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Mai stato meglio

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Illustrazione di Agrin Amedì
A tutta velocità, è sempre stato così. Allora accelero, e i tuoi capelli graffiano il cielo. Continuo ad accelerare, i tuoi capelli quel giorno erano più corti quando seppi che sarei diventato padre. Accelero ancora. Alessio Petrolino guida una spider tra i tornanti della vita.

È successo tutto velocemente. Guidavi senza fretta la tua spider sotto la pioggia, hai fatto una curva neanche troppo impegnativa, hai perso il controllo, la macchina ha cominciato a girare su sé stessa e immediatamente ha sbattuto contro il guardrail. Ti aspettavi un urto più forte e, non sai perché, ti è venuto in mente quando più di dieci anni fa ti guardavi i pantaloni di velluto a coste, quelli verdi che avevi giurato di non usare mai e che invece hai messo proprio quel giorno, il giorno in cui hai incontrato lei. E dopo averla vista hai subito guardato in basso, pensando che avevi fatto un errore a vestirti da cacciatore. E lei sembrava proprio un uccellino, piccola e carina, con un vestitino azzurro leggero che a vederlo ti ha fatto girare la testa come adesso che il secondo schianto contro il guardrail ha fatto esplodere l’airbag mentre la macchina gira su sé stessa e vedi un camion che si avvicina a gran velocità, e probabilmente l’autista ti ha visto ma non riesce a frenare e le ruote slittano sulla pioggia. Piove, sì. Come quel giorno in cui eri vestito da cacciatore e lei era troppo leggera e tu ancora non sapevi che lei sbagliava sempre a vestirsi, o troppo leggera o troppo pesante, e meno male che tu non senti freddo e puoi sempre prestarle la giacca o il maglione, e ancora non sai che lei non imparerà mai e dovrai sempre stare attento ai suoi primi brividi di freddo ma per orgoglio risponderà sempre che no, sta bene, salvo poi infilarsi la giacca o il maglione ripagandoti con quel sorriso imbronciato che ti blocca sempre il respiro, come l’airbag che si è aperto su di te, e dovrebbe salvarti la vita mentre credi che se non l’ha rotta probabilmente ti ha almeno incrinato una costola e il camion ti è quasi addosso mentre senti il terzo schianto contro il guardrail e pensi che tre testacoda possano anche bastare per oggi ma la macchina continua a girare e girare come quella giostra sulla quale siete stati al primo appuntamento e subito dopo l’hai presa per mano, per allontanarti dagli amici, stare un po’ con lei, e non sai dire se ti girava la testa per la rotazione o perché lei ti era talmente vicina da poter sentire il profumo dei suoi capelli ramati che scendevano leggeri sulle sue spalle scoperte, e quella è stata la prima volta che gliele hai coperte con la tua giacca e ti sei sentito invincibile come adesso che il camion colpisce la fiancata della tua auto proprio dal lato guida ma tu incassi bene il colpo come quando lei ti disse che doveva trasferirsi con i suoi e cambiare città ma tu le rispondesti che col cavolo che l’avresti lasciata e sei partito e hai trovato un posto come operaio e non vedevi l’ora di staccare dal lavoro per incontrarla proprio come adesso che ormai ti sei schiantato per la quinta volta contro il guardrail e solo ora capisci che devi premere la frizione o la spider continuerà a girare finché c’è benzina, e ti ricordi di quando l’avete finita durante la luna di miele che avete fatto con l’auto di seconda mano comprata con i soldi regalati dai parenti e non c’era nulla di più bello che voltarti e vedere lei che ti sorrideva felice mentre tu ringraziavi di essere stato così avventato da aver mollato tutto pur di non perderla e alla fine è andata bene come adesso, che hai premuto la frizione, raddrizzato l’auto e ti sei fermato in una piazzola di sosta quasi senza un graffio ma con la testa che ti gira come quando quella sera lei ti corse in contro e ti fermò con un abbraccio e ti disse che aspettava un figlio e tu sei scoppiato a piangere e hai pensato che c’era così tanta felicità nella tua vita che saresti quasi potuto esplodere per la gioia e l’hai stretta ancora più forte a te perché finalmente ti sei accorto che stavi bene, stavi bene davvero. Come adesso, che la tua auto ha smesso di girare e sbattere ovunque e si è fermata, l’autista è sceso dal camion, è corso verso di te e ti ha trovato seduto tra i rottami sorridente e temendo che fossi in preda a uno shock ti ha chiesto come stai, a te, che ora ti stai asciugando una lacrima col dorso della mano e lo guardi sorridendo.

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