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La zitella di via Farini

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Illustrazione di Agrin Amedì
Un bacio un bacio e ancora un bacio. Mando tanti baci alla mia vicina quando la vedo assorta, triste o scoppiettante. La guardo e sorrido, anche se non mi vede. Martina Aldi si sporge dalla finestra per catturare le pulsazioni di una vita.

Quando ho un po’ di tempo libero e non so che fare, mi metto alla finestra e spio la mia vicina: la zitella di via Farini.
La zitella di via Farini è rimasta sola, prima aveva un compagno, ma lei lo ha fatto andare via. Per mesi ci sono stati tafferugli, grida, urla, lunghi silenzi. Vedevo due ombre passeggiare per casa, come sconosciuti, sembrava si muovessero danzando. Quando lei andava in cucina, lui andava in bagno; lei si spostava in camera da letto, lui sgattaiolava in sala. E non facevano più niente insieme. Prima era tutto un ridere, farsi il solletico, guardare film e mangiare pizze sul divano. Si accoccolavano l’uno nelle braccia dell’altra e si guardavano negli occhi, poi un bacio, e poi di nuovo questo fissarsi negli occhi, poi un bacio, un bacio, un bacio. E allora si abbracciavano più forte e poi si toglievano i vestiti a vicenda, e un bacio, un bacio, un bacio.
Adesso la zitella di via Farini sta da sola sul divano, si accoccola nella coperta color carta zucchero ma non guarda più nessuno negli occhi, e niente più un bacio, un bacio, un bacio. Io, senza farmi vedere, gliene tiro un po’ dalla finestra per farle compagnia. Perché la zitella di via Farini è rimasta da sola, anche se c’è sempre un viavai di gente a casa sua; spesso viene un signore anziano all’ora di pranzo, poi le amiche a prendere il caffè e una volta a settimana organizza delle belle cene. In quei momenti sembra felice, ma io glieli tiro lo stesso i baci dalla finestra, un bacio, un bacio, un bacio. Poi tutti se ne vanno, le luci si spengono e lei rimane sola nella sua casa.
La zitella di via Farini dorme male, la notte quando mi sveglio per andare al bagno o a bere, vedo sempre le luci accese in camera sua. Si rigira nel letto e per riaddormentarsi mette in tv uno dei suoi film preferiti. La zitella di via Farini ama il cinema, guarda sempre tanti film, e io capisco quando è proprio triste perché guarda Harry Potter o Il signore degli anelli, e allora io le tiro tanti baci dalla finestra, un bacio, un bacio, un bacio. E dopo è più felice e si sente meno sola. 
Anche se dorme male, la zitella di via Farini si sveglia presto, la vedo uscire di buon ora; mentre io bevo il caffè alla finestra, lei ha sempre da fare qualcosa. Esce per fare i servizi, torna con la spesa, la frutta, la verdura, oppure esce per andare a camminare, allora si veste tutta sportiva e con le cuffiette attaccate al telefono ascolta la musica. La zitella di via Farini è rimasta da sola, e adesso cucina per uno, fa la spesa per uno, il bucato per uno, ma non piange per uno. Piange spesso la zitella di via Farini, e poi si addormenta sul divano accoccolata alla coperta color carta zucchero. E allora io le tiro un po’ di baci dalla finestra, un bacio, un bacio, un bacio. E quando lei si sveglia, si sente un po’ meglio.
La zitella di via Farini è un po’ strana, a volte non si ferma mai, entra ed esce dopo essere andata di qua e di là, ascolta la musica mentre sistema casa e cucina tante cose, i profumi si sentono fin da me, e allora apro un po’ di più la finestra per assaporare quegli aromi che somigliano a baci non dati o non più ricevuti, un bacio, un bacio, un bacio. Poi si mette a ballare davanti allo specchio e ride felice mentre si prova tutti i vestiti dell’armadio, e balla balla balla e si tira i baci da sola allo specchio, un bacio, un bacio, un bacio. Altre volte passa dal letto al divano e dal divano al letto, resta in pigiama e calzettoni senza uscire mai di casa e non cucina nulla, mangia la roba dai barattoli e beve dalla bottiglia. E allora io le tiro tanti baci dalla finestra per farla stare meglio, un bacio, un bacio, un bacio.
La zitella di via Farini è rimasta da sola, e dei giorni è felice e dei giorni è triste, ma penso le vada bene così. Anche se non bacia più nessuno, e nessuno le toglie più i vestiti. Come vi dicevo quando ho un po’ di tempo libero e non so che fare, mi metto alla finestra e spio la mia vicina. Ma adesso devo andare, quindi mi allontano dalla finestra ed esco di casa, apro il portone e dall’altra parte della strada c’è la zitella di via Farini. Mi guarda, e io senza rendermene conto, un po’ per abitudine, le tiro un bacio. Lei mi fissa sorpresa ma sorride e me lo ritira. Allora scoppiamo a ridere, in un modo che la gente si gira a guardarci allibita, e noi ridiamo più forte, abbiamo quasi gli occhi chiusi da quanto ridiamo, ma continuiamo a fissarci e ci tiriamo un bacio, un bacio, un bacio.

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