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Certo che

di

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Illustrazione di Agrin Amedì
Certo che su questa panchina si sta proprio bene. No, non è vero. Manca la birra, e si aggirano troppe ombre. Samuele Ferrazzi lascia urlare i suoi versi.

Certo che in questo momento starei su una panchina,
magari con una birra a osservare un bel culo di donna come la luna.
Sì, magari di una bionda,
la osserverei come un astronomo,
magari me la scopo.
Ma sì, mi faccio arrestare per atti osceni in luogo pubblico,
facciamo il gioco della saponetta ragazzi.
Certo che se non fosse per le voci del cazzo di quei maledetti di ragazzini «Maestra maestra!»
vecchia grassa stronza, fuma fuma, avevo una maestra così, lurida puttana,
mi fanno ancora male le mani «Ehi bambini facciamo un gioco, adesso vi butto dal binario».
Certo, ci butto prima la vostra porcella gonfia di nicotina e poi ci butto quel frocio che mi ammicca,
vi butto tutti.
E certo che mi diverto come un matto fra le urla e i tonfi della gente. Sì, come quella volta
che sborrai su un ponte, fu bello come farsi una canna da ragazzo con gli amici.
Canne, auto e ragazze.
Certo che era fantastico… ma come? Idiota di uno psicologo
sai che ti dico: odio i tuoi quadri,
i cani sono stupidi, inutili e vengono abbandonati per strada come me a 6 anni. Prega Gesù!
Certo che mia cara suora le tue sigarette sono così dolci come i tuoi seni,
mi piacciono gli angeli come una prima botta di cocaina.
Camminare su l’orlo del burrone a 13 anni non è il massimo, vero suora?
Ed è certo che i dottori sono come… come gelato e clown. Non mi piacciono i clown,
quando li vedo penso a quello stanzino freddo come un gelato. Era buio come i suoi occhi
mentre mi insegnava di che orientamento sessuale ero, alla fine non ero più io, come quando bevo troppo
per dimenticarmi che non lavoro più, licenziato, così ubriaco marcio
da scambiare il mio ufficio per un set pornografico con la segretaria.
Certo che i poliziotti sono dei pezzi grassi e grossi, ehi cazzo amico
la tua storia è fica se non fosse che se qui in cella con me.
Certo che vorrei una saponetta in questo momento, mhhh.
Ehi bello spogliati, facciamo rock end roll, ho dell’argenteria da paura, la tua testa è come un pallone.
E certo che in testa fa male, soprattutto se sei disoccupato senza birra al parco.

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