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Il funambolo

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Un passo avanti. Distendi le braccia come un airone. Avanzi. Nessun vento è mai stato così favorevole.

Un passo avanti. Distendi le braccia come un airone. Avanzi. Nessun vento è mai stato così favorevole. Come i tuoi piedi aperti all’orizzonte su una fune in iuta, la tua mente percorre il suo filo immaginario e devi stare comunque attento: le parole potrebbero cadere nel vuoto da un momento all’altro se non le stringi forte, se non mantieni l’equilibrio, se non senti quella fune sotto ai tuoi piedi che sta attenuando il ritmo della sua vibrazione, se non ti decidi a fare un altro passo.

 

Questa settimana i nostri allievi si trasformano in veri funamboli per tenere il loro pubblico col fiato sospeso…

No dai, non sorridere. È solo cortesia la mia. Su, visti i tempi, due chiacchiere con un rappresentante non potranno mica farci male, no? Maurizio Quattrocchi riceve una visita imprevedibile.

Certo che su questa panchina si sta proprio bene. No, non è vero. Manca la birra, e si aggirano troppe ombre. Samuele Ferrazzi lascia urlare i suoi versi.

Io sono fatta di cristallo. Rifletto ogni cosa. Prendo il peso di ogni cosa. Mi rompo facilmente. Bisogna saperlo maneggiare, il cristallo. Fabrizio Fraleoni dà vita a un essere denso e altrettanto rarefatto.

Non puoi scrivere ciò che senti se la carta non è quella giusta. Io cercavo una carta capace di trattenere il profumo delle rose. Lorella Natalizi lascia frusciare un foglio tra le mani.

Giacché prima o poi si muore tutti, ecco che cosa dovete fare quando sarà il mio turno. Oh! Ci senti? Tommaso Toresi compone un lascito scoppiettante.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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