Tu con me

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Siamo nel bosco, il nostro bosco, quello delle nostre passeggiate quotidiane. Cammini pochi passi davanti a me e ogni tanto ti giri per assicurarti che io sia sempre qui. Annusi le radici, i legnetti, e qualsiasi altra cosa capiti a tiro del tuo tartufo…

Siamo nel bosco, il nostro bosco, quello delle nostre passeggiate quotidiane. Cammini pochi passi davanti a me e ogni tanto ti giri per assicurarti che io sia sempre qui. Annusi le radici, i legnetti, e qualsiasi altra cosa capiti a tiro del tuo tartufo. Sei felice, lo capisco dal tuo modo di trotterellare allegra, con la coda dritta e scodinzolante. Il sole filtra tra i rami frondosi degli alberi e crea una piacevole penombra. Il terreno è umido. Ci siamo solo tu ed io. Intorno a noi il silenzio, interrotto solo dal cinguettio di qualche uccellino e dal fruscio di uno scoiattolo che si arrampica chissà dove. Amo questi momenti solo nostri, lontani da tutto e da tutti, dai rumori della città, dai problemi, dalla tristezza. Sono momenti sospesi nel tempo, in cui le altre cose spariscono e io mi sento piena, appagata, felice. Non ho bisogno di altro, mi basti tu. Ti chiamo. Sento risuonare la mia voce e tu ti fermi, mi guardi, e poi mi vieni incontro. Metti il tuo musetto tra le mie ginocchia e rimani così, a fissarmi, in attesa, con i tuoi occhioni grandi e marroni. Mi accovaccio, i miei occhi nei tuoi. E ti stringo forte. Fortissimo. Inspiro il tuo odore e sorrido, sprofondando il viso nel tuo pelo soffice e dorato.

Mi sveglio. Ti ho sognata anche stanotte. Era un sogno vivido, di quelli che sembrano veri e che ti lasciano addosso un misto di amarezza e nostalgia.
Aspetto qualche secondo con gli occhi chiusi. Sento ancora il tuo odore nell’aria. Dicono che sia difficile ricordare un odore. Eppure, eccolo, inconfondibile.
A volte mi succede all’improvviso, mentre sto camminando per strada, quando entro in un negozio, mentre cucino. Una folata di vento, il profumo del pane, della terra bagnata, ti riportano da me.
Altre volte, lo confesso, quando la mancanza di te mi assale più forte che mai, annuso la copertina su cui ti piaceva stare, o la pettorina, ancora appesa al suo solito posto, e chiudo gli occhi. Mi concentro, fingendo di averti davanti a me.
E tu sei lì, su quella copertina, sempre.
Il suono inconfondibile della piastrina a forma di cuore che tintinna mentre scendi dal divano quando rientro a casa. Il mugugno irresistibile di quando vuoi reclamare attenzioni e carezze. Il tuo abbaio. Il tuo parlottare. Il ticchettio delle tue zampe sul parquet. Il tintinnio del collare quando ti scrolli dopo esserti rotolata nel prato. Il respiro ansimante mentre sogni. La tua lingua umida che mi lecca la guancia. Il calore del tuo corpo, quando ti acciambelli accanto a me. Il tuo muso, appoggiato sulla mia gamba, o sulla spalla, mentre guido e tu ti sporgi da dietro. Tu, sul divano, che mi osservi mentre lavoro. I tuoi occhi profondi. Gli sguardi pietosi di quando vuoi ottenere cibo mentre siamo a tavola. Le palline gialle sparse per casa, i tuoi giochi.
Riapro gli occhi lentamente, sospirando.
Dura solo pochi istanti, e proprio in quelli, tu sei di nuovo qui con me.

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