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Claudia Amato

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Sul cornicione

Stamattina non entra la solita luce dalle tapparelle, forse per via delle nuvole. Lascio il letto e vado in cucina per il mio caffè annacquato. Giro il cucchiaio nella tazza dopo averlo allungato per stemperare i pensieri scomodi arrivati non appena ho appoggiato i piedi sul pavimento freddo. È stata lunga la notte trascorsa a rigirarmi tra le lenzuola troppo calde.

La pagina bianca

Quel vecchio seduto nella mia solita caffetteria, portava sul capo un enorme cappello che copriva il volto. Il corpo ne era quasi sovrastato, come se avesse addosso un pesante masso scuro.

Per sempre

Scende la sera e pian piano ricopre lo strato di umidità che pervade l’aria intorno. La giornata è stata afosa ma ora il fresco si posa su tutte le cose e pare donare un po’ di sollievo. Questa è l’ora in cui prendo a vagare ramingo, me ne vado in giro ed entro nelle case, senza chiedere il permesso.

Treni

Stanotte la luna mi sembra più tonda e più chiara del solito. È tutta liquida e se ne sta lì a guardarmi. Non capisco ancora se gliene importi qualcosa. Ho provato spesso a porle domande, a implorarla di darmi un cenno per sapere se potevo trovare un altro chiarore a illuminare le pareti strette di questa cella nella quale sono rinchiuso da troppo tempo ormai.

Prezzemolo

Sono piena, piena di buste di plastica stracolme di cibi confezionati, appuntiti. Gli spigoli delle confezioni hanno graffiato e bucato le buste mentre le portavo via dal supermercato fino a casa.

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