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Illustrazione di Agrin Amedì
Caro Michele, dovrei forse chiamarti Zerocalcare come fanno tutti, ma evitiamo queste formalità tra noi. Vorrei chiederti di venirmi a trovare per un aperitivo, ma sono certa che per arrivare da Rebibbia all’Eur ti perderesti troppe volte sul Grande Raccordo Anulare… Camilla Luzietti dialoga con Zerocalcare ragionando anche sul suo outfit.

Caro Michele,

dovrei forse chiamarti Zerocalcare come fanno tutti, ma evitiamo queste formalità tra noi.
Vorrei chiederti di venirmi a trovare per un aperitivo, ma sono certa che per arrivare da Rebibbia all’Eur ti perderesti troppe volte sul Grande Raccordo Anulare.
Ti seguo da sempre, ho inseguito il contrabbando dei vecchi manifesti per gli eventi delle zecche e dei punk a scuola e me li sono aggiudicati tutti: ora basta andare in libreria per comprare gli ultimi fumetti.
Mi spiace segnalarti, però, che nella prestigiosa scuola fondata da Montezemolo non sei ancora abbastanza mainstream e noi, si sa, facciamo benchmark: dovremmo lavorare un po’ insieme sulla tua immagine.
Certo, la ribellione è figa e ti fa guadagnare punti, ma al seminario di orientamento che ho seguito per la facoltà di marketing ci hanno spiegato che dobbiamo fare un’attenta profilazione del cliente, immaginare i suoi bisogni ancor prima che lui stesso possa sentirli.
E, quindi, va bene l’attaccamento alle proprie origini, ma bisogna evitare assolutamente risse e bombe carta. Al giorno d’oggi pochi sanno dove si trova il Kurdistan e ci trasciniamo placidamente dall’adolescenza all’età adulta passando per la disco del sabato e la domenica allo stadio. Non tutti, certo: qualche disadattato si nasconde anche tra noi.
Devo dire, però, che per la maggior parte dei giovani Noam Chomsky è un simpatico vecchietto che abita solo nelle tue vignette e obiettivamente la tata ci prepara colazione, pranzo e cena: non sappiamo neanche come siano fatti i plumcake della Mulino Bianco.
I più sfortunati di noi, che hanno la tata in vacanza o sono caduti in disgrazia, si rifugiano al bar sotto casa: un cappuccino e un cornetto non te li nega nessuno.
Col colorito che ti ritrovi, poi, mi viene da pensare che il consumo prolungato e ripetuto di tutti quei grassi vegetali non meglio identificati abbia provocato qualche danno genetico permanente all’organismo.
Fossi in te farei qualche accertamento, ma il saggio Armadillo, che ti segue come un’ombra, te l’avrà già detto cinquemila volte.
Che poi due parole sull’Armadillo te le vorrei dire, visto che siamo in confidenza.
Sono anni che in televisione ci bombardano con le campagne contro l’obesità: noi cresciamo a integratori e fitness. Possibile, quindi, che facendo zapping tu non sia mai inciampato in qualche trasmissione che incoraggia le sane abitudini alimentari e la pratica di una qualche forma di sport?
Non per farmi gli affari tuoi, ma se continua così ha proprio i giorni contati.
Almeno prova a disegnarlo più snello, se proprio non riesci a mettere un lucchetto al frigo.
E poi tutto questo pathos per la politica, non ti pare eccessivo? Sei diventato una specie di eroe di sinistra, anche se la sinistra praticamente non esiste più. O forse proprio per quello?
Per carità, quando ti ascolto parlare si capisce che sei proprio convinto di quello che dici e delle battaglie che sostieni. Mi trovo a invidiare profondamente il fatto che la tua bussola abbia ancora ben saldi i punti cardinali. Il successo non ti ha cambiato e mi colpisce che rischi ancora oggi l’osso del collo per sostenere persone che hanno come uniche alleate le montagne. Come Davide contro Golia.
Il problema, però, è che al giorno d’oggi non ragioniamo con la destra e la sinistra, non abbiamo vissuto i vostri traumi da caduta della seconda Repubblica e non ci scandalizziamo se il nostro paladino accompagna la moglie alle sfilate di moda. Siamo piuttosto attenti all’ambiente, anche se effettivamente non investiamo le domeniche in piazza a rischiare una carica della polizia. Al massimo ci pensano quelli dei “Fridays for Future”, che hanno scelto il venerdì per le manifestazioni, così si salta anche un giorno di scuola: chiamali scemi.
Di norma, comunque, basta una bella foto su Instagram con qualche hashtag divertente e raccogli una pioggia di like.
Se proprio ti vuoi impegnare puoi puntare su una storia, ma breve, altrimenti te la skippano.
Magari ti lascio i riferimenti di qualche influencer brav*, così impari le basi.
Poi, voi nostalgici siete un po’ troppo fissati con le battaglie di genere: l’eguaglianza tra uomo e donna è superata. Noi ci confrontiamo con il gender fluid e sull’importanza di rispettare i non binary.
Mi sa che anche su questo ti devo mandare un po’ di materiale, così ti aggiorni e magari nel prossimo fumetto eviti di sprecare pagine su pagine parlando come un dinosauro nell’epoca giurassica.
Stai invecchiando e neanche la rasatura aiuta a nascondere l’incombente stempiatura: per noi donne il microblading fa miracoli con le sopracciglia, ma sono abbastanza sicura che anche nel campo dei trapianti di capelli siano stati fatti passi da gigante. Guarda Antonio Conte, per esempio!
Siccome, però, stai sempre a lamentarti della penuria di pecunia e di quanto la vostra generazione abbia dovuto faticare per ottenere ogni risultato, consiglierei un bel viaggio in Turchia per contenere i costi. Lo so che in Turchia comanda quel cattivone di Erdogan e ne fai una questione di principio, ma potresti con l’occasione anche fare un saluto ai tuoi amici kurdi: sono certa che ti accoglierebbero a braccia aperte col nuovo look.
Se mi mandi qualche vignetta nuova la faccio girare tra i contatti che ho: vedrai che riusciamo ad alzare una bella cifra con tutti i miei followers. Magari potremmo organizzare anche un firmacopie, però mi raccomando a non sbagliare giorno e luogo come al solito: per stare sicuri potrei mandarti un Uber sotto casa, poi verifico la copertura della zona.
Ho le idee abbastanza chiare sul futuro. Se, però, hai bisogno di qualche dritta tu, che mi sembri abbastanza impicciato con la capoccia, mandami un messaggio su Telegram e ci mettiamo d’accordo.

Tua, Mina.

*

Dopo qualche giorno, il precario silenzio tra una storia e l’altra di Mina è squarciato dal trillo di un nuovo messaggio Telegram:

Da Zerocalcare @Minastar: comunque ci tengo a precisare che il fascino del pelato è innegabile sin dai tempi di Bruce Willis in Armageddon (lo trovi anche su Youtube).
Per la cronaca, all’Eur non metto piede – le mie fonti mi dicono che il quartiere è infestato da fascisti ripuliti in giacca e cravatta.
Potremmo però vederci in terreno neutro a Garbatella: vediamo se ci scappa qualche lezione di recupero.
Come sai, non bevo alcolici, ma sono piuttosto sicuro che al bar di fronte al Palladium accontenteranno entrambi.

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