Data

Forse dovevi esserci quel pomeriggio. Forse potevi chiamarla. Forse dovevi essere più gentile, parlarle. Avresti potuto raccontare quello che sentivi. Che senti, ancora. Forse… Francesco De Santis scava un sentimento amoroso fino a renderlo marmoreo.

Forse dovevi esserci quel pomeriggio. Forse potevi chiamarla. Forse dovevi essere più gentile, parlarle. Avresti potuto raccontare quello che sentivi. Che senti ancora. Forse potevi dirle che lei è nei tuoi sogni. Che quando senti la musica vedi lei. Avresti potuto telefonarle, chiamarla e dirle buongiorno. Potevi scriverle che la pensi ancora. Che la pensi sempre. Che lei è nei ricordi. Che lei è un ricordo. Avresti potuto dirle che avevi paura. Paura che uscisse dalla tua mente, dalla tua vita. Da te.
Ora pensi di aver sbagliato tutto. Ti illudi e vai avanti sognando.
Perché sì, potresti vederla camminare tra la gente e rincorrerla. Questa volta non perderesti questa sacra occasione. La sua andatura è rimasta la stessa. Eccola. Allora cominci a correre, a sgomitare, la raggiungi, lei si volta, ti riconosce, ti sorride, ti stinge e provi a sorriderle di rimando, ma la bocca non si muove. Provi a urlare il suo nome dalla gioia, ma dalla tua bocca non esce nulla. Provi a tirare un respiro profondo, ma non ce la fai. Ti manca l’aria. Sei diventato una statua, intento a inseguirla. Per sempre.

Ultime
Pubblicazioni

Sfoglia
MagO'