Omero Editore

Editoriali

Zzz…

L’ispirazione per una nuova storia è sempre lì, come una zanzara. Ti gira attorno anche se non la vedi. A volte sembra che il ronzio provenga dall’orecchio destro, ma poi tiri uno schiaffo sul tuo braccio sinistro.

Il ballo è alle porte

Ecco, le luci si spengono. Un ultimo respiro profondo. Si entra. Un passo. Un altro passo. Salta. Una giravolta. Salta. Il ritmo prende piede. Il corpo si tende, si scioglie; vibrazione pura di aria e di legno. Alterazione del vuoto.

Leggere è…

Le pupille sono l’attrezzo di lavoro più utilizzato in una scuola di scrittura. Ogni tanto gli occhi languono un po’ di più, soprattutto quando ci si trova a scorrere per l’ennesima volta lo stesso racconto leggermente migliorato dagli allievi.

Dentro una scuola di scrittura

Che si fa in una scuola di scrittura? Si lavora, emozionandosi. Si leggono racconti e romanzi di penne contemporanee e non. Al margine di questi si apporta un segno quando risultano efficaci per la formazione dei nostri allievi.

Il volo dello scrittore

C’è una casa e un uccello che sbatte le ali. È rinchiuso in una stanza. Sbatte le piume con fatica, chiude gli occhi e pensa al mare. Immagina di volare nel vento, di sfiorare le onde tranquille e di farsi puntare col dito da bambini sudati e in pantaloncini.

Le premiate storie

«Scuola di scrittura creativa Omero.» «E quindi?» «Scuola di scrittura creativa Omero.» «Di’ un po’, sei impazzito?» «Premio Strega, Premio John Fante, Premio Calvino…»

I momenti delle idee

Ci sono momenti e momenti. A volte uno scrittore sente di essere a corto di idee e cammina avanti e indietro in una stanza, come posseduto da forze incomprensibili.

Il silenzio è il pane degli dei

Sappiamo bene che l’atto di scrivere storie è un atto solitario, anche se ci serviamo del mondo intero e a lui ci rivolgiamo. Ma quando le dita battono, quando lo sguardo resta saldo nel vuoto come fosse in comunicazione con chissà che cosa,

Raccontami il tuo maggio

Si dice che il bel maggio ritorna, sempre con le più belle cose. Incedono a viso alto le rose, gli alberelli starnutiscono canti variegati, il sol di mezzogiorno comincia a cuocere sentimenti.

Minacce incombenti

Ogni racconto degno di nota ci ha fatto preoccupare. Ci ha tenuto incollati alla pagina in attesa di scoprire gli esiti di una lotta, metaforica e non. Abbiamo parteggiato per un personaggio, ci siamo scoraggiati quando le cose gli andavano male e abbiamo esultato come tifosi da stadio quando è riuscito nella sua impresa.

Scrivere d’amore

Lui ha versato il caffè nella tazza; lei ha versato il latte nel caffè. Lui ha aggiunto dello zucchero nel caffellatte; lei ha girato il cucchiaino nella tazza. Lui ha sorseggiato il suo latte macchiatissimo;

Lo scrittore imprevedibile

Sono la razionalità. Sono un calcolatore. Un metodico. Incasello ogni cosa. Non mi piacciono i cambiamenti, sono abitudinario. So sempre dove vado e non sbaglio mai strada. Sono attento. Le precisazioni mi tranquillizzano. Equilibrato. Pura logica. Non tentenno, io procedo.

Lo scrittore giocoliere

Il giocoliere prende in mano un birillo e lo lancia in aria; lo scrittore afferra una penna e dà avvio alla sua storia. Il giocoliere solleva oltre la sua testa il secondo birillo; lo scrittore si cimenta nel conflitto del suo secondo atto.

Il tocco di una vibrazione

Non c’è una spiegazione più accorta di un’altra per dire cosa rende uno scritto un racconto emozionante. Lo sa ogni lettore che scorrendo le righe di una storia si ritrova improvvisamente con gli occhi appannati, mosso da piccole scariche elettriche che arrivano da un’intercapedine tra la pancia e il petto.

L’origine di un’ispirazione

Cosa accade a uno scrittore quando subisce un’ispirazione? Magari è su un autobus e vede una scolaresca intenta a guadagnarsi le lodi del proprio insegnante per la semplice e accorta posa intrapresa sul mezzo.

La finestra aperta

Basta una finestra aperta, un piccolo dettaglio. Lo scorcio di un quadro, di una lampada, il vaso di una pianta. Basta intravedere un piccolo movimento all’interno di una finestra aperta, qualcosa che ci incuriosisce: la sagoma di un uomo o di una donna;

Aspirante o scrittore?

Cosa ci distingue dall’essere uno scrittore o un aspirante scrittore? Aver pubblicato un libro? Molti autori si autopubblicano. Aver lasciato il nostro libro a fermentare in un cassetto per tanto tempo?

Tiro al bersaglio

Scrivere un buon racconto è un po’ come giocare a freccette. Quando sei poco allenato il primo tentativo può essere fallimentare oppure beccare il bersaglio, ma solo per fortuna.

Esercizi di dispersione controllata

«Esercizi di dispersione controllata… E icché vordì?»
«Ecco, ad esempio questo, mischi le lingue e trovi l’effetto giusto mentre cerchi di dire qualcosa.»
«’E lingue? Devo mischiare ‘e lingue?»
«Beh, se ti piace anche sì, sennò sovrapponi…»
«Ah ecco, mo sì che me comincia a piace’.»

Sì o no?

«Una penna ce l’hai?» «Non lo so…» «Cercala. E tieni il foglio.» «Sì, ma ti ho detto che non so scrivere!» «È per questo che ti iscrivi a un corso di scrittura. Neanche io so fare un origami, infatti casa mia è tempestata di carta stropicciata.»

La nascita di un personaggio

Immaginiamo un tizio che ha la passione di collezionare, che ne so?, cucchiaini. Mandiamolo in giro con un cucchiaino di plastica in mano a raccogliere altri cucchiaini. È buffo, no?

Il potere della traduzione

Come fai a tradurre la bellezza di un ragazzo che danza con la sua sedia a rotelle? Come si può tradurre l’orrore che sopravviene quando una parola perde il suo significato?

Il confine tra le parole

Questo aroma di te, è sale? Scende? Viene da te o da me? In che altro mi dovrei trasformare? Cos’altro di me dovrei essere per sapere, vedere i frammenti di mondo che in silenzio unisci?

Ti devo parlare

«Di qua.»
«Dove?»
«Di qua!»
«A destra o a sinistra?»
«Di qua!», con un movimento della mano, a trent’anni, prova ancora a capire qual è la destra e quale la sinistra. «A sinistra.»
«Adesso?»

Daje Omero

A Roma dicono: «Daje!». E a noi quest’affermazione cazzuta ci piace assai, non per nulla la prima scuola di scrittura creativa è nata proprio in questa città. Si nutre di poco e di tutto: di emozioni e di parole scelte.

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