Omero Editore

Editoriali

Architetture narrative

Scrivi scrivi scrivi fino a farti venire i crampi alla mano. Butta giù velocemente il vortice di intuizioni che  ti ruotano nella mente, disegna immagini con le parole, gioca, non ti fermare. Sì sì non ti puoi fermare, non adesso.

Iniziare

Vento. Mare. Vento-mare. Strada. Chiosco. Una busta vola. Clacson. Tanti clacson. Rami. Scarpe. Lampioni spenti. Passi. Un foglio bianco. Voci. Riprova. Il mento nella sciarpa. Bicicletta con rotelle. Cielo terso. Una riga buona. Passi.

Chiamate dal futuro

Sono una pencil e vengo dal futuro. Vengo a dirti che ormai anche noi, come le vecchie stilografiche (te le ricordi? te ne hanno mai parlato?) siamo in via di estinzione.

La scrittura è illusione

Scrivere è roba da illusionisti. Metti un aggettivo al posto giusto lungo una sequenza di parole ed ecco che l’acqua salata e fredda del bagnasciuga ti spinge a ritrarti indietro, con la spina dorsale puntellata da innumerevoli scariche elettriche che sembrano arrivare da ogni dove.

Una partita a domino

Scrivere è un po’ come fare una partita a domino, posizionando le pedine in verticale. Il numero che sta in cima alla pedina corrisponde alla base di quella successiva e cosi via.

Il gioco magico della scrittura

A volte ci sono allievi, ci sono classi, che ti fanno amare ancora di più il tuo lavoro. Sono i loro occhi vispi, le antenne alzate, la passione che fa tremare le loro mani.

Esercizi di immedesimazione

Puoi parlare della guerra se non hai mai vissuto esplosioni intorno a te? Puoi raccontare l’amore di una madre verso un figlio autistico se non hai mai avuto figli? Puoi descrivere il freddo del Polo Nord se hai vissuto sempre al mare? Sì.

Il tasto ribelle

Io sono il tasto mal funzionante della tastiera su cui stai scrivendo. Devi schiacciarmi due-tre volte prima che io ubbidisca, come devi scrivere almeno due-tre stesure della storia da cui vorresti finalmente liberarti.

Il corpo della scrittura

La scrittura non si compone solo di contemplazione. La scrittura non è solo un’attività intellettuale. È dinamica la scrittura, pura azione. Ha fisicità la scrittura, coinvolge tutto il nostro corpo: i punti sono silenzi, le virgole il rilascio di un respiro; i punti e virgola la tenacia di un pensiero.

Babbo Natale è un grande lettore

C’è una cosa che non vi abbiamo mai confessato. Noi della Scuola Omero amiamo tantissimo Babbo Natale. Con lui abbiamo più cose in comune di quanto pensiamo. Babbo Natale ama leggere, come noi.

Raccontarsi…

Ognuno di noi quando racconta la propria storia risulta affascinante. Alcune storie appaiono più avventurose ed eccitanti rispetto ad altre, senza dubbio. Ma le stesse storie entusiasmanti devono misurarsi anche con gli strumenti di cui son dotate, e con i limiti degli altri.

La poesia si ribella

Di cosa parliamo quando parliamo di letteratura? Sì, il riferimento è carveriano, anche se Carver preferiva parlare d’amore, sempre utilizzando la letteratura. Ci sono definizioni generali e capillari sull’argomento, ma la sensazione è che oggi le nostri sinapsi raggiungano e si concentrino più facilmente sulla prosa.

Scrivere è come cucinare

Scrivere richiede attenzione, cura, combinazioni azzeccate, invenzione, tempi di attesa e maturazione, proprio come in cucina. Scrivere un buon racconto è come realizzare un buon piatto.

Tra sogno e disciplina

Scrivere storie non è semplice. La passione, le proiezioni e i sogni giocano con te come un bambino sulla battigia. Le onde dell’intuizione vanno e vengono, lasciandoti a volte con i pensieri umidi, altre volte con i pensieri asciutti.

La musica delle parole

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi, scriveva Fosco Maraini. E a ragione. Già, perché pur servendosi di parole inventate riusciva meglio nel suo intento di comunicare il sentimento di un parlato, di una visione cristallina senza orpelli.

Raccontami il tuo autunno

Si è soliti pensare che l’autunno sia la stagione in cui i trionfi dell’estate svaniscono. Le foglie cadono con lentezza dai rami come in una morte lenta e dilatata. Punti di vista.

Come quando eravamo bambini

La nostra infanzia ci abita. Basta pensare a quel fremito che ci prende davanti a un’altalena e che ci spinge a salirci sopra, anche se lo sappiamo bene che non è per adulti. Mi sorreggerà?, ci chiediamo.

Cos’hai veramente da dire?

Sì, capita. A volte capita di non aver nulla da dire, di non riuscire più a dire. Niente. Il vuoto atmosferico ti incapsula come un paesaggetto natalizio dentro una sfera. Puoi capovolgerla; sì che puoi, ma non ti va.

La fantasia va a spasso

Quello che capita in un laboratorio di scrittura è qualcosa che non si realizza in nessun altro spezzone della vita: la fantasia, i tentennamenti, i desideri, le sconfitte e le speranze prendono forma. Una forma concreta.

Ah, l’attesa…

«Cosa aspetti?» «Una svolta.» «Dove?» «All’incrocio della mia vita.» «All’incrocio di che?» «Della mia vita.» «E dov’è?» «Ancora non l’ho capito bene.»

Incontri e combinazioni

Gli incontri più improbabili sono i più importanti. Come il punto con la virgola che sentenzia la continuità, l’uguaglianza e l’indipendenza di due frasi. Come il blu con il giallo che dà vita a un prato sterminato.

Dentro una bolla

Prova a entrare in una bolla. Al suo interno e al suo esterno vige la mancanza di gravità, come la storia che stai cercando di afferrare dentro di te. La maglietta si allarga e volteggia in modo insolito e gli scorci che si susseguono aldilà della tua bolla ti appaiono rallentati.

All’attracco!

«Lo scoglio…» «Che?» «Guarda lo scoglio.» «E l’ho visto sì, non vedi che sto virando?» «E adesso tu dimmi, io, Omero, che sono cieco, come faccio a vederlo.»

Personaggi a spasso

In estate accade che i personaggi delle tue storie salgano sul treno che aspettavano da tempo; che l’antagonista della storia che ti sta più a cuore faccia scalo nell’aeroporto in cui ti sei ritrovato per accompagnare un amico;

Lo spazio e il tempo

C’è uno spazio e un tempo per ogni cosa. C’è uno spazio per sognare e un tempo per produrre. C’è uno spazio per ascoltare e un tempo per macinare. C’è uno spazio per tuffarsi e un tempo che promette sole.

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