L’amore al tempo degli spiriti liberi

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Finalmente si è levato dai coglioni, non lo sopportavo più. Oh dico, si è piazzato qui, ormai non so quanti mesi sono che è venuto a rompere le palle a casa mia dicendo che era innamorato di me. Io che sto così bene a casa mia da sola...

Finalmente si è levato dai coglioni, non lo sopportavo più.
Oh dico, si è piazzato qui, ormai non so quanti mesi sono che è venuto a rompere le palle a casa mia dicendo che era innamorato di me. Io che sto così bene a casa mia da sola nel mio fantastico monolocale conquistato a prezzo di sacrifici economici che faccio tutt’ora perché quella cazzo di borsa di studio non mi permette nemmeno di arrivare a fine mese; io che vado al supermercato con i buoni sconto perché ho bisogno di mantenere la mia libertà a tutti i costi, e lui cosa fa: si piazza qui!
Quando stamattina mi ha detto “me ne vado perché tu perché qui perché là” … Wow, ce l’ho fatta! La valigia è pronta, è fuori dalla porta e ho detto al portiere che questa sera lo fa salire e gliela mette in mano senza che nemmeno io lo guardi più in faccia.
La valigia… non avrei mai detto che sarebbe arrivato il momento in cui gli avrei fatto la valigia. Che poi tra l’altro, l’idiota, sapendo quanto io odi il caldo, cosa voleva fare la prossima settimana? Andare a Miami! E ha pure comprato il biglietto. Un biglietto per Miami a me? Cioè, una cosa che non esiste sulla faccia della terra: Ma portami in Canada dico io, visto che mi conosci al meno un pochino, no? No, va bene. Vacci da solo a Miami, non me ne può fregare dimeno.
Oh, sono così felice, mamma mia, stasera cucino quello che voglio io, mi sdraio sul letto, guardo la televisione col piatto in mano. Una meraviglia… Cosa posso chiedere di più?
Ehm, certo che però la valigia è ancora lì… Eh sì, e se poi qualcuno la ruba? (riso nervoso). In fondo l’ho messa fuori in corridoio e con tutta la gente che c’è… Mmh potrei anche chiamarlo e dirgli che la valigia e lì così lui sa che c’è e magari, così, se la viene a prendere. Mmh, non è che però se lochiamo per la valigia lui interpreta la telefonata come un tentativo di farlo tornare? Cioè, intendo, se lo chiamo faccio la figura della debole, di quella che si zerbina o peggio ancora, non è che poi lui pensa che già mi manca? Beh… no… credo di no, o forse sì, è solo per la valigia, giusto? Mica mi manca, figurati.
Mmh, sembra come la canzone della Nannini “mi telefoni o no mi telefoni o no, io non cedo per prima?”. Ecco, cazzo no, non voglio cedere, ma chi se ne frega, ci sono i suoi vestiti dentro. Ho deciso: “io non cedo per prima”, perché poi l’altra volta, quando pensavo di essermi già liberata di lui e invece me lo sono ritrovato qui cosa ha avuto il coraggio di dirmi? Che sono brava a letto! Ma, cioè, ti sembra che uno che si dichiara innamorato di te ti viene a dire una cosa del genere? È un complimento? No, non è un complimento, cioè è una presa per i fondelli. Ma prova a sforzarti di dirmi qualcosa di più carino, no? Non so, ad esempio, “oltre a non essere male fisicamente mi piaci perché mi fai stare bene, perché andiamo al museo e a teatro, perché ci piacciono lo sport ei viaggi, perché facciamo le due del mattino al pub a commentare l’ultimo film di Woody Allen! Insomma, queste cose qui! No, a letto! Cazzo, appunto.
Ma vai a quel paese e tornatene nel tuo buco, che io sto così bene da sola e… e tu starai sicuramente meglio di me, trovatene un’altra.
Certo, lui fa lo spirito libero, io faccio lo spirito libero equi, eh, non se ne viene ovviamente a capo. Ecco… può essere che faccio troppo lo spirito libero? In effetti, lui me l’ha ripetuto più volte che era innamorato di me eh! Però a me faceva ridere, io… sì, no, Io le ho provate tutte quelle sensazioni lì… le farfalline, il desiderio, la testa tra le nuvole, vedi i cuoricini che volano per aria, mangio, non mangio, ho mal di stomaco… Oh, però poi io sono fatta così, cosa ci posso fare, eh…forse non è amore, forse è un’altra roba. Non so, come la vogliamo chiamare, forse ci vuole una base sulla quale costruire e, boh, io quella base lì non ce l’ho. E quindi, boh, e quindi… sai che faccio? Vado dal portiere e lo avverto che c’è la valigia fuori dalla porta… e se qualcuno la ruba, chissenefrega.
Forse.

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