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Esplosione salvifica

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Ti senti a un bivio. Hai una miccia nella tasca della giacca pronta a esplodere. Sei a un bivio. Da una parte puoi disinnescare la miccia e tornartene indisturbato a casa. Dall’altra...

Ti senti a un bivio. Hai una miccia nella tasca della giacca pronta a esplodere. Sei a un bivio. Da una parte puoi disinnescare la miccia e tornartene indisturbato a casa. Dall’altra puoi decidere di proseguire verso un luogo un po’ appartato in cui gli effetti dell’esplosione non coinvolgeranno nessun altro che te stesso. Ma chi te lo fa fare a scegliere la seconda opzione, ti chiedi. È ragionevole, le conseguenze a cui andrai incontro ancora non ti sono chiare. Ma devi uscire da questo stallo, devi abbandonare questo bivio – e questo sì che ti è chiaro. Allora che fai? Prosegui o torni indietro? Affronti i tuoi demoni o lasci correre? Scrivi la tua storia o lasci che gli altri lo facciano per te?
Tu, cosa scegli?

 

Questa settimana i nostri allievi illuminano con sé stessi sentieri non ancora battuti…

Fa un caldo insopportabile qui in Egitto, almeno così dice Aquaman. Ha gli occhi rigati di rosso come tutti i turisti, ma io non glielo dico. Lo lascio giocare con la mia terra. Paolo Ciccarelli percorre a piedi nudi un deserto che forse poi così deserto non è.

Albicocche e terra. Terra bagnata e lacrime. Fango. E odore di albicocche, persistente. Michaela Diotallevi cammina sulla solidità di un dolore per scioglierla col calore del proprio corpo.

Lo osservo mentre beve la sua birra e i suoi dolori. Dolori verdi, come le piante che abbiamo sotto casa. Ma lui non può uscire, non vuole uscire. E io lo fisso attentamente adesso. Fabrizio Fraleoni soppesa gli effetti di un lockdown generalizzato e profondamente intimo allo stesso tempo.

Una schicchera potrebbe bastare per sedare questa formichina. Una schicchera leggera. Una schicchera che però la sedi per un po’ di tempo. Un bel po’ di tempo. Carolina Gnecco punzecchia un’ossessione difficile da scrollarsi.

Oltre la nostra porta c’è una tempesta senza precedenti. Oltre la nostra porta c’è il buio e una presenza che non sappiamo definire. Oltre la nostra porta ci siamo noi, forse. Giovanni Pezzino Rao traccia un’atmosfera che trasuda desideri di cambiamento.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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