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La sentinella

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Illustrazione di Agrin Amedì
Io sono la sentinella della notte, ma questo mamma e papà non devono saperlo. Maria Giulia Biguzzi getta luce su corridoi male illuminati.

Di notte sono una sentinella. Il papà di solito si mette a sedere tra il letto di mio fratello ed il mio e ci legge una storia per farci addormentare. Poi è il turno della mamma che mi bacia sulla fronte e mi accarezza con le mani che sanno di sapone per piatti. A volte sento puzza di sigaretta nel suo alito, ma faccio finta di niente. Fa parte dei miei compiti di sentinella. Quando la mamma lo bacia, mio fratello Leonardo sta già dormendo, fa un sospiro come se stesse per svegliarsi ma è già partito per il mondo dei sogni. Io fingo di essere quasi addormentato così lei se ne va tranquilla e spegne la luce.
Lascia la porta semi aperta perché le abbiamo detto che abbiamo paura, Leonardo ha paura per davvero, a me invece serve per controllare che tutto vada liscio fino al mattino.
Dalla parte di corridoio che riesco a vedere, si capisce che la luce di camera di mamma e papà rimane accesa per un po’ dopo che ci hanno messi a letto.
Le loro ombre si accorciano e si allungano sul muro. Non parlano.
Da ultima si vede l’ombra del papà con il cuscino in mano che esce dalla stanza.
Si riaffaccia sempre in camera nostra e io fingo di dormire. Conto fino a cento, con gli occhi chiusi, e papà rimane per un po’ a guardarci; all’inizio riaprivo gli occhi troppo presto e lui si accorgeva che ero sveglio, così lasciava il cuscino dietro la porta e rientrava in camera per addormentarmi. Io mi addormentavo per davvero, e poi andava tutto storto.
Ora so che devo contare fino a cento, quando riapro gli occhi papà se n’è andato, tutte le luci sono spente e nel corridoio ci sono solo i riflessi della tv della sala in un angolino dello specchio. Allora mi alzo, prendo una pila e dei biscotti che ho nascosto sotto il letto. Inizia il turno di guardia. Con la pila sotto le coperte leggo un libro di venti o venticinque pagine e mangio in tutto tre biscotti. Quando ho finito il libro ripongo tutto sul pavimento e pulisco le briciole.
Prima di spegnere la pila inquadro mio fratello, dorme beato abbracciato a un triceratopo di pezza. Penso che anche io vorrei ancora avere 5 anni e dormire come Leonardo.
Metto via anche la pila e vado verso la sala. Primo compito spegnere la tv: il papà si addormenta sempre con la tv accesa. Una notte che Leonardo aveva mal di denti e la mamma si è alzata per venire da lui, e quando si è accorta che il papà dormiva con la tv accesa si è messa a urlare per svegliarlo. Poi il papà si è svegliato di colpo e si è arrabbiato con lei. La mamma ha iniziato a urlare ancora più forte e Leonardo si è messo a piangere. A un certo punto i vicini hanno iniziato a bussare sulla parete e a dire che avrebbero chiamato la polizia. Da allora controllo sempre che la tv sia spenta appena il papà si è addormentato. Devo recuperare il telecomando senza svegliarlo, ed è come giocare all’allegro chirurgo: ormai sono diventato velocissimo.
Dopo aver spento la tv vado in cucina per controllare che la mamma non abbia dimenticato un mozzicone di sigaretta sul davanzale. Se lo trovo, lo arrotolo in un pezzo di Scottex e lo butto nella pattumiera. Il papà odia che la mamma fumi.
Torno a letto, posso dormire per qualche ora prima di svegliarmi per i miei compiti del mattino.
Appena sorge il sole il papà torna con il cuscino in camera dalla mamma, ma prima si ferma sulla nostra porta. Io sono già sveglio e di solito fingo di dormire, ma a ogni tanto è sveglio anche Leonardo. Una volta Leonardo si è alzato con il sole ed è andato in camera dei nostri genitori e ha iniziato a chiamare papà e a chiedere alla mamma dove fosse. Il papà è arrivato dalla sala ed ha iniziato a litigare con la mamma. Leonardo ha iniziato a piangere eccetera eccetera. Adesso la mattina controllo sempre che Leonardo dorma e se non dorme mi metto nel letto con lui e gli dico di fare il gioco del silenzio: chi sta in silenzio con gli occhi chiusi più a lungo vince. Tra un po’ dovrò insegnare a Leonardo a fare da sentinella perché l’estate della quinta andrò al campo scuola e dormirò via per quattro notti, e senza sentinella per quattro notti il papà e la mamma potrebbero non cavarsela, come quando il papà invece che andare sul divano con il cuscino è uscito di casa con lo zaino ed è tornato la mattina solo per portarci a scuola.
Leonardo si impegna talmente tanto per vincere il gioco del silenzio che molto spesso si riaddormenta. Io aspetto di sentire i passi del papà dalla sala che rallentano davanti alla nostra camera e poi continuano verso la mamma. Non si sente più niente per un po’.
Leonardo di solito si risveglia dopo dieci minuti, ma ormai è tutto sotto controllo.
Possiamo andare insieme in camera di mamma e papà e buttarci sul letto.
Quando mamma e papà ci vedono arrivare sorridono e ci abbracciano. A volte sono così allegri che penso di poter andare al campo scuola senza dover per forza istruire Leonardo.
Rimaniamo nel lettone ancora un po’. Ho sonno, e vorrei dormire, ma è ormai ora di colazione e tra un po’ ci sarà la scuola.

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