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Il commissario Ralph e le malattie imbarazzanti

“Dottore, sicuro che non ho nulla, nessun crollo melonopatico del battito, nessun affanno aleonitico, nessun aumento della pressione ipetrofea?!?”; Ralph era nello studio del suo medico di base, per il suo classico controllo sanitario mensile,

Una tranquilla giornata come tutte le altre

“Era il 6 settembre 1993, me lo ricordo bene, tutto era iniziato normalmente nella mia campagna sperduta…” Il racconto di un nostro allievo di seconda media.

Non entrare

Aprii gli occhi, la sveglia proiettava sul soffitto le 6,59. «Questa volta non mi freghi!» pensai, e allungaI il braccio verso il comodino. Stavo per premere il pulsante di spegnimento

La bocca di Anna

Sono il mignolo della mano sinistra di Anna la parrucchiera. Quando Anna si concentra, abbandona la guancia nella mano e io mi piego nella bocca, bagnato dalla lingua con l’unghia appena tra i denti.

Il ruggito dei colpevoli

“Forse dovrei cominciare a pensare di farmi la doccia nudo”, così pensava il commissario Ralph, in una delle sue tante mattine comuni della sua vita comune, mentre si faceva una comune doccia, indossando il suo inseparabile impermeabile sotto il getto caldo dell’acqua;

Acetone

Mi sveglio e lei non c’è più, se ne è andata via e io non me ne sono neanche accorto. Guardo il display del cellulare e mi rendo conto che sono appena le sei del mattino. Era bellissima, aveva l’exstension e faceva l’estetista.

Molliccia

Lo odiava. Non aveva motivi concreti. Ma lo odiava. Forse era anche una brava persona. Andava lì tutti i giorni. Arrivava ciondolando con quella sua camminata autocommiserativa, stupida, timorosa.

Il singhiozzo di Batman

“Ecco commissario, per lei sono 2600 €. Le abbiamo lavato e stirato tutto quello che ci ha portato. Ma quando se la trova una bella moglie che le fa questi servizi? E poi sua madre non può darle una mano?”

Foto ricordo

La bellezza di quel ragazzo la folgorò all’istante, e all’istante se ne innamorò. Nel lavoro non le era mai successo. Aveva scattato centinaia e centinaia di foto a centinaia e centinaia di volti, ed era rimasta sempre distaccata, professionale.

Non è mio

Non c’è più. E sì che ho cercato, accendendo con cautela le luci di stanza in stanza. Prima di ricordare che certi occhi scintillano al buio e spegnere tutto, tornare alla notte per scoprire un bagliore, rivelare un nascondiglio.

Il cane del vicino è sempre più verde

A vederlo chiudere il negozio avresti detto che era una sera come tante. I conti della cassa, le bestemmie per i soldi che non bastano a pagare i fornitori, le luci, le serrande, il lucchetto grande dell’ingresso. Alle otto e cinque parcheggiava la vecchia Mercedes nel vialetto di terra battuta davanti casa, alzando tutto attorno nuvole di polvere gialla.

Alejandro

Maria Rizzo corse per le scale e i corridoi. Il suo passo non era semplicemente veloce, correva, col ritmo cadenzato dei tacchi. “Achtung” a scuola non si corre! Ed ora? Ora, era in ritardo. La tachicardia era nulla di fronte al fiatone.

La voce

– Giorgio… Giorgio… Giorgio…
Quella voce che chiama il suo nome lo fa destare di soprassalto, nel cuore della notte. E’ una strana voce, metallica, adenoidale, che non conosce.

Fuoco Amico

“Non è possibile Luigi che fai sempre gli stessi errori! Quante volte ho detto che nell’intestazione si scrive Egregio dottor luminoso padre Generoso Bretella, ogni tua parola è la poesia più bella!

Biancaneve si fingeva morta

Biancaneve stesa sul letto di fiori, faceva finta di essere morta perché voleva che il principe la baciasse.
La Strega, pensando appunto che Biancaneve fosse morta, diede ordine al cacciatore di organizzare un banchetto. Durante il banchetto la bellissima Strega mangiò una mela,

Il serpente

Faceva caldo e Claudio non riusciva a dormire. Si alzò dal letto cercando di non svegliare Clara, voleva bere qualcosa di fresco e sgranchirsi le gambe: non riusciva a chiudere occhio, tanto valeva fare qualcosa, una gita in cucina ad esempio.

Il fulmine

La mano dell’uomo rimaneva mollemente avvinghiata al bicchiere, mezzo vuoto o mezzo pieno per la sesta volta. Il mento era appoggiato sul braccio che lentamente scivolava sulla superficie di legno del tavolo.

La zuppa

Il fattore scatenante fu senza dubbio la zuppa. Tutto era nato da quella maledetta zuppa di cipolle. Anche se a pensarci bene non era stata la zuppa in sé, ma il modo in cui lui la stava mangiando.

La versione di Brontolo

È da quando quella deficiente si è imbucata in casa nostra che tutto è cambiato. Tutti i miei fratelli sono innamorati della ragazza che dice di chiamarsi Biancaneve e dice anche che una regina la vuole uccidere, ma io non sono stupido.

Sintetika

Striscio la chiave blu tra i sensori e apro la porta. La musica è accesa. Emma deve essere a casa. La chiamo ma non risponde. Attraverso velocemente la sala relax. Noto qualcosa di insolito ma non mi soffermo a pensarci.

Tutta colpa dell’insider trading

Jessica con la jay si protende verso di me. Un ciondolo attrae lo sguardo verso una scollatura prepotente. Mi sforzo di fissare l’orologio appeso alla parete. Colpa di Michele, questa situazione. È da quasi mezz’ora che sto a casa sua e lui non c’è.

La fine del mondo

Suoniamo il campanello e la persona che ci apre è un fantasma. Dovrebbe essere mio zio ma sembra uno spettro. La sua figura si staglia su uno sfondo buio, non c’è luce all’interno dell’appartamento, e buia appare anche tutta la sua figura e l’espressione.

La cicala di Wall Street

In una calda estate, una cicala era davanti al suo notebook e cantava allegra. Dal suo ramo guardava con curiosità un gruppo di formiche che spostavano alacremente dei rametti sotto di lei.

Un sobrio congedo

Era ormai tutta la mattina che, sdraiato nel letto, fissavo il vuoto. Non un muscolo si era mosso e il cuore mi risuonava torbido nel petto. Poi di all’improvviso mi misi a sedere; ogni cosa era stata decisa, era stato definito ogni minimo dettaglio.

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