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Antonella Monsù

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Chiedo perdono

È lì seduto sulla poltroncina di vimini dell’androne. Non ci si è mai seduto prima. Di solito se ne sta nel portico col giornale in mano e invece ora è lì, come a sbarrarmi il passo. Mi sono raccattata quattro cose e le ho messe in un borsone.

Riflessi

Appoggiò la fronte al vetro della finestra e guardò in basso. Il vicolo risucchiato tra i caseggiati era spruzzato di una polvere bianca. Una palla di vetro con la neve che ricadeva sul passato. Quanto tempo era trascorso da quel giorno? E che importanza poteva avere, ora?

I baffi di Hitler

La diagnosi del dottor Bolch era stata chiara e inconfutabile. L’aveva mandato a chiamare in grande segretezza a Linz, dove abitava, e il suo fidato medico non aveva avuto dubbi.

Sime venute accucchiate

Quella domenica avevo deciso di fare la pasta fatta in casa, ma non la solita pasta. Non mi sarei limitata a infilare i panetti negli ingranaggi della macchinetta Imperia, per poi accogliere come un prodigio le uniformi sfoglie rettangolari.

Cara Cappuccetto Rosso

Cara Cappuccetto Rosso, sono anni che ti aspetto e comincio a pensare che non verrai. Mi sento sola in questo grande edificio che da fuori sembra un albergo. In realtà è qualcosa di diverso.

Buon Natale Ezechiele

Ezechiele ormai era diventato davvero molto vecchio e la fame continuava ad essere la sua migliore amica. C’era stato un periodo in cui aveva visto l’espansione dei centri abitati come un’occasione per avere cibo fresco a portata di mano, ma col tempo aveva dovuto ricredersi.

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