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Il Milite e la S.

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Illustrazione di Agrin Amedì
Ventuno signore. Direi alto, signore. Bello e biondo. Signore. Alto, bello, biondo e in congedo da tre mesi, signore. Potrei andare avanti per un bel pezzo, signore. Il fatto è che, ho messo incinta una ragazza, signore. Sissignore una gittata signore. Lungo raggio, signore. Lunghissimo. Signore… Anton Giulio Calenda si immerge nella mente di un milite fuori dalle righe che ha davanti a sé un ardua impresa da fronteggiare.

Ventuno signore. Direi alto, signore. Bello e biondo. Signore. Alto, bello, biondo e in congedo da tre mesi, signore. Potrei andare avanti per un bel pezzo, signore. Il fatto è che, ho messo incinta una ragazza, signore. Sissignore una gittata signore. Lungo raggio, signore. Lunghissimo. Signore.
Appena rimesso piede in città, signore.
Se gliel’ho detto subito, signore?
Un paio di mesi dopo circa, signore.
Sono forse in Messico? Sono in Cambogia, signore? Negativo, signore. Sono tuttora in camera da letto signore. Di fronte alla ragazza, signore. Armato di nient’altro che del coraggio di dirglielo, signore.
Se la ragazza piange, signore? Nemmeno poco signore. Mi fa “come hai potuto come hai potuto”, signore. Io faccio appello a tutte le mie forze, signore, ma di come io abbia potuto signore, proprio non mi sovviene in questo momento, signore.
Alla ragazza conforta udire la parola “inavvertitamente” signore? Negativo signore.
L’O.D., Obiettivo Donna, sferra una serie di colpi di pianto che per poco non crea una breccia tra le mie difese, signore.
Io rispondo con una “T.T.”, signore.
“Tattica del Tatto”, signore.
Nome in codice missione, signore:
“T.P.D.”, signore.
“Tatto con Parole Dolci”, signore.
“Allora amore del mio cuore, come desideri risolvere il problema?”, signore.
“Non lo so, non lo so”, sussurra l’Obiettivo, signore, “sono finita, sono finita.” Colgo immediatamente come l’Obiettivo stia virando su una T.d.V., una Tattica della Vittima, signore. Significa che la “T.P.D.” sta funzionando, signore.
Mi servo momentaneamente di un P.d.F., un Pugno di Ferro, signore: “stupidaggini tesoro mio.
Abbiamo una panoplia intera di alternative”, signore. “Chiameremo l’alternativa nr.1 A” A. di Appeasement, signore. “Consiste nell’attendere, attendere, attendere e poi ancora attendere” dico bene signore?
“Ma sappi che in passato non ha mai portato a grandi risultati. Se vuoi una controprova parla con un ebreo ungherese, oppure dà un’occhiata ai confini della Polonia sull’atlante…”
Le è piaciuta Signore? La I.I., Incursione Ironia, produce sempre un certo scompiglio tra le linee nemiche, signore.
“Chiameremo invece l’alternativa nr.2 I.S.” Interruzione Scientifica, signore. “Dove per scientifica”, signore, “intendo l’intervento della razionalità umana per modificare i processi fisiologici del corpo”, signore, “invece per interruzione interruzione”, signore.

A giudicare da quello sguardo omicida, credo che l’Obiettivo mi stesse odiando non poco, signore. Ed è qui che mi è sorto un D., un Dubbio signore!
Insomma, signore, sappiamo tutti molto bene come i comuni Obiettivi Donna siano i primi a puntarti addosso il C.d.C, il Cannone della Colpa, signore. Quello che mi insospettisce però, signore, è per quale motivo l’Obiettivo non collabori ora che la soluzione sembra essere a P.d.M, a Portata di Mano.
Mumble mumble signore. Davvero Mumble mumble.
L’Obiettivo mi guarda. Io guardo l’Obiettivo. Il D. si ingigantisce. Assume le proporzioni di un fantasma. Che l’Obiettivo non sia un semplice Obiettivo, bensì una S. appartenente al tremendo O.d.S. signore?
C’è un solo modo per scoprirlo, signore. Usare le M.F., le Maniere Forti.
Afferro l’Obiettivo per le spalle tenendogli chiusa la bocca. Gli strappo via il pigiama e… per poco non trasecolo, signore. Lì sul braccio signore, a pochi centimetri dalla spalla, signore, vi è un tatuaggio raffigurante una S.!
L’Obiettivo grida e cerca di affondare i suoi artigli nella mia carne. Ma io sono più lesto, mi libero dalla stretta e balzo giù dal letto afferrando il coltello, signore.
Finalmente è tutto chiaro. Ci troviamo in presenza di una Sirena appartenente al tremendo Ordine delle Sirene in carne ed ossa, signore.
Ecco spiegata l’impenetrabilità a qualsiasi P.D., Parola Dolce signore.
So come comportarmi, signore.
Mantengo l’S. F. il Sangue Freddo, signore.
Poi mi rivolgo all’Obiettivo con voce stentorea, “so chi sei, orribile sirena. E so che desideri mettere al mondo un tritone più di ogni altra cosa al mondo. Ma ti sbagli di grosso se credi di avere la meglio contro di me!”
Giuro all’O.S., Obiettivo Sirena che se non collabora, signore, il sottoscritto le apre l’utero con la baionetta.
L’Obiettivo Sirena sulle prime tenta una T.d.I, Tattica della Ingenuità, “ma quale sirena, cretino! Ma di cosa stai parlando, idiota! Non lo vedi che sto avendo un attacco di panico?” Ma siccome le sue parole incontrano l’impareggiabile resistenza di un muro di roccia quando si infrangono contro la mia persona, l’O. S. si rende conto che è ben poco quello che può fare e sibila:
“Dottore. Prescrizione. Ambulatorio. Pillola.”
Allora anche un Obiettivo Sirena è in grado comunicare se vuole, eh!
Vengo maledetto in sirenesco, signore.
Rimpiango molto di non averla scuoiata lì sul posto.
Attribuisco questa mancanza alla mia giovane età, signore.
Alle ideologie, signore. Al mai represso pacifismo…
Che pena, signore.
Ripongo il coltello nel fodero e dico all’Obiettivo di aspettarmi lì, buona e calma, mentre sarò fuori in cerca della pillola, signore.
L’Obiettivo Sirena annuisce, signore, dice che non ho nulla di cui preoccuparmi, è naturale che mi aspetterà lì buona e calma.
Io esco di casa molto PR., molto Preoccupato, signore.

Step nr.1 il Dottore signore. Mi accoglie con un gran sorriso, signore. Mi chiede se va tutto bene, signore. Io gli dico che in generale va tutto bene, signore, che è da quando ho lasciato l’Ucraina che quando defeco ho un’emorroide che mi dà un po’ di fastidio, signore, e che un mese e mezzo fa ho gettato senza preavviso dritto nella carena della mia ragazza, signore. Il dottore dice che se c’è un motivo per cui ha studiato anni per diventare medico signore, quello è per rendere la vita dei servitori della patria bella e fluida eccheccazzo signore. Giura che presto mi sembrerà di defecare margherite, signore. Prescrive il nome di una pomata su un foglio, signore. Io ringrazio molto, signore, perché davvero quell’emorroide è un osso duro quando ci si mette signore, ma non dimentico certo di essere in missione, signore! Gli ripeto che un mese e mezzo fa ho gettato senza precauzioni, “non vorremmo mica azzardare un Appeasement, dottore”. Lo spettro di un Appeasement richiama all’ordine il dottore, signore. Oh se lo richiama all’ordine il dottore lo spettro di un Appeasement, dottore. Ops! Volevo dire signore, signore!
Il clinico impugna la penna con insostituibile tempestività, signore, scrive qualcosa accanto al nome della pomata, mi passa il foglio e mi saluta portandosi la mano tesa alla tempia, signore.
Step nr.1 completato, signore.

Step nr. 2. l’Ambulatorio signore.
Vengo accolto da un G.S.P., signore, un Grasso Soggetto Paramedico con camice bianco, signore. Il Grasso Soggetto si rivela fedele alleato Obiettivo Sirena, signore:
“Sarebbe più corretto da parte tua se portassi qui la tua ragazza dato che il corpo è il suo e non il tuo”, e altre amenità di questo genere, signore. Io rispondo A che forse non ha nemmeno una vaga idea di quanto possano divenire sgradevoli i piccoli di sirena e B che ho qui una bella prescrizione medica fresca e appena sfornata, “senta che profumino”, signore. Il grasso soggetto paramedico mi lancia medesimo sguardo omicida Obiettivo Sirena, signore, poi sparisce nel retro, signore.
Mumble mumble signore. Mumble mumble.
Vedo tornare il G.S.P dopo attimi di A.S., Attesa Snervante, signore. In mano tiene blister di plastica contenente nr.1 pillolona bianca e rotonda, signore. Sia lodato il Dio della guerra, signore! La missione “T.P.D.” sembra procedere senza intoppi, signore.
Sono a Los Angeles? Sono a Nairobi? Negativo signore. Sono lì in trincea a lottare per la C.M., la Causa Maschile, signore. Esco dall’ambulatorio colmo di determinazione, signore.

Me ne dà una anche a me signore? No, non abitualmente, signore, per lo meno non in missione, signore, lo sanno tutti che fa male. Ma con quest’afa, signore.
Giustissimo, non divaghiamo, signore!
Avremo forse conquistato una posizione, signore, non certo portato a termine la missione. È vero, signore.

Faccio rientro a casa, signore, e trovo nr. mille pezzi ex telecomando sparsi per il soggiorno, signore.
Brutto segno, signore.
Temo di venire accolto da altre grida signore e dover abortire – no, non mi fraintenda, signore. Adopero quivi espressione “abortire” in senso negativo termine signore. Oh, magari! Magari signore! – e dover abortire missione “T.P.D.”, “Tatto con Parole Dolci” signore.
A quel punto non rimarrebbe che la “F.a.T.”, signore.
Missione “Fuoco a Tappeto”, signore.
Fortunatamente crisi sembra essere passata, signore. Nessun grido, signore. Entro in soggiorno trionfante, signore. “Ho la pillola”, signore. Giungono nr. 0 risposte, signore. Ripeto “ho la pillola”, signore. Niente, signore. In casa regna il più completo silenzio, signore. Guardo fuori dalla finestra, signore. Ora che ho tutto il necessario mi sento più tranquillo, signore. Ci troviamo a un passo dal dichiarare la T.P.D. compiuta, signore. Non mi sono nemmeno accorto di aver lasciato finestra aperta, signore. Strano, signore. Vado a chiuderla, signore.
Dopo un po’ voce femminile O. S. mi raggiunge dal bagno, signore. Sembra calma, signore. Mi ha sentito entrare, signore, ma sulle prime non ha voluto rispondere, signore. Valli a capire gli O.S., signore. Mi dice, “vieni, vieni” signore.
Non me lo faccio ripetere due volte, signore.
Vado, signore.

Le dispiace chiudere la finestra, signore?
Sì, in un certo senso mi dà fastidio, signore, e poi non credo di essermi ancora abituato a questo clima, signore.
Ho servito nel Donbass, sissignore, e in Crimea, signore.
Lì sì che si gelava, signore.
Direi di sì signore.
Più a mio agio al gelo, signore.
Scommetto solo questione di abitudine, signore.
Non è necessario che lo riporti, signore.
Ci farò il callo, signore. Mi creda, signore.
Ma torniamo a noi, signore.

Dopo aver distrutto il telecomando, l’Obiettivo Sirena a quanto pare si era calmato, signore. Rassegnato, ben detto signore! Sapeva che sarei tornato vincitore.
Si trovava nella mia vasca la Sirena, signore. Sirena… signore… Sirena integralmente nuda e assai più provocante di come me la ricordassi, signore. Io non potevo non avvicinarmi a una Sirena, signore. La Sirena ha approfittato di quel momento per accarezzarmi la gamba, signore. Ero madido di sudore, signore. Una Sirena… signore. E vuol sapere cosa mi ha detto la Sirena con quella sua voce da Sirena quando ha visto che mi avvicinavo a quel corpo da Sirena con la pillola per Sirene in mano, signore? La Sirena mi ha detto che… dal momento che nel nostro arsenale un’A.S.S. Arma-Spazza-Spermatozoi era entrata in dotazione, e dal momento che in fin dei conti come tipo io non ero quel brutto mostro di indifferenza che la Sirena aveva creduto io fossi fino a mezz’ora prima, approfittare della situazione e rifarlo qualche altra volta con una Sirena, sarebbe stata tutto sommato una scelta plausibile oltre che auspicabile. Parola di Sirena!
Mi sono buttato nella vasca tutto vestito, signore.
Totalmente inconsapevole di essere vittima di un C.d.S. Canto della Sirena, signore.

Sono pronto, signore.
Quando vuole, signore.
Mi trovo qui con lei, signore. Tra le pareti di uno squallido ufficio di una caserma fatiscente, signore. Situata in una remota regione della Nuova Caledonia, signore. Accerchiato su ogni lato da nient’altro che oceano Pacifico e direi pressoché totalmente dimenticato da Dio, signore. A rispondere a un questionario posto da lei, signore, un ex membro dell’esercito neo zelandese a caccia di contractors da arruolare in un esercito privato, signore. Affermativo signore. Il tutto in nome della salvaguardia della C.M. Causa Maschile, signore. Confermo la mia intenzione, signore.
E sono consapevole che questo colloquio non sia mai avvenuto, signore? Certamente signore. Credo proprio di poter affermare anche questo, signore.

Dopo qualche tempo trascorso dall’amplesso, ho riaperto gli occhi e ho visto l’Obiettivo sorridermi. Era di fronte lo specchio intenta a spazzolarsi quei lunghi capelli che le cadevano sulla pelle di seta. Quanto a me, sorridevo anche io, signore, candidamente dimentico di avere a che fare con una Sirena. Lei, vedendomi sveglio, ha infilato la mano nella tasca della mia giubba. Ha preso il blister e lasciato cadere la pillola sul palmo della mano. Se l’è portata alle labbra e la pillola è sparita. Io ho sorriso. La guerra era vinta, signore. Anche l’Obiettivo sorrideva. Si è avvicinata, con un bacio mi ha aperto la bocca e ha lasciato che dentro ci scivolasse qualcosa. Ho sentito un sapore dolciastro e mi sono addormentato di nuovo. Giurerei di aver dormito col sorriso, signore. Avevo vinto la guerra e sconvolto i piani dell’Obiettivo. Venivo accolto in città da una gran folla. In testa c’erano i miei genitori e accanto il dottore che ha studiato anni per rendere la vita dei servitori della patria bella e fluida, e poi il grasso soggetto paramedico dell’ambulatorio e, più in là, la Sirena, sconfitta e ridotta in catene. Un sogno bellissimo, durato troppo poco, signore. Al definitivo ritorno alla realtà della Sirena non c’era traccia, signore, fatta eccezione per un biglietto scritto di suo pugno lasciato sul bordo della vasca:
Ben svegliato papà,
Il pupo è vivo e vegeto dentro la mia pancia.
Ho sostituito la pillola mentre dormivi.
Ho ingoiato una caramella per la gola e lasciato che quella vera si sciogliesse nel lavandino.
Ho usato il mio fascino per… confonderti un po’ le idee… ti chiedo scusa per questo.
Ah, ti ho preso qualche capello poi, e anche un paio di unghie.
Nel caso ti venisse in mente di creare guai con l’esame del D.N.A.
Ma so che tu non sei tipo da guai.
Non è vero?
Mi farò viva non appena vedrà la luce.
Sarà un gran bel tritoncino!
Tua…
E in fondo al testo aveva aggiunto,
P.S. Lunga vita all’ O.d.S.!
L’Ordine delle Sirene, signore.
Inutile negarlo, mi hanno centrato in pieno, signore.

Se debba ritenermi sconfitto, signore? In fin dei conti perché mai, signore. Ho dato il massimo. E poi, poi signore, se anche un giorno decidessero di venirmi a cercare… insomma, vedo che lei qui è ben munito, no signore?
Ci possiamo difendere.
Nel frattempo ci teniamo nascosti, signore.
Loro non sanno dove mi trovo, signore.
Stiamo alla larga da bambini e donne, signore.
Sono pieni di spie, questo è certo, signore.
È un temibile esercito sempre pronto a figliare quello c’è là fuori, signore.
Sirene e tritoni, signore.
Ce ne stiamo buoni buoni, signore. Come topolini, signore.
E prepariamo il piano, signore.
Poi, quando siamo pronti, signore.
Usciamo dai nostri nascondigli, signore.
E sferriamo il F.a.T.C.l.S.d.T.i.M.
Fuoco a Tappeto Contro le Sirene di
Tutto il Mondo.
Le sventriamo con le baionette, signore.
Così imparano ad appropriarsi del nostro seme.
E i pupi li impicchiamo a testa in giù.
Togliamo loro la voglia.
Proprio così signore.
Ce ne stiamo buoni buoni, signore.
Esatto… ben detto signore!
Che queste squallide pareti possano testimoniare le sue sante parole.
Forse abbiamo perso una battaglia,
ma non la guerra.
No, non la guerra.
Di certo non la guerra, signore.
Parole sante, signore.
Parole sante.

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