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Carolina Gnecco

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Memorie di un utero

Sento che mi contraggo in modo ritmico e sistematico, direi fisiologico. Mi fanno male tutti i muscoli. Mi espando a dismisura e mi contraggo violentemente, come se stessi vomitando.

Respiri, trattenga il respiro

Te ne stai lì nuda, spogliata di ogni dignità. Nemmeno le mutande ti hanno fatto tenere. E mentre senti i peli delle gambe che si rizzano e i capezzoli che si induriscono per il freddo, pensi al tacchino di Natale.

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