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Roberto Gabellotti

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La macchina bianca

C’era bisogno di un grande colpo di fortuna. Cominciava a pensare che non l’avrebbe mai trovata, nonostante gli sforzi e la fatica. Sentiva la necessità di fermarsi per riposarsi un poco. Il sole era già basso e quel meccanico girovagare stava lasciando il passo al sonno e alla sete.

Quinta D

Messaggio di Filippo Mancini, dal Policlinico:
«Ciao a tutti. Ieri ho sentito Paola. Mentre giovedì Giovanni ha respirato autonomamente solo per circa mezz’ora a causa di una crisi di cicli respiratori molto frequenti, ieri, venerdì, ha respirato in autonomia dalle 14 alle 19, con i valori della pressione e dei battiti nella norma. Paola gli ha sfogliato il bellissimo libro con le loro foto e Giovanni lo ha guardato con interesse».

Una storia d’amore

Sullo spiazzo accanto al mare non c’è anima viva. Parcheggio in prossimità della spiaggia. In estate, quando è pieno di gente sembra un posto diverso. Invece oggi è una mattina umida di fine novembre, da ieri non cessa di piovere. Teresa sta mettendo via il telefono in una tasca profonda della sua borsa. Il mio è rimasto a casa in un cassetto.

In ritardo

Al telefono:
«Che cosa vuoi Mario, non ci sentiamo da tantissimi anni.»
«Hai ragione Anna, ti devo parlare. Sono accadute alcune cose importanti, una grave, vorrei che tu lo sapessi, non ti avrei cercato se non fosse così.»
«Perché non ne parli con lei? Geneve, vero?»

Lettera per la graduatoria nel Cielo

Caro Lorenzo,
mio straordinario e inseparabile amico, come va? Ti ho lasciato non molto tempo addietro un po’ acciaccato (quanto, boh… qui non si usa l’orologio); poi non ricordo più niente.  Spero comunque  ti stia riprendendo in fretta.

Si può vedere anche da lontano

Forse quella Barbie aveva qualcosa da dirmi. Mi fissava intensamente, occhi sbarrati. Il suo sguardo mi accompagnava ogni volta che mi aggiravo per la stanza. Cambiavo posizione e lei mi seguiva, sempre.

400 metri

120 secondi sul display del tabellone, poi la partenza. Ancora due minuti per provare a uscire dal buco nel culo del mondo. Lo stadio è grandissimo e moderno, le tribune immense piene di gente e l’erba tagliata e rasata di fresco.

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