Omero Editore

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Uvetta e pinoli

Il sole spacca le pietre.
Nora trascina il carrello della spesa verso l’auto.
Si ferma con un sospiro di sollievo e mette tutto nel portabagagli.
Ha un flash. Uvetta e pinoli!

Il presente appena passato

Quella notte torno a casa sfrecciando su Clementina la mia bici vintage e mezza scassata e sono leggera. Attraverso i fori imperiali salgo per il Colosseo e non posso che ringraziare per lo stupore.

A tre

Sono un tipo maledettamente complicato. Uno che la tira per le lunghe quando si tratta di mettere a fuoco che cosa vuole dalla vita. Sono fatto così. Una cosa però la so. Sono innamorato di Flaminia. È successo all’improvviso, l’ho vista e ho capito tutto.

Semiotica dell’autorità

Il suono acuto e isterico ci raggiunge mentre siamo sdraiate, a dare forme alle nuvole. L’uomo, il fischiatore, sfila dai denti un gran bel fischietto luccicante, per urlarci che non possiamo stare sull’erba.

20 – 40 – 120 – 180

Il nome di mio figlio era Lorenzo; di lui non ho più neanche una fotografia. Il suo viso non voglio più ricordarlo. So come va a finire: 20 – 40 – 120 – 180. Rivedo i suoi occhi, la curva del naso, la pelle liscia con le lentiggini dell’infanzia: 20 – 40 – 120 – 180.

Benvenuto nella scatola

L’odore è acre, riempie i polmoni quasi soffocandomi, ho l’impulso di tossire ma lo reprimo non senza sforzo.
Mi porto il lembo della maglietta sul viso per riparare le vie respiratorie dall’aria malsana.
Gli occhi sono aperti e vigili, ma incontrano solo buio, una spessa coltre di buio.

Una gelosia distruttiva

Erano una bella coppia di studenti universitari, arroganti figli del boom economico. Lei di ottima famiglia con il padre direttore di banca, figlia unica amatissima, bel viso, capelli sulle spalle, gambe lunghe da ballerina.

Due corpi

Due corpi si scrutano da lontano. Quando per la prima volta si sfiorano, lo fanno in silenzio, ma i loro cuori palpitano. Due corpi passeggiano per le strade del paese, tenendosi sottobraccio, per evitare le malelingue.

Miss Mondo

Lisa osservava il suo volto nello specchio. Questa volta si concentrò sui particolari. Si tolse un pelo nero che faceva capolino da un neo. Spremette un prodromo di pedicello, grattò una bolla appena nata sulla guancia.

Quello che i giardini ci dicono

Un giardino abbandonato per qualche anno è un vecchio diario: ci trovi cose dimenticate tra le pieghe della mente; sogni superati dalla realtà; progetti attraversati dal tempo.

Amore limited edition

Ho finito i giga.
Niente carsharing, serve la metro.
Niente biglietto online, serve tabaccaio.
Niente Google, servono indicazioni.
Chiedo a una ragazza.

Kindere (l’internazionale, futura umanità)

Si chiamava Mirko, ma per tutti era Kinder, anzi “Kindere”, per via del suo fisico piccolino, compatto proprio come l’ovetto di cioccolato. Aveva 11 anni, era nato in Romania. Viveva a Roma da quando ne aveva 5. Stava con la madre in un seminterrato sulla via Ostiense.

Cammeo

Quella mattina Maria arrivò di buonora. Le avevo chiesto di venire presto perché la casa doveva essere presentabile per la visita di una persona importante.
Carlo, il mio agente, mi aveva fissato un incontro “che mi avrebbe cambiato la vita”.

L’arte di non piacersi

Non le piace il suo naso. Se lo taglia. Non le piacciono bocca e gambe. Taglia tutto. Non le piace la sua pelle. Si scortica fino a non avere più pelle. Non le piacciono gli occhi. Li strappa e li butta via.

Instagram delle mie brame

C’era una volta, in una città lontana lontana chiamata Milano, una bellissima ragazza di nome Regina. Adorava stare al centro dell’attenzione e aspirava a essere la più ammirata e desiderata della scuola.

Wajib

A day with Annemarie Jacir and Saleh Bakri: director and leading actor of Wajib: Palestine tells us what emotions are all about.

Concorso europeo di Flash Fiction

Si è concluso il primo round del concorso europeo di Flash Fiction, organizzato dall’EACWP, l’associazione europea che riunisce i migliori programmi di scrittura creativa. Ecco chi è passato alla finalissima.

Maurice e Pauline

Aveva nevicato tutta la notte a Ginevra, ma Maurice Aubry aveva programmato di andare a trovare Pauline, la sua ex moglie. E non sarebbero bastati quei centimetri di soffice neve a fermare i suoi piani.

Pomeriggio con mia madre

La testa appoggiata alla spalla di mia madre, seduti sul divano buono di casa. Io, 95 chili, che per fortuna il divano è abbastanza grande. Lei, che ne occupa oramai lo spazio dove ci starebbe una bambina.

Un mondo rosso Do e verde Fa

Suona la sveglia. Sono già le 6 e mezza. Con fatica, e senza voglia, apro gli occhi. Come se avessi dei pesi sulle palpebre, decido di alzarmi e vado in cucina dove mi aspetta la solita colazione: latte con cereali; che comunque mando giù a fatica:

Acqua alta

La ragazza aveva pianto tanto che l’acqua era diventata alta a Venezia e i turisti invece di entrare a San Marco erano in fila, ognuno portando secchi per svuotare la città dalle sue lacrime.

La leggerezza dell’elefante

Ho aspettato un tempo indefinito, arrovellandomi su quale fosse il momento più giusto. Poi un giorno sono andata e basta, senza avere un piano preciso. 
E’ sera, guardo attraverso la finestra aperta la nostra cucina illuminata.

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