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Mia madre

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Illustrazione di Agrin Amedì
Mia madre è nata nel dopoguerra perché tutto è andato bene e mia nonna non ha deciso di cadere dalle scale… Alessio Petrolino traccia con linee nette e coraggiose un ritratto familiare.

Mia madre è nata nel dopoguerra perché tutto è andato bene e mia nonna non ha deciso di cadere dalle scale, com’era successo quando aspettava il figlio precedente. Mia madre è la più alta delle figlie. Mia madre era quella a cui a tre anni facevano fare tutte le cose che le sorelle ritenevano troppo noiose o stupide. Mia madre è cresciuta facendo cose stupide mentre si annoiava. A mia madre è sempre stato detto di essere brutta, anche se non era vero. Mia madre ha sempre creduto a tutto quello che diceva sua sorella la grande, fidanzata e sposata con lo stesso uomo che l’ha picchiata per tutta la vita. Mia madre era alta e aveva delle belle gambe, e le metteva in mostra. Mia madre ha studiato, ma quel tanto che serviva e niente più. La famiglia di mia madre era la più ricca del paese, eppure mia madre è stata l’ultima a sposarsi. A mia madre hanno sempre detto che non si sarebbe mai sposata perché aveva troppe pretese sugli uomini. Quando mio padre è arrivato in paese mia madre si è perdutamente innamorata di lui, come una dodicenne s’innamora del giovane professore. Mia madre si è sposata a ventotto anni, quando le sue sorelle avevano già due figli. Mia madre mi ha partorito esattamente nove mesi dopo la prima notte di nozze. Mia madre non ha più potuto avere figli, ne avrebbe voluti ma la natura ha smesso di funzionare. Mia madre si è convinta che in realtà voleva solo un figlio, ma quel figlio non sono io. Mia madre voleva una femmina. Mia madre voleva un pianista, mia madre voleva un ingegnere, mia madre voleva tutto quello che voleva mio padre. Mia madre era innamorata di mio padre come il prigioniero del carceriere, solo che lei per un po’ ci è andata a letto. Mia madre andava ogni settimana dal parrucchiere lasciandomi solo in casa. Un giorno, quando mia madre è tornata, mi ha trovato che inserivo dei fili di rame nella presa della corrente. Mia madre mi ha picchiato fino a farmi perdere i sensi. Quando mio padre è tornato avrebbe voluto picchiarmi ma lui non punisce a posteriori, deve essere lì per comminare la giusta punizione. Mia madre mi diceva di sì quando non c’era mio padre e negava di averlo fatto davanti a lui. Mia madre a quarant’anni si sentiva vecchia e ha cominciato a usare tutte le creme del mondo. A mia madre le creme non fanno nessun effetto. Mia madre aveva ancora delle belle gambe, ma poco seno. Mia madre voleva rifarsi il seno ma mio padre disse di no, che tutto sommato andava bene così. Mia madre non lo rifece. Mio padre partì per un viaggio e si fece una con le tette grosse. Mio padre scattò anche delle foto, per farle vedere agli amici. Io le trovai. Anche mia madre le trovò. Mia madre non disse nulla, era innamorata di mio padre come una geisha è innamorata del suo uomo d’affari. Mia madre diventò quindi più amichevole con un amico di famiglia. Mia madre flirtava con uno più alto di mio padre. Io la sentivo telefonare la mattina di martedì, quando mio padre non c’era e io dovevo andare a scuola. Mia madre stava provando a risentirsi donna. L’amico di famiglia per un po’ contraccambiò, poi ebbe paura di essere scoperto e non la chiamò più. Nessuno la chiamò più. Mia madre quindi si gettò a capo fitto nel lavoro. Mia madre aspettava sempre mio padre per cenare, stava appoggiata alla finestra agitando la coda. Mio padre aveva una storia con la segretaria. La segretaria era convinta che mio padre avrebbe lasciato mia madre per lei. La segretaria fu licenziata. Mio padre è un codardo. Mio padre partiva sempre più spesso, io non lo vedevo per mesi, mia madre non lo vedeva per mesi. Mia madre a cinquant’anni sapeva che mio padre si scopava altre. A mia madre non interessava, bastava che tornasse a casa e si sedesse a mangiare, senza dire una parola. Improvvisamente anche io dovevo recitare la parte del figlio nella famiglia felice. Dopo poco sono andato via di casa, non sopportavo la vista di mio padre che si incattiviva e mia madre che lo giustificava. Mia madre fissa le persone pensando di non essere vista. Mia madre ha sessant’anni e controlla tutto, o almeno pensa di riuscirci. Mi vede se torno a casa mia in compagnia di una donna e mi chiama per sapere cosa faccio. Mia madre passa le serate alla finestra per vedere quando torno e chiedermi se vado a cena, a qualsiasi orario. Mia madre non ascolta, puoi spiegarle le cose cento volte ma lei farà sempre di testa sua. Mia madre ha bruciato la sua vita cercando di farsi amare da mio padre e tentando di controllare me, per il mio bene. Mio padre tenta di controllare tutti, perché così pensa di non essere il piccolo uomo che è. Mio padre è laureato, mia madre no. Mia madre cucinava benissimo, adesso fa sempre le stesse cose. Mia madre ha perso interesse per tutto. Mio padre invece ha sempre pensato di essere immortale ma ha avuto un ictus e un attacco di cuore. Tutto insieme. Mia madre ha trovato qualcosa per cui vivere. Mia madre cura mio padre come il figlio che non ha mai avuto. Mia madre ama mio padre come l’infermiera ama il paziente grave. Mio padre è uno stronzo e ne approfitta. Mio padre tratta mia madre come una cagna. Mia madre fa finta di andarsene da casa, ma solo se qualcuno li sente litigare. Mia madre fa il giro dell’isolato e poi ritorna a casa a cucinare per la cena. Mio padre la tratta come una cagna perché sa che mia madre non andrà mai via. Mio padre fuma e non dovrebbe. Mia madre dice a tutti che mio padre è molto attento alla sua salute. Mio padre non sa distinguere le pillole che prende. Mia madre vorrebbe una famiglia felice, come nei film. Mia madre non sa cos’è la felicità, non lo ha mai saputo. Mia madre si sporca quando mangia, si è sempre sporcata ma ora, a settant’anni, si sporca di più. Mio padre la prendeva in giro ma dopo l’ictus non vede quasi più nulla e adesso si sporca anche lui, ma ora è una cosa che può succedere. Mia madre è sola, soprattutto se c’è mio padre. Mia madre non ha più amiche perché vent’anni fa faceva la frivola con il marito di un’amica, anche se lui l’ha sempre respinta, dicono. A mia madre piace viaggiare. Mio padre odia viaggiare, non può più scopare e quindi non ha più senso spostarsi. Mia madre e mio padre non viaggiano più. Mia madre prende una pensione più alta di mio padre. Mio padre è irritato per questo e non tira fuori una lira. Mia madre paga anche per lui e non ha più soldi per fare, ogni tanto, quello che vuole. Mia madre è morta dentro quando avevo cinque anni, quando mio padre le ha detto che io ero scemo ed era solo colpa sua. Mia madre è morta prima di mio padre, anche se stava bene. Mia madre ha resistito al male che si è fatta e che si è fatta fare, ma non è servito. Mio padre piange sempre, parla di mia madre e non dovrebbe neanche nominarla. Mio padre dice che io ho ucciso mia madre, perché non le ho voluto bene abbastanza. Mio padre ha ucciso mia madre così lentamente che nessuno, neanche lei, si è accorta di tutto il veleno che le ha inoculato. Mio padre adesso è veramente solo, ma la colpa è di qualcun altro.
Mio padre, adesso, finalmente, è innamorato di mia madre.

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