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Questioni di buon vicinato

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Illustrazione di Agrin Amedì
Gentili condomini, sono io, la signora Tecla. Con la presente ci tengo a informarvi dell’insopportabile fastidio che mi provoca la vostra esistenza. Nicoletta Mauceri dà voce a un’insolita convivenza tra condomini.

20 dicembre
Ai Condomini di via Ristori 21

Cari tutti,
come sapete abito come voi al civico 21 di via Ristori da tanti anni. Dividiamo da sempre, nel bene e nel male, questo grande palazzo popolare di sette piani e un cortiletto di cemento con qualche ciuffetto di erba qui e là, il cui unico elemento di rilievo e degno di nota è il meraviglioso albero che in primavera si ricopre di fiori rosa e poi di foglie rosse.
Come mai, vi chiederete, la signora Mariani ci scrive? La piccola signora anziana, la professoressa in pensione che vive sola, sempre ritirata in casa, che parla poco con i vicini ed esce solo per portare a spasso il suo vecchio cane è ormai fin troppo stanca e stufa di tutti voi. Oggi, come spesso accade, non ho potuto ancora una volta utilizzare l’ascensore. Qualcuno non si è preoccupato di chiudere bene le porte e ho dovuto fare cinque piani a piedi.
Sono anni che vi osservo in silenzio e che vi sopporto, vi conosco bene. Potrei parlarvi dei vostri bucati gocciolanti, delle tovaglie sbattute senza un briciolo di attenzione per il mio balcone. Dei mozziconi di sigaretta gettati, degli odori soffocanti di soffritto e di grigliata (per altro vietata sui balconi).
Il vaso è ormai colmo e quindi ho deciso di scrivervi.
Potrei cominciare col parlare dei Molinari che abitano al primo piano. Moglie, marito e due bimbi che da quando si alzano al mattino presto fino a tarda sera urlano come invasati anche solo per augurarsi il buongiorno. Una carrozzina malandata, che ormai non serve più da anni, è parcheggiata da sempre davanti alla loro porta al posto di una bella pianta. Per non parlare poi delle loro buste della spazzatura che regolarmente seminano di tutto e di più dall’ingresso fino ai secchi dei rifiuti. Ultimamente poi, a seguito dell’adozione di nuovi riti scandinavi, lasciano le scarpe fuori dalla porta e le ammonticchiano lì confusamente, in un misto di odori e batteri su cui neanche ora mi ci sto a soffermare. E per non parlare poi del professor Rinaldi dell’interno 8, proprio sul mio pianerottolo. Nulla da eccepire circa le sue modalità di comunicazione. Sempre cortese e gentile. Un uomo d’altri tempi, se non fosse per la sua mania di tenere la radio al massimo e una gallina sul balcone, Elsa. Continuerei poi con il giovane Adriano – del quale non ricordo il cognome – del terzo piano. Sembrerebbe proprio un ragazzo a modo lui se non fosse per l’ingente quantità di fumi strani che dalla sua finestra raggiungono a più riprese il mio balcone, provocandomi alle volte difficoltà anche a respirare; e del suo motorino poi, che invece di parcheggiare in strada lascia regolarmente in cortile sotto al meraviglioso albero rosa che abbellisce le nostre entrate. E la signorina Martina ha, come sapete, un coniglio che circola indisturbato per scale e in cantina. Il leporide in questione rosicchia tutto ciò che incontra e appena trova un uscio aperto ci si infila dentro. È diventata un’ossessione entrare in casa.
Potrei continuare con questo elenco all’infinito, ma credo che per la presente sia più che sufficiente. Mi fermo qui, confidando nelle vostre buone intenzioni.

Tecla Mariani

 

 

23 dicembre
Alla sig.ra Tecla Mariani

Gentile signora,
mi faccio portavoce dei condomini di via Ristori.
Pensiamo che lei abbia ragione e che probabilmente i nostri comportamenti siano da correggere, da limare, anche se siamo tutti concordi nel considerare le sue rimostranze un po’ esagerate e, per così dire, colorate.
Ci impegneremo comunque a mettere in pratica una serie di accorgimenti al fine di non arrecare più disturbo a lei o ad altri.
Ci terremmo comunque a sottolineare con la presente che in quanto a comportamenti corretti – dovuti, considerando i rapporti di buon vicinato che lei tanto si auspica – l’ago della bilancia, ora che ci pensiamo, non pende poi tanto a suo favore. Sappia pertanto che la sua evidente qualità di impicciona non passa di certo inosservata. Stare tutto il tempo dietro le serrande abbassate pensando di non essere vista o spiare dall’occhiello della porta il nostro via vai giornaliero per le scale può anche creare un certo disagio, sa? Per non parlare del suo cane poi, è un cane o uno scaricatore di ciuffi di pelo rigonfi capace di ovattare ogni angolo delle scale? Se non se ne è accorta il suo animale passa tutto il suo tempo sul balcone sdraiato su un tappetino abbaiando e ringhiando alla povera Elsa che continua a guardarlo con un misto di paura e inquietudine – per questo ha smesso di far le uova.
Il suo televisore è acceso giorno e notte e i decibel che giungono dal suo appartamento superano sicuramente di gran lunga la soglia di tollerabilità. Sappiamo tutti che soffre di insonnia perché passa il battitappeto anche negli orari più improbabili, provocando il tipico effetto segheria che si innalza come una nube fino a raggiungere anche gli ultimi piani del palazzo. E non dimentichiamo i bambini: l’ultima volta che hanno suonato alla sua porta per il rito di dolcetto o scherzetto, alla vista della sua figura sono scappati via urlando – così è stata lei a terrorizzare loro. E per ultimo vorremo parlare del bellissimo albero rosa che dà lustro al nostro cortile. Sappia che non è passata inosservata tempo fa quando ha deciso di buttare dal balcone dell’acqua mista a candeggina, la quale precipitando sul vegetale ha rischiato di bruciarlo a vita. È riuscita comunque a smontare ingenti parti di lenzuolo della vicina sottostante, peccato che si trattasse del suo corredo di matrimonio pronta a cedere alla figlia nel giorno delle sue nozze.
Pertanto, confidiamo anche noi da parte sua nel buon senso che lei stessa si auspica. E gradiremmo non essere più spiati.

Sig.re Molinari

 

 

24 dicembre
Ai Condomini di via Ristori 21

Cari tutti,
vi devo confessare che la vostra lettera mi ha dapprima profondamente indignata. Non ho mai pensato che mi consideraste “una vecchia impicciona”. Pensavo che foste sinceramente affezionati al mio cane e non volevo assolutamente attentare alla salute della nostra pianta in cortile né spaventare i bimbi.
Poi ho pensato che anche io, in rarissime occasioni e certamente per distrazione, devo aver disturbato la vostra serenità. Me ne scuso, davvero. Da sempre vi sono onestamente affezionata. Riempite la mia vita solitaria con le vostre vite indaffarate.
Propongo quindi una tregua.
Ho lasciato nel portone dei dolci per tutti voi.
Buon Natale!

Tecla Mariani

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