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Blu Killer

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Illustrazione di Agrin Amedì
Se io ho desiderato la morte d’altri? Ma quando mai. Che domande fai, signora? Per chi mi hai presa? Maria Grazia Scalas risponde a una chiamata insospettabile.

È quasi mezzanotte quando telefona mia sorella Gaia. La telefonata è strana da subito, e non solo per l’ora. All’inizio non riesco a capire neanche una parola, sento suoni e lamenti, mi sembra che Gaia stia piangendo. Qualcuno deve averle preso il telefono perché una voce che non conosco mi dice: «Qui è l’ospedale. Dovrebbe venire. È morto il marito della signora».
Non reagisco subito, mi ci vuole un po’ prima di parlare.
«Ma come morto, che dice! Ci siamo sentiti ieri. Beh, non proprio con lui, con mia sorella, ma stava bene. Cosa è successo? Ha avuto un infarto? Un incidente con la macchina?»
«No – dice la voce – nessun incidente, stava mangiando un tramezzino e gli è andato di traverso. Sa quelle briciole piccole e leggere dei tramezzini? Ecco, praticamente le ha respirate.»
«Ha respirato un tramezzino? Ma cos’è, uno scherzo?» Ma prima che abbia finito di parlare mi viene da ridere, tanto che non riesco a fermarmi.
«I tramezzini sono maledetti» dice la voce. «Ma lei sta ridendo?»
«No, non proprio. È una risata nervosa» rispondo cercando di ricompormi. «Certo, che morte assurda! Ma dev’essere di famiglia sa? Pensi che il padre è morto investito da un carrello della spesa, per carità, pesante, pieno di bottiglie d’acqua e poi il poveretto era già messo male di suo.»
Sento che la voce si è irrigidita, e con ragione, l’ho fatta lunga. Deve aver pensato, ma guarda questa qui che schifo di persona, che viene a sapere che è morto il cognato e chiacchiera e ride e invece nel giro di un attimo la sento: la voce ride. Anche lei.
«Mi scusi – dice fra una risata e l’altra – non so che cosa mi sia preso, ma dobbiamo smetterla.»
«Sì, per favore e dica a mia sorella che sto arrivando. Spero che non sia ancora lì. Non l’avrà mica vista ridere?»
«No, stia tranquilla, se non voglio a me non mi vede nessuno, sono la Morte.»
«La morte quella con la emme maiuscola, col mantello nero col cappuccio e la falce? Quella morte? Il tristo mietitore?»
«Che domanda stupida, perché lei quante morti conosce? E comunque è da tempo che non porto più il mantello nero col cappuccio e la falce. Bisogna rinnovarsi, anche nel look. Ora vesto Armani, Prada, Dolce e Gabbana. E quel nome di tristo mietitore non mi è mai piaciuto. Adesso sono Blu Killer. Che ne dice, le piace?»
«Guardi, devo essere sincera, non ho parole. È la prima volta che parlo con la morte, lei lo sa bene. Ma perché mi ha chiamato?»
«Non sono stata io, è sua sorella, ma non riusciva a parlare e mi è sembrato giusto aiutarla.»
«Quindi è una morte gentile?»
«Non una, La Morte! E sì, a volte sono gentile. E anche simpatica. Ho visto che le è piaciuta la trovata del tramezzino, si è messa a ridere e, ovviamente, anche il carrello della spesa, una mia idea.»
«Una risata da matta, una cosa nervosa, gliel’ho detto.»
«Sì, va bene, dica così se le fa piacere, ma secondo me ha apprezzato. Ciò non toglie che sarà sicuramente dispiaciuta per suo cognato. È dispiaciuta?»
«Ma che domande, certo che lo sono!»
«Per la verità a me non sembra. Non dico un pianto, ma non le si sono neanche inumiditi gli occhi, neanche una lacrimuccia.»
«Ma lei che ne sa dei miei occhi, siamo al telefono e…Vuol farmi capire che mi vede?»
«Certo che la vedo, sono la Morte. Scusi sa, dicono tutti che lei è tanto intelligente, ma non mi pare. Posso interrompere la vita e non posso vedere che lei, primo, non ha pianto neanche un po’ e, secondo, l’ho vista sa, quando ha fatto le corna e anche adesso che s’è attaccata a quel pezzo di ferro, ma mi faccia il piacere! Pensa davvero che le corna o il ferro possano cambiare il destino di una persona?»
«Non so, magari aiutano. Però dovrebbe calmarsi un po’ signora La Morte, mi sembra nervosetta, mi parla in maniera aggressiva.»
«Ok, facciamo che io mi calmo e lei la smette di fare la simpatica, che poi non è spiritosa, non mi ha fatto ridere con quel La evidenziato.»
«Eh, lo capisco, senza tramezzino! No no, mi scusi, mi è scappato giuro, non lo farò più. Di che vogliamo parlare?»
«Ecco dicevo, Blu Killer…»
«Anzi, mi farebbe davvero piacere, ma credo di dover chiudere, mia sorella mi starà aspettando.»
«Non si preoccupi, è già arrivato suo fratello, possiamo anche continuare la chiacchierata. Ma lei gli voleva bene a suo cognato?»
«Come no! Certo che gli volevo bene. Scusi sa, signora La Morte, ma lei è fissata. E non piange, e non è dispiaciuta, ma che vorrebbe che mi strappassi i capelli, che mi battessi i pugni sul petto? Ognuno ha il suo carattere, io manifesto poco i sentimenti.»
«Mi spiace cara, non mi ha convinto. Però dicevo prima di Blu Killer…»
«Ma lo sa che lei è proprio insistente? Cosa vuole che le dica, che non sto soffrendo? E va bene, glielo dico, così lei è contenta e mi lascia in pace. Non sto soffrendo. Va bene così? Non mi risponde? Lei è proprio noiosa. Uffa, va bene. Forse un pochino è vero, ma solo un pochinino proprio poco. Non che sia contenta che sia morto, ci mancherebbe. Ma certo negli ultimi anni era diventato proprio pesante. Sempre a mettersi in mostra, io io io… Sa come lo chiamavano gli amici? L’insostenibile pesantezza dell’essere! Non so se mi spiego.»
«Vede che avevo ragione? Non è addolorata. Lo sapevo, e quanto a Blu Killer…»
«E va bene, non sono addolorata. Stiamo facendo una gara? Ha vinto. Parenti e amici, nessuno ne poteva più. Eravamo sempre tutti costretti a stargli dietro come dei matti. E le partite di calcetto e le lezioni di russo e le serate di liscio e i viaggi avventurosi nei posti più disparati senza neanche una guida, che a momenti in Guatemala ci restavo secca. Per non parlare delle conferenze, i convegni, i congressi, le riunioni.  Insomma, tutto ha un limite, hai settant’anni? E datti una calmata! Un po’ di tempo per respirare, per riposarti un attimo. E a noi, lasciaci in pace, non ci coinvolgere.»
«Va bene, ho capito, ma Blu Killer…»
«Lui no, doveva sempre dimostrare di saper fare tutto, tutto e bene, anzi meglio di chiunque altro, lui non sbagliava mai e voleva il pubblico, guai a non esserci. E poi parlava, parlava, parlava, sempre in cattedra, su ogni cavolata lui ci doveva fare sopra la lezione e se era un altro a dire qualcosa di interessante apriti cielo, lo ignorava, come se proprio non esistesse. Uno di questi giorni avrebbe fatto venire l’infarto a qualcuno. Il tramezzino ci ha salvato la vita. E adesso che me lo ha fatto dire, è soddisfatta?»
«Soddisfatta, che parolone! Si chiacchiera per passare il tempo. E mi dica, era ricco suo cognato? Avrà lasciato tutto a sua sorella…»
«Ora esagera. Che cosa sono queste allusioni? Sembra quasi che mi voglia accusare di qualcosa. Questa telefonata sta diventando ancora più strana, e già era strana prima. È sicura di essere la Morte? Non sarà mica un carabiniere o un poliziotto e mi ha messo su questa commedia pensando di farmi dire chissà cosa?»
«Se ha questi dubbi, la tranquillizzo subito. Facciamo il gioco che io le dico una cosa di lei che non sa nessuno, così lei si convince che sono la Morte e non la polizia.»
«Di me tutti sanno tutto. Nella mia vita non ho mai avuto segreti, quindi non so proprio cosa potrebbe dirmi.»
«Allora giochiamo?»
«Quant’è pedante! E va bene giochiamo. Mi faccia sentire quale sarebbe questa cosa di me che non sa nessuno.»
«Ha cercato di uccidere suo cognato.»
«Ci rifà, di nuovo? Lei è una morte pazza! Si rende conto? E come diavolo avrei fatto a fargli respirare il tramezzino?»
«No cara, non ho detto che l’ha fatto, solo che ci ha provato, poi per fortuna sua sono intervenuta io col tramezzino.»
«Adesso basta, mi ha proprio stufato. Non ho intenzione di continuare a perdere tempo con lei. Vado da Gaia, che povera donna sarà disperata.»
«Se va per cercare di far sparire i cioccolatini alla menta e al veleno per topi che ha regalato ieri a suo cognato, forse le interesserà sapere che li ho presi io.»
“Oh! Non so di cosa stia parlando…»
«Davvero? Allora ne offro subito uno a sua sorella.»
«Va bene, la smetta, ha vinto, cazzo, ha vinto.»
«Tutto qui cara? Neanche mi ringrazia?»
«Perché l’ha fatto?»
«Gliel’ho detto, so essere gentile. Però dovrebbe restituirmi il favore, sa, a volte fa bene confrontarsi, e io, diciamo che soffro un po’ di solitudine, non ho amici. Mi servirebbe un parere perché, ecco, non vorrei sbagliare, sa com’è, non c’è niente di peggio che rendersi ridicoli, poi capisce nella mia posizione. Lei, è da un po’ che la osservo, ha buon gusto. Insomma, che ne pensa di Blu Killer?»

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