Omero Editore

Editoriali

Raccontarsi…

Ognuno di noi quando racconta la propria storia risulta affascinante. Alcune storie appaiono più avventurose ed eccitanti rispetto ad altre, senza dubbio. Ma le stesse storie entusiasmanti devono misurarsi anche con gli strumenti di cui son dotate, e con i limiti degli altri.

La poesia si ribella

Di cosa parliamo quando parliamo di letteratura? Sì, il riferimento è carveriano, anche se Carver preferiva parlare d’amore, sempre utilizzando la letteratura. Ci sono definizioni generali e capillari sull’argomento, ma la sensazione è che oggi le nostri sinapsi raggiungano e si concentrino più facilmente sulla prosa.

Scrivere è come cucinare

Scrivere richiede attenzione, cura, combinazioni azzeccate, invenzione, tempi di attesa e maturazione, proprio come in cucina. Scrivere un buon racconto è come realizzare un buon piatto.

Tra sogno e disciplina

Scrivere storie non è semplice. La passione, le proiezioni e i sogni giocano con te come un bambino sulla battigia. Le onde dell’intuizione vanno e vengono, lasciandoti a volte con i pensieri umidi, altre volte con i pensieri asciutti.

La musica delle parole

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi, scriveva Fosco Maraini. E a ragione. Già, perché pur servendosi di parole inventate riusciva meglio nel suo intento di comunicare il sentimento di un parlato, di una visione cristallina senza orpelli.

Raccontami il tuo autunno

Si è soliti pensare che l’autunno sia la stagione in cui i trionfi dell’estate svaniscono. Le foglie cadono con lentezza dai rami come in una morte lenta e dilatata. Punti di vista.

Come quando eravamo bambini

La nostra infanzia ci abita. Basta pensare a quel fremito che ci prende davanti a un’altalena e che ci spinge a salirci sopra, anche se lo sappiamo bene che non è per adulti. Mi sorreggerà?, ci chiediamo.

Cos’hai veramente da dire?

Sì, capita. A volte capita di non aver nulla da dire, di non riuscire più a dire. Niente. Il vuoto atmosferico ti incapsula come un paesaggetto natalizio dentro una sfera. Puoi capovolgerla; sì che puoi, ma non ti va.

La fantasia va a spasso

Quello che capita in un laboratorio di scrittura è qualcosa che non si realizza in nessun altro spezzone della vita: la fantasia, i tentennamenti, i desideri, le sconfitte e le speranze prendono forma. Una forma concreta.

Ah, l’attesa…

«Cosa aspetti?» «Una svolta.» «Dove?» «All’incrocio della mia vita.» «All’incrocio di che?» «Della mia vita.» «E dov’è?» «Ancora non l’ho capito bene.»

Incontri e combinazioni

Gli incontri più improbabili sono i più importanti. Come il punto con la virgola che sentenzia la continuità, l’uguaglianza e l’indipendenza di due frasi. Come il blu con il giallo che dà vita a un prato sterminato.

Dentro una bolla

Prova a entrare in una bolla. Al suo interno e al suo esterno vige la mancanza di gravità, come la storia che stai cercando di afferrare dentro di te. La maglietta si allarga e volteggia in modo insolito e gli scorci che si susseguono aldilà della tua bolla ti appaiono rallentati.

All’attracco!

«Lo scoglio…» «Che?» «Guarda lo scoglio.» «E l’ho visto sì, non vedi che sto virando?» «E adesso tu dimmi, io, Omero, che sono cieco, come faccio a vederlo.»

Personaggi a spasso

In estate accade che i personaggi delle tue storie salgano sul treno che aspettavano da tempo; che l’antagonista della storia che ti sta più a cuore faccia scalo nell’aeroporto in cui ti sei ritrovato per accompagnare un amico;

Lo spazio e il tempo

C’è uno spazio e un tempo per ogni cosa. C’è uno spazio per sognare e un tempo per produrre. C’è uno spazio per ascoltare e un tempo per macinare. C’è uno spazio per tuffarsi e un tempo che promette sole.

Questa è l’estate

Quando il sole picchia sulla ringhiera, quando il negozio apre in ritardo, quando la bottiglia dell’acqua ghiacciata suda tra le tue mani: questa è l’estate. No, quest’affermazione ricorda Roberto Piumini. Come faceva la sua filastrocca?

L’idea di scrivere

L’idea di scrivere un libro abita molte vite. Qualcuno riesce a trasformare la sua idea in carta stampata, qualcun altro no. E chi ce la fa è forse più bravo degli altri? Più tenace? Più convinto?

Zzz…

L’ispirazione per una nuova storia è sempre lì, come una zanzara. Ti gira attorno anche se non la vedi. A volte sembra che il ronzio provenga dall’orecchio destro, ma poi tiri uno schiaffo sul tuo braccio sinistro.

Il ballo è alle porte

Ecco, le luci si spengono. Un ultimo respiro profondo. Si entra. Un passo. Un altro passo. Salta. Una giravolta. Salta. Il ritmo prende piede. Il corpo si tende, si scioglie; vibrazione pura di aria e di legno. Alterazione del vuoto.

Leggere è…

Le pupille sono l’attrezzo di lavoro più utilizzato in una scuola di scrittura. Ogni tanto gli occhi languono un po’ di più, soprattutto quando ci si trova a scorrere per l’ennesima volta lo stesso racconto leggermente migliorato dagli allievi.

Dentro una scuola di scrittura

Che si fa in una scuola di scrittura? Si lavora, emozionandosi. Si leggono racconti e romanzi di penne contemporanee e non. Al margine di questi si apporta un segno quando risultano efficaci per la formazione dei nostri allievi.

Il volo dello scrittore

C’è una casa e un uccello che sbatte le ali. È rinchiuso in una stanza. Sbatte le piume con fatica, chiude gli occhi e pensa al mare. Immagina di volare nel vento, di sfiorare le onde tranquille e di farsi puntare col dito da bambini sudati e in pantaloncini.

Le premiate storie

«Scuola di scrittura creativa Omero.» «E quindi?» «Scuola di scrittura creativa Omero.» «Di’ un po’, sei impazzito?» «Premio Strega, Premio John Fante, Premio Calvino…»

I momenti delle idee

Ci sono momenti e momenti. A volte uno scrittore sente di essere a corto di idee e cammina avanti e indietro in una stanza, come posseduto da forze incomprensibili.

Il silenzio è il pane degli dei

Sappiamo bene che l’atto di scrivere storie è un atto solitario, anche se ci serviamo del mondo intero e a lui ci rivolgiamo. Ma quando le dita battono, quando lo sguardo resta saldo nel vuoto come fosse in comunicazione con chissà che cosa,

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