Cheesecake

Cosa aspetti a entrare? Sei lì fuori già da un po’ a osservarmi. Forse sei pentito, forse stai cercando di trovare il coraggio per…

Gli occhiali di mia sorella

Gli occhiali di mia sorella sono dappertutto e in nessun luogo. Più in nessun luogo che dappertutto, infatti, non li troviamo mai. Così, cominciamo a cercarli.

Golfo Sereno

Golfo Sereno, la scritta sul cartello del residence è sbiadita, appena decifrabile nel sole del primo pomeriggio. Al calar della luce il neon si accenderà, rendendola più chiara.

Un amore di mani

Mani bianche, piccole e sottili. Nodose, leggermente maculate. La pelle sottile è raggrinzita, sotto il polso si appende. Il dorso è attraversato da vene scure e da tendini, il palmo è leggermente arrossato.

Il mio mondo è qui

Piove. Una rottura, dico davvero. Non posso andare al mare. Ora, se ve lo chiedete, no, non è estate. È dicembre, ma a me non importa. Io solitamente vado al mare anche quando nevica. E allora perché non vado al mare se piove e basta? Lea Torrisi riscrive con determinazione la storia di Colapesce.

Solo una domanda

Le persone che credono nei fantasmi mi hanno sempre dato un fastidio tremendo, tipo mosche che ti ronzano in faccia. Non le sopporto, è più forte di me. Sono un uomo razionale, io.

Il tempo opportuno

Otto meno venti. O meglio, sette e quaranta. Perfetto, come ogni mattina. E come ogni mattina l’ascensore è occupato.
Su queste scale una volta ci passavano nobili destrieri, giovani cavalieri difensori dello Stato. Ora giusto qualche somaro con la ventiquattrore.

Il suicidio delle stelle

Conobbi Luciano in un giorno di fine inverno. Una di quelle giornate terse, in cui il vento spazza via ogni cattivo pensiero e si riesce a vedere all’orizzonte la prima terra emersa, oltre le onde.

Case di carta

La prima volta che ti ho vista mi trovavo ai grandi magazzini, reparto giochi e casalinghi, corsia sette dell’Imperial Market numero 36, quello all’imbocco della statale nord. Mi ricordo proprio tutto di quel giorno. Stavo finendo il turno serale, quello di chiusura, e come di consuetudine stavo rifornendo e sistemando gli scaffali.

Libeccio

L’aveva vista tante volte al parco portare a spasso il suo cane, ma a dir la verità era il cane che portava a spasso lei, e lei si faceva trasportare tranquilla, sorridente e bellissima e, anche se i suoi occhi erano chiusi, dal sorriso sulle sue labbra potevi immaginare lo sguardo.

Suono liquido

Ruggero era rimasto lì, davanti al telefono per più di un’ora, dopo che Marta aveva riagganciato. Aveva ancora bisogno di parlarle. Ora finalmente avrebbe potuto dirle che non poteva fare a meno di lei, che senza di lei non viveva, che i suoi occhi, i suoi capelli, il suo modo di camminare erano immagini della sua vita, dei suoi sogni, di ogni suo istante, qualunque esso fosse.

Il contrattempo

Ero già in ritardo prima che la mia vicina di casa decidesse di sfilare sul cornicione del quarto piano a causa dell’ennesima scappatella del marito.

Tasselli

La superficie dei tasselli del mosaico era fredda. Lʼaveva toccata più volte negli anni, e la sensazione provata era sempre la stessa. Amava grattarne la porosità con lʼunghia del pollice.

Un due tre

La schiera di ragazze aspettava con emozione. Ognuna somigliava al petalo di un fiore bianco, destinato a essere staccato dalla corolla in un’enorme “M’ama non m’ama” collettivo. Tra le tante, lei. L’unica svogliata.

Così lontani, così vicini

Alle 5 del mattino si sveglia e agitandosi come un branzino nella rete mi scuote e mi comunica di aver dormito malissimo. Peccato, penso io, che invece proprio in quel momento stavo sognando.

La spesa

Anche oggi, aprendo la porta di casa, sono caduto nel buio.
Sono tre giorni che Luca se n’è andato, e con lui Billy.
Non ho avuto necessità di accendere la luce, il sole riscaldava come sempre l’appartamento, posto al sesto e ultimo piano di un palazzo di periferia.

L’ascensore

Ho sentito un brusio venire da fuori, poi il silenzio. Deve essere successo qualcosa perché non l’ho vista uscire dalla porta stamattina e sono già le otto e trenta.
Mi affaccio alla finestra che dà sul cortile.

Amore e Guinness

È seduto finalmente, il suo sgabello un disco di legno fissato su lunghe gambe sottili, i gomiti sul bancone, scorre le mani sul legno accarezzandolo. Adora farlo, dal ventre al dorso e ancora al ventre, come se spalmasse la crema più buona del mondo,

Bignè alla crema

Prima
Pomeriggi interi sulla poltroncina foderata con la stoffa verde chiaro con gli orsetti, io seduta e tu in braccio a me, a leggere. Fumetti, favole, racconti, enciclopedia… tutto leggevamo. Ti piaceva così tanto ascoltare la mia voce che snocciolava parole mentre tu guardavi le figure.

La zanzara

Poco fa, mentre ero china sul pc a lavorare, una zanzara è entrata dalla finestra aperta. Mi hai sempre imposto di tenerla chiusa perché a te le zanzare pungono. E io, che al contrario non vengo nemmeno sfiorata, l’ho lasciata entrare.

Il divano blu

La guardò di sottecchi per qualche secondo dalla finestra del giardino. Gli sembrava dormisse, accovacciata sul divano blu.
Devo fare piano, pensò.

Vorrei essere una mosca

L’estate romana sembrava non dover finire mai. In un piccolo appartamento del Quartiere Africano il giovane Aurelio guardava il cielo blu, limpido e immobile, aprirsi un varco tra le inferriate della finestra a piano terra.

La macchina bianca

C’era bisogno di un grande colpo di fortuna. Cominciava a pensare che non l’avrebbe mai trovata, nonostante gli sforzi e la fatica. Sentiva la necessità di fermarsi per riposarsi un poco. Il sole era già basso e quel meccanico girovagare stava lasciando il passo al sonno e alla sete.

La partita del secolo

17 giugno 1970. Dalle finestre spalancate sulla notte sale un leggero profumo di ciambellone appena sfornato, uno di quei profumi antichi e quasi palpabili che a poco a poco, se li lasci fare, ti spalancano il regno dei sogni.

Cosa vuol dire

Cosa vuol dire essere innamorato a cinquant’anni?
Il famoso attore, mentre si girava in cerca della migliore posizione per addormentarsi, vide comparire all’improvviso questa domanda, mentre la sua mente sprofondava in un inquieto dormiveglia.