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Gin freddo


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Illustrazione di Agrin Amedì
Ho ventun anni. Sono alto, muscoloso e ho i capelli biondi. È estate. Mi imbarco su una nave da crociera. Con i soldi di mio padre.

Ho ventun anni. Sono alto, muscoloso e ho i capelli biondi. È estate. Mi imbarco su una nave da crociera. Con i soldi di mio padre. Mi imbarco da solo. La mia camera è ampia. La finestra anche. Decido che è tutto troppo ampio per una sola persona. Ordino del gin. Freddo. Un cameriere coi baffi mi porta il gin freddo. Il gin è freddo, come l’avevo chiesto. I baffi del cameriere sono spessi, come quelli di mio padre. Guardo un programma in inglese. Il gin mi piace, il volto di mio padre meno. Ma non capisco l’inglese. Spengo il televisore e ho voglia di nuovo di gin freddo. A casa era mio padre quello che parlava l’inglese. Doppia voglia di gin freddo. Sul ponte mi siedo a un bar dove ordino del gin freddo. Il cameriere mi porta del gin freddo e io invito una signora sulla quarantina a bere con me il gin freddo. La signora ha i capelli rossi ed è cortese. Si siede con me a bere del gin freddo. È austriaca ed è qui con la figlia. Beve quasi più gin freddo di me. Le racconto un paio di fatti e ridiamo. Mi dice che sono divertente e che la figlia ha la mia età. Io le dico che i suoi capelli sono affascinanti e che dovremmo ordinare altro gin freddo. Lei dice che se c’è una cosa di cui ha proprio voglia in questo momento quella è il gin freddo. Io le dico che è stato un vero stronzo in vita. Lei mi chiede se posso davvero affermare di sentirmi bene. Io le porgo le mie scuse e alzo una mano al cameriere. Lei sembra accettare le mie scuse e mio padre ci porta altro giro di gin freddo. Io le chiedo per quale motivo ha scelto una crociera in Grecia e lei mi dice perché vuole far vedere alla figlia la Grecia. Ho detto mio padre ma intendevo dire mio padre. Dettagli. Lei ricambia la domanda e io le dico cristo santo mi sto annoiando terribilmente. Vengono fuori due fatti curiosi. Uno negativo uno positivo. Il primo è che io sarei un po’ strano per i suoi gusti. Il secondo che cristo santo anche lei si annoia. Il primo è quello negativo. Il secondo è quello positivo. Il filo dei miei pensieri viene interrotto da un passeggero identico a mio padre che mi guarda con rimprovero. Io decido che il rimprovero è l’ultima cosa che il filo dei miei pensieri possa sopportare e gli do un bel cazzottone. Il cazzottone genera uno scandaletto sul ponte. Io decido di non farmi coinvolgere in quel genere di scandaletti e ritorno al tavolo a finire il gin freddo. La signora austriaca mi comunica che io sono un villano e fa per andarsene. Io le dico che dopo tutto villano è una parola grossa e faccio per richiamarla al tavolo. Lei dice che ritorna al tavolo solo se ammetto di avere un problema con mio padre. Io le dico che ora che ci penso. Sì forse qualche vago problemino con mio padre in fondo ce l’ho anch’io. Però le dico anche che io sono qui per spassarmela e non per pensare a mio padre e che se c’è una cosa in un uomo che una donna come lei dovrebbe apprezzare quella è la sincerità. Lei mi chiede se per caso io mi sia fumato il cervello con tutto quel gin freddo e minaccia di andarsene seriamente. Io allora per dimostrare che se c’è una cosa che non mi sono fumato quella è il cervello mi alzo e dico alla signora di guardarmi bene mentre sarò lì a fare il giro del ponte di corsa. Inizio a fare il giro del ponte di corsa. Mentre faccio il giro del ponte di corsa a prua incontro mio padre che invece di essere nella tomba a imputridirsi se ne sta a prua con una bella signora sulla quarantina. Dopo un giro esatto del ponte ritorno al bar sudato fradicio. Butto giù un bicchiere di buon gin freddo e dico alla signora se le sembra che una persona così atletica possa essersi fumato il cervello. La signora ammette che effettivamente è da escludersi che un tale atletismo possa convivere con una seria combustione celebrare, così butta giù un bicchiere di buon gin freddo e afferra la mia mano con un sorriso. Grazie a dio in quel momento degli inservienti portano via dalla nostra vista la patetica sagoma di mio padre sfigurato. È strano come tutti quegli inservienti assomiglino a mio padre. Tutta quella serie di casualità mi fa sorridere e decido di afferrare la mano della signora. Scopro con gioia che la mia mano è già stata afferrata da mio padre. Ops, dalla signora. Altra casualità fortunata, altro sorriso. Le chiedo se non le pare sia giunto il momento di buttare il passato alle spalle e di spassarcela un po’. Lei dice che è effettivamente giunto il momento di spassarcela e di buttare il padre alle spalle sì. Sfrutto a mio vantaggio il fatto di averle afferrato la mano e la trascino all’ascensore. In ascensore c’è uno specchio, vedo mio padre e le dico che può venire a vedere la mia cabina se vuole. Lei si guarda allo specchio e mi dice che l’idea di venire a vedere la mia cabina la trova proprio una splendida idea. Nella mia cabina il gin è meno freddo di come l’ho lasciato e così ne ordino dell’altro specificando che io il gin lo voglio freddo. Arriva un bravo cameriere a sostituire il gin caldo con del dolce gin freddo e la signora mi chiede con un po’ di timore se per caso io abbia intenzione di denudarla. Il cameriere esce e io le dico che uno con me non deve avere proprio alcun tipo di timore e due che denudarla è proprio l’intenzione che ho avuto fin dal primo istante in cui l’ho vista. Lei mi dice che ci vuole pensare ancora un attimo perché a suo dire io sarei ancora un tantino strano. Io le dico di prendersi tutti gli attimi che le servono e nel frattempo me ne vado in bagno e mi porto pure un po’ di gin freddo. In bagno parlo con mio padre del più e del meno, gli chiedo come se la passa laggiù. Immagino sia felice di sapere che io sto bene e la mamma anche eccetera eccetera, quindi passo ai piagnucolii e alle suppliche del tipo ti prego papà ti prego adesso lasciami in pace giusto un paio d’ore ti prego. Il piagnucolio sembra funzionare, le suppliche anche, del tipo grazie papà grazie veramente come no certo sì sicuro ci vediamo dopo. Tiro giù l’acqua dello sciacquone e torno in cabina con il volto palesemente più rilassato. La signora è stesa sul letto, e sarà il mio volto palesemente più rilassato oppure il gin freddo non lo so, fatto sta mi dice che la mia proposta la lusinga e che posso iniziare a toglierle i vestiti. Io inizio a toglierle i vestiti. Lei è nuda e mi chiede un altro po’ di gin freddo. Io anche sono nudo e le passo il gin freddo. Lei beve il gin freddo e mi avverte che lei di ragazzini è proprio l’ultima cosa di cui ha voglia. Io le rispondo che se mi fa un po’ di spazio il ragazzino è proprio l’ultima cosa che mi vedrà fare, lei mi fa un po’ di spazio e io sono saturo di gin freddo. Io faccio per ridurre il margine di spazio che ancora rimane tra noi due e vedo mio padre salutarmi soddisfatto dalla finestra, allora dico scusa un attimo vado alla finestra e tiro giù le tende. Lei mi chiede per l’ultima volta se va proprio tutto bene e io le dico che sì certo non è mai andata meglio in vita mia. Lei mi dice meglio così perché sto iniziando a stancarmi. Io le dico aspetta a dare giudizi affrettati ora mi tuffo nel letto con mio padre. La nave salpa.

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