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Dalla cima

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Scrivere un romanzo è una montagna da scalare. Trovandoci ai suoi piedi e osservandone la cima, sentirsi intimiditi è quanto c’è di più normale. Quella è materia solo per uccelli dalle grandi ali, ci diciamo. Sarà vero?

Scrivere un romanzo è una montagna da scalare. Trovandoci ai suoi piedi e osservandone la cima, sentirsi intimiditi è quanto c’è di più normale. Quella è materia solo per uccelli dalle grandi ali, ci diciamo. Sarà vero? E se sì, perché non trasformarci in grandi uccelli, perché non darci una bella spinta per spiccare il volo, perché non scrivere una pagina alla volta, perché non sfiorare con il corpo un masso dopo l’altro, perché non evitare di guardare sotto ai nostri piedi, perché non smettere di pensare che tanto non ce la faremo?
E perché senza accorgercene ora stiamo sulla cima e sorridiamo?

 

Questa settimana i nostri allievi sfidano sé stessi e le proprie vette…

Drin drin. È arrivato un messaggio? No, sono io che sto perdendo la pazienza. Nunzia Castravelli dà voce a un telefono insoddisfatto.

Lei, io, tu. Tu, lei. Io. Io… Io, e tu? Luigi Michetti si cala in una storia altalenante che sa di adolescenza.

Cosa vuol dire non avere un senso? E questa domanda che senso potrà mai avere, mi domando. Alessandro Cuomo tocca con le dita una realtà soggettiva.

New York è New York, lo sanno tutti. Ma io comincio a vacillare, e a camminare senza meta. Flaminia Cordani ci trasporta in tumulto interiore abbagliante.

Non ho tempo, non ho tempo, adesso. Ma la mia vita corre più veloce di un aereo. Il tempo è in mio potere. Marta Di Nicola decolla verso un bilancio inaspettato.

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