Bugiarda

di

Data

Avevi detto che non ci saresti andata a letto stasera. Bugiarda. Avevi deciso di farlo aspettare, di aumentare le aspettative fino al punto giusto e renderti irresistibile. Eppure, una domanda nasce spontanea: se non avevi intenzione di farlo, perché ti sei depilata?... Sarah Stikans

Avevi detto che non ci saresti andata a letto stasera. Bugiarda.
Avevi deciso di farlo aspettare, di aumentare le aspettative fino al punto giusto e renderti irresistibile.
Eppure, una domanda nasce spontanea: se non avevi intenzione di farlo, perché ti sei depilata?
Perché sapere che potrebbe succedere ti mette un brivido, vero? Ti trascini fino al limite e ti metti tutta la voglia addosso, così lui la sente quella voglia, sente che potrebbe succedere e godi nel sapere che controlli tu il piacere di entrambi. Non avrebbe dovuto prenderti i capelli mentre lo baciavi, non lo avevi messo in conto questo, ed il risultato è stato inevitabile, ti sei arresa al suo controllo e ci hai goduto ugualmente. Brava.
Ora sei nel suo appartamento, vorresti avere il tempo di guardarti intorno, per leggere l’ambiente e decifrare il soggetto. Quest’uomo è un libro aperto ma vorresti comunque avere un attimo per confermare le tue presunzioni, le luci sono basse e riesci solo a distinguere vagamente i profili di un salotto mentre ti trascina in camera sua tenendoti per la bocca.

Bene, ora che siete stesi sul letto decide di rilasciare il tuo viso che aveva preso in ostaggio per gli ultimi venti minuti e comincia a spogliarti, liberando finalmente il tuo campo visivo. Ora puoi dedicarti all’esaminazione della stanza in cui ti trovi.
Ti rendi conto che avrai più di qualche momento, visto l’impegno con cui passa prima le dita e poi la bocca su ogni centimetro di pelle che riesce a scoprire. Sei abbastanza alta, ci vorrà un po’.
Noti un armadio vicino la porta, talmente anonimo che ti ritrovi a passare in rassegna tutti gli armadi che hai conosciuto nella vita, ricordando anche i loro colori e la loro forma. Gli stai leccando il collo fino alla gola mentre ti sfila con forza il reggiseno, ma ora ti viene in mente quando ti sei nascosta nell’armadio antico della casa al mare, ti ficcavi dentro per non farti vedere ed eri talmente piccola che entravi comodamente senza nemmeno piegarti. Eri riuscita a sfilarlo dal comodino di tua cugina e ora era al sicuro nella tua tasca e via anche i pantaloni, forse dovresti riuscire a concentrarti di più su quello che sta facendo, si applica molto. Non ti poteva vedere nessuno, potevi tirarlo fuori e passartelo sulle labbra, ma hai sentito un rumore e ti sei bloccata di scatto, ma quante mani ha?
Sono sicuramente più di dieci le dita che indagano il tuo corpo, sei sicura di aver visto già quel quadro da qualche parte, forse dal dentista e la cosa non ti sorprende per niente. Impegnati.
Gli togli la camicia lo vuoi sentire sulla pelle e lui si libera per afferrarti i seni, controlli che abbia solo due mani. Tutto apposto. Non c’è nessuno era sicuramente il vento a fare rumore. Convinta lo avevi preso di nuovo tra le mani per passarlo sulle labbra, prima sotto, poi sopra e hai usato anche la lingua per vedere l’effetto. Succhi forte. Non riuscivi a resistere, gli hai dato un morso piccolo, un altro più grande e poi hai masticato con foga. Lui non ne può più, ti tira a sé per le gambe. Si spalancarono le porte dell’armadio e gridò il tuo nome. Ti prese per i capelli per trascinarti fuori, nel frattempo allarghi le gambe più che puoi ma se non ti concentri non farai in tempo. Stai perdendo al tuo stesso gioco. Sei contenta?
Le mani afferrano di nuovo il viso e ti infila tre dita in bocca come per cercare qualcosa in fondo alla gola.
Tu avevi nascosto le mani dietro la testa, ma è stata più forte di te ed è riuscita a rivelare il tuo segreto.
«Hai mangiato il burro-cacao?» «No!»
«Sei venuta tesoro?» «Sì!»
Bugiarda che sei.

Ultime
Pubblicazioni

I racconti di Omero

Bene 

I racconti di Omero

Zeno

I racconti di Omero

Abissi

Sfoglia
MagO'