La casa di plastica

Il sabato la nonna si preparava come se dovessimo andare a una festa. Restava tutta la mattina con i bigodini in testa e girovagava per la casa occupandosi delle faccende domestiche.

È ovvio

Ma sì certo, è ovvio, anche io ti amo. Solo non capisco perché uno debba dirselo 80 volte al giorno.

Qualcosa succederà

Come tutte le mattine fisso il soffitto sicura che prima o poi qualcosa succederà. Oggi è domenica, l’unica giornata della settimana che potrei dedicare a me stessa, ma questo non mi provoca buon umore.

Lo stesso pezzo di vetro

Come ogni sera è rientrata puntuale, alle nove. Stacca dal lavoro un’ora prima, lei non mi dice dove va, io non glielo chiedo. Entra in casa e si toglie i tacchi, saranno 8 cm o forse 10, poggia il giaccone bagnato all’appendiabiti dell’ingresso alzandosi un po’ sulle punte, apparentemente senza preoccuparsi delle gocce che entro poco tempo formeranno una piccola macchia sul pavimento; poi si trascina in salotto a occhi socchiusi.

La terza neve

Cara nonna,

c’è una magia per cui il sapore di quello che preparavi non lo sentirò mai più. Non saprò replicarlo io, non sa cucinare così la mamma e nemmeno uno chef pluristellato ci si potrebbe mai avvicinare, perché era solo tuo.

L’onda verde

Giulia lo aveva abbracciato con le maniche del pigiama tirate sopra i pugni chiusi e gli aveva sussurrato che sarebbe stato un periodo bellissimo. Quel semestre avevano una buona compatibilità di orari e si erano accordati così.

Quando ripenso a lei

Quando ripenso a lei, la vedo sul bagnasciuga, in quel torrido pomeriggio di agosto su una spiaggia marchigiana. Vedo i riccioli neri, leggermente increspati dalla salsedine che sbucano dal cappello incorniciandole il viso tondo, le labbra piccole, a forma di cuore, leggermente imbronciate che ricordano quelle delle dive degli anni Cinquanta, e poi gli occhiali da sole dalla montatura rossa, un po’ troppo grandi per lei.

Vita da cani

Prenditi un cane, mi ha detto. Capisci?
Un cane.
Come se un cane potesse davvero riempire l’assenza di qualcuno che vuoi.

Il sistema solare

Non li sopporto. Così falsi con quelle facce tristi costruite ad arte. I peggiori sono quelli che vogliono conoscere i dettagli per soddisfare la loro curiosità morbosa. Una folla di gente che conosco appena e che mi ha fissato tutto il tempo chiedendosi perché io non piangessi al funerale. Al diavolo tutti quanti.

Storia del Pirata Beruk e della sua ciurma

Dal giardino dell’ Astrocasa n. 27, nella zona degli uccelli storditi, l’intera banda di marinai spaziali si godeva il tramonto numero 184 del sole viola della costellazione Amelia.

Ti cerco

Mia cara Fernanda querida,
vorrei proprio scriverti una lettera, un giorno, una lettera che sappia di me, di te e di tutte le cose che furono, e che mai saranno.

Settantacinque gradi

Avete mai provato a chiudere gli occhi e ascoltare i rumori delle pietanze?
Io lo faccio continuamente. Ogni tanto, lo ammetto, taglio uno scalogno con diligente pazienza e lo faccio scivolare dal tagliere sul letto d’olio intiepidito del padellino di rame laccato, solo per bearmi del sottile sfrigolìo che emana.

Maledetta canzone

Sto salendo sul palco del contest più seguito al mondo in Italia. Sono pronto a cantare. È la finale e mi batto senza ombra di dubbio con un altro cantante. Sono con la mia chitarra in mano.

Il Pianeta delle Occasioni Perdute

Per acquistare il biglietto avevo impegnato tutti i miei risparmi, venduta la mia uovocasa a prezzo di ribasso e preparata l’esovaligia quantica ereditata da nonna. Destinazione del viaggio: il Pianeta delle Occasioni Perdute.

Nonostante tutti i nonostante

LEI: «Era una fresca mattina di settembre.»
LUI: «Fresca mica tanto, fuori faceva 28°.»
LEI: «Era una mattina di settembre e c’era il sole, si stava bene.»
LUI: «Ancora? Faceva caldissimo quella mattina!»
LEI: «Ok, allora era una calda mattina di settembre e c’era il sole. Va bene?»
LUI: «Perfetto.»

Le pasticche e un girasole

Stasera mentre sto aprendo piano piano la porta di casa ho un grande girasole sotto il braccio. L’apro così piano da sembrare un ladro ma in realtà tutto ciò che vorrei rubare è la sorpresa nei suoi occhi e in quelli di Giulia.

Rosso fuoco

Greta a volte viene ad aiutarmi a portare lo zaino quando arrivo a scuola. Greta viene a portarmi lo zaino più spesso di tutti anche se la professoressa dice che tutti devono essere gentili ma Greta è la più gentile e quando mi porta lo zaino io la sento

20 – 40 – 120 – 180

Il nome di mio figlio era Lorenzo; di lui non ho più neanche una fotografia. Il suo viso non voglio più ricordarlo. So come va a finire: 20 – 40 – 120 – 180. Rivedo i suoi occhi, la curva del naso, la pelle liscia con le lentiggini dell’infanzia: 20 – 40 – 120 – 180.

La leggerezza dell’elefante

Ho aspettato un tempo indefinito, arrovellandomi su quale fosse il momento più giusto. Poi un giorno sono andata e basta, senza avere un piano preciso. 
E’ sera, guardo attraverso la finestra aperta la nostra cucina illuminata.

Il massacro di San Valentino

– Scusa amore, mi prendi il manoscritto di Galucci?
– Cosa, Giovanna?
– Ho detto: mi prendi il manoscritto di Galucci?
– Il manoscritto di chi? No, aspetta, vengo io lì. Ma perché voi donne parlate sempre da lontano?
– Cosa hai detto, Luigi?

La poltrona verde

Anche oggi resti a casa?
Sì, non ho voglia di uscire.
Sì, ma stai diventando grasso. Dovresti andare a fare una passeggiata, una corsa, non so, qualcosa. Ti sta venendo la pancia.

Legge 104

«I signori Rengoni?» Una voce dal fondo del corridoio ci chiama. «Potete entrare.»
«Benissimo, grazie, arriviamo subito», grido. Poi assottiglio lo sguardo e fisso papà: «Mi raccomando, pa’. Non fare cazzate.»

Una storia come tante

Mamma dorme. O forse no, non saprei dirlo. Ha la testa appoggiata sul cuscino e gli occhi chiusi. Vicino a me, invece, per terra, ci sono i colori, le penne e le matite che stavo usando prima che papà e lei entrassero in soggiorno, discutendo.

Consigli per le mamme morenti

Una cosa giusta l’ho fatta in vita mia. Ne vado fiera e ogni volta che posso la consiglio alle amiche. Si tratta della morte di mia madre. Anzi, della morte della madre in generale.