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Scrivere male

di

Data

Quand’eravamo bambini scrivere era un atto sacrale. Ogni tentativo di mettere su carta il nostro modo di pensare il mondo includeva due versioni: la “brutta” e la “bella”. Poi siamo cresciuti.

Quand’eravamo bambini scrivere era un atto sacrale. Ogni tentativo di mettere su carta il nostro modo di pensare il mondo includeva due versioni: la “brutta” e la “bella”. Poi siamo cresciuti. Da bambini eravamo soliti incorniciare le parole come se dovessimo proteggerle dal silenzio bianco che le circondava, il nostro senso di responsabilità superava quello della vecchiaia. Poi un bel giorno, non si sa come, abbiamo smesso di vedere. Da bambini ci confrontavamo spesso col futuro: da grandi, come saremmo diventati? Ma da adulti solo alcuni hanno continuato a interpellare il bambino che era in loro per scoprire quali fossero le parole più giuste per scrivere la propria storia.

 

Questa settimana i nostri allievi si mettono in ascolto delle proprie verità…

Quando la luce riusciva a tagliare l’aria nelle fessure del pavimento sulla nostra testa, noi finalmente giocavamo. Il buio sarebbe arrivato, ma c’era tempo. Alessia Donin illumina una botola e il suo segreto.

L’umanità che scorre in questo ascensore è riassuntiva del mondo che c’è là fuori? Qual è il mio piano? Sofia Ricci mette in moto un meccanismo di difesa dal soffocamento.

Non avrei mai pensato di incontrarti qui, adesso. Quanto tempo è passato? Perché il tempo rimane sospeso? Federico Cicirata stringe il filo di una storia lunga una vita.

Tutto questo è assurdo. Tu sei assurda. Queste foto sono assurde. Noi siamo assurdi. Lorenzo De Angelis lancia in aria i pezzi di una storia per riafferrarla sotto una luce nuova.

Quell’orologio è così perfetto nella sua cornice. E in questa stanza di ospedale mi è capitato di pensare più volte a qualcosa di perfetto, provandone poi un immane dolore. Maria Cristina Peruzzini indaga la tenacia della vita.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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