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Stefano Petrella

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Il prezzo (a saldi) della pace

LUI
Ci avrei giurato che sarebbe andata a finire così. lo sapevo lo sapevo lo sapevo. Maledetto me che ancora una volta ci sono cascato.
Ma che ci sto a fare qui di sabato pomeriggio ai grandi magazzini con questa calca e il caldo dei riscaldamenti.

Lame

Il ragazzo era lì che fissava la sua mano ormai da troppi minuti per quello che aveva deciso di fare. Il rasoio non pesava quasi niente eppure lo sentiva nella sua mano come piombo. Guardava il rasoio e non si decideva ancora: bastava aprire la porta della stanza, avvicinarsi al letto, pochi gesti e i suoi pensieri sarebbero tornati limpidi come acqua di fonte.

In un luogo sconosciuto

Le nuvole scure chiudevano il cielo come un coperchio e il vento freddo che si era alzato faceva volare pezzi di carta e foglie. L’uomo scivolava veloce rasentando i muri, come se avesse già cominciato a piovere; si stringeva addosso un impermeabile beige, di quelli di una volta, e il bavero rialzato non lasciava scoperta che la parte superiore del viso, e la folta capigliatura.

Il posto giusto

I lavori di ristrutturazione dell’appartamento che avevo acquistato erano terminati. Entrai in quella casa deserta e odorosa di stucchi e vernici fresche e completamente vuota e ripassavo a mente le posizioni già decise dei vari arredi.

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