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Wynton Marsalis

oggi ho portato il mio libro che ci ho messo un sacco di tempo a scriverlo a un famoso editore che quando sono entrato nel suo ufficio l’ha soppesato come fosse una busta di melanzane ha sfogliato due pagine e mi ha chiesto se a casa mia

Ricordi di un orecchio

Carlo Del Cinque classe 1933, coniugato con Anna Guerino, residente ad Acilia via delle Case Basse, è il proprietario della testa dove sul lato destro sono nato e cresciuto al ritmo di 1,7 millimetri ogni dieci anni.

L’ultima sigaretta

Con un gesto ormai automatico infilo la mano in tasca per prenderne una. Rosse morbide, da sempre. Tasto il pacchetto con le dita e sento che ne è rimasta una soltanto. La sfilo e la metto in bocca mentre con l’altra mano a tastoni cerco l’accendino nella giungla di libri e fogli che ho davanti.

L’ospite inatteso

Ero immerso da ore nell’ammodernamento della sezione “chi siamo” del mio decennale blog di favole per bambini, quando il campanello della mia casa fuori città, lontana dal rumore e caos, si è messo a strillare.

Quella notte in cui vincemmo il mondiale

Dopo quel tre volte «Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo» di Nando Martellini l’Italia nazione pallonara si sciolse come l’allora nostro Presidente Sandro Pertini che – ottantaseienne –

Maledetti ciclisti

In certi casi un po’ di delicatezza ci vorrebbe. Ma come glielo dici a una persona che sta per morire: “Guardi sa … si potrebbe dare il caso che lei non arrivi al prossimo Natale.” “Ah! Che culo! Quest’anno risparmierò di sicuro sui regali!”

In profondità

Si spogliò e abbandonò i vestiti in auto. Su quel tratto di costa non c’erano né cabine né tantomeno bar. L’atleta distese sui muscoli un cospicuo strato di crema ad alta protezione.

O Sol na Cabeça di Geovani Martins

Anthony Cilurso scopre per noi il nuovo caso letterario che viene dal Brasile e che ha convinto migliaia di lettori con le sue storie di giovani periferici.

Il vaso cinese

È una serata uggiosa, in pieno inverno, tra febbraio e marzo. Accendo i riscaldamenti perché fa un freddo allucinante, sembra di stare in Siberia. Fuori piove a dirotto. So già che quando piove, la mia parabola Sky e il mio decoder non funzionano, quindi non accendo nemmeno la TV in soggiorno.

Luna

Perché mi guardi con quegli occhi? Ci scorgo la dolcezza della tua mamma argentina e la fierezza di tuo padre nobile di campagna. Per poco tempo, per sbaglio ti ho chiamato con un altro nome, poi sei stata tu e solo tu sempre tu.

Terra e gelato

Esco dall’ufficio, faccio pochi passi per raggiungere la metropolitana e mi vengono incontro due bambini sorridenti che passeggiano spensierati con i nonni. Mi rubano un sorriso.

Io non so parlar d’amore

I pensieri. Sì, i pensieri. Quelli sono il problema. Che ne sapete voi dei pensieri che scorrazzano in una casa chiusa mentre voi state lì a guardarli? Quelli corrono dalla fronte ai piedi. Velocità impensate.

Agente Sean: Commissione segreta

Missione impossibile? Sean non accettava nulla di meno. Donne splendide e inavvicinabili? Troppo facile e noioso, altrimenti. Uscì dal Grand Palace Hotel verso le 20 di una serata alquanto fresca per la fine di aprile.

Il giardino e gli odori (prima parte)

Sandro Russo è persuaso che chi domina gli odori, domina il cuore degli uomini. Prova a convincere anche noi in due articoli: questa settimana la prima parte

Un bel morir tutta la vita onora

Ma qual è un bel morir? Nel sonno? In un atto eroico? Saltando dalla finestra di un palazzo in fiamme con un bambino in braccio? Ovvio, il bambino si salva. Senza lasciar debiti?

Una domenica mattina

Stamattina sono uscito presto di casa, buttato come sempre giù dal letto dai pensieri che inseguono me come tutti al risveglio.
Solito bar, solito caffè, soliti giornali da sfogliare, con l’occhio puntato fuori dalla porta dove staziona la mia preziosa bici rigorosamente aperta.

Pane e lacrime

Mi svegliavo per la luce forte del giorno. Era il sole che a luglio penetrava nelle grotte e le faceva sembrare ospitali come in realtà non lo erano. Ci dormivo dentro da tre mesi con i miei genitori e le mie sorelle.

Pistole e ramoracce

Questo mio ricordo risale al tempo della seconda guerra mondiale quando Roma era stata appena occupata dalle forze armate tedesche. Allora avevo circa nove anni. Fu veramente un periodo duro in cui la sofferenza della fame era così forte da influenzare il mercato nero.

Chiudere il naso a volte è sbagliato

Avevo quattordici anni, poca voglia di studiare e pensavo che non fosse così importante farlo, ma che era più importante, invece, imparare un mestiere.
Così mio padre, ormai rassegnato,

8. Il forno tandoori

Il forno tandoori, topos ‘mitico’ della cucina indiana. Sandro Russo ci racconta di quando e come ha avuto a che farci

Finché morte non ci separi

‘Muovi queste maledette gambe. Altri dieci passi e sarai lì dentro. Attraversa questa strada con determinazione come dieci anni fa hai attraversato con incedere elegante la navata centrale della chiesa.’

Vetiver

Al mio funerale, Maria la prego, che non ci sia nessuno. Nemmeno il dolore. Niente lacrime. Solo uno spazio impregnato di buon odore. Come il suo, odore di violetta, vero? Grazie Maria, sì, il cuscino un po’ più in alto. Ma io preferisco il vetiver, sì.

Tra un ragù e una besciamella

La cucina della mensa aziendale è ampia. Nella cucina della mensa aziendale, tutti i giorni sono uguali. Tutti i giorni si pelano patate, si tritano cipolle. Tutti i giorni Cecilia prepara il pranzo per cento persone.

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