spettinati al vento – mamma, sali co’ nonno?
Lei lo guarda di nuovo, indecisa, poi monta in macchina senza fiatare; lui li vede andare via frastornato, fermo sul ciglio del parcheggio, grondante di sudore.

Fa caldo, di notte, a Singapore, e l’umidità lascia senza respiro.
Dopo master e PhD negli USA il Biondo ha scelto di fare il post dottorato nella città-stato asiatica, quasi fuggendo sempre più lontano dall’Italia.
Ora però, dopo anni di vita raminga, di incontri fugaci per non creare legami, si appresta a tornare, con la promessa di una cattedra a Roma.
Una collega ricercatrice – la sua ultima conquista – siede di fronte a lui al cocktail bar dell’albergo internazionale dove avvengono i loro incontri, ignara che lui abbia già deciso di rientrare in Italia.
Quando lo apprende non si scompone, pragmatica, ma gli chiede perché non abbia piuttosto pensato di continuare la carriera internazionale.
Un profondo legame carnale, un figlio, è la risposta a sorpresa. Vuole sapere, deve capire come si sente lui, come si sente lei, se può essere parte delle loro vite; adesso è finalmente pronto.

È atterrato a Roma alle 3 del pomeriggio e avanza nell’afa estiva tappa dopo tappa fino alla sua casa vuota, confuso dal jet lag e un poco appesantito dal bagaglio di anni e di libri.
Seguendo un’intuizione, decide di sfidare la canicola per andare a Villa Ada. Seduto sotto le sughere, si guarda intorno aspettando un incontro, sperando in un miracolo, pregando.
Si assopisce appena quando la luce tardo pomeridiana si fa così intensa e diretta da fargli socchiudere gli occhi.
Sotto gli alberi dell’isolotto al centro del laghetto gioca a pallone un gruppo di preadolescenti; fra le mamme che li guardano, all’uomo pare di intravedere una donna rotondetta dagli occhi vivaci.

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