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Spigheggiare

di

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È inutile a volte incaponirsi. Cercare la parola esatta, quella capace di riassumere il nostro sentimento, lo stato d’animo delle cose.

È inutile a volte incaponirsi. Cercare la parola esatta, quella capace di riassumere il nostro sentimento, lo stato d’animo delle cose. Molto spesso, semplicemente, le parole che cerchiamo non esistono. E allora perché darla vinta alla nostra antagonista Lingua? Perché non scollinare oltre i suoni conosciuti e codificati per raggiungere una terra traballante sì, ma anche spigheggiante di nuove possibilità?

 

Questa settimana i nostri allievi osano nuovi intrecci…

È spigolosa questa realtà, molto più delle mie borchie. Ancora più della mia libertà. Ma io me ne fotto. E scivolo ghignando tra le sue intercapedini. Anton Giulio Calenda indaga il sapore dell’asfalto.

Corri Mimì, corri! Non fanno altro che ripetermelo in continuazione, come una litania. A volte mi sembra quasi di trovarmi nell’Inferno di Dante, in risalita. Bianca Colitti impenna verso un mondo possibile.

Frantisek aveva sempre un sorriso. Non so se si trattasse di una paralisi o altro, perché come si poteva sorridere in questo buio? Riccardo Scafati anela un nuovo sentore di libertà.

No, guarda, non preoccuparti, non è colpa tua. No, aspetta, lasciami finire, stavo dicendo che, vedi, la responsabilità di questa che…, ma ti prego, aspetta, no, e cerca di non interrompermi. Gianluca Pesolillo intona un soliloquio senza sosta.

Questo sempliciotto non vuole proprio capire, non sono mica un tarlo qualunque io. Questo stolto sta parlando con Michelegnolo Buonarotti e ancora insiste. Federica Leone rianima un falegname addormentato.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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