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Aldilà di noi

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C’è una voce interna che abita ognuno di noi. Una voce che di punto in bianco si rivolge a noi con parole chiare, inaspettate. C'è chi la sente distintamente; chi molto poco; chi fin troppo e chi per nulla. Ma lei c'è e continua a parlarci.

C’è una voce interna che abita ognuno di noi. Una voce che di punto in bianco si rivolge a noi con parole chiare, inaspettate. C’è chi la sente distintamente; chi molto poco; chi fin troppo e chi per nulla. Ma lei c’è e continua a parlarci. Ci racconta di un mondo diverso, il nostro. Delle nostre più segrete aspirazioni e rivalse. Di elementi che neppure sapevamo esistessero in noi fino al momento in cui sono stati pronunciati. Allora arriva un momento, prima o dopo, in cui si impugna una penna per far sì che quella voce emerga, che venga fuori, superando il nostro corpo, il nostro scetticismo e il dubbio di non essere all’altezza per comporre storie che resteranno nel tempo, aldilà di noi.

 

Questa settimana i nostri allievi tirano fuori la propria in voce in modo deciso e cristallino…

Dicono che sono matta. Dicono che il mio mondo è storto quanto me. Dicono che i miei gatti sono grassi. Pensano che non ce la farò. Dicono, dicono e pensano un sacco di cose, in una lingua che io non conosco. Maria Grazia Scalas illumina un mondo dotato di un fascino inaspettato.

Sai che c’è? Che ora mi mangio tutto: le tartine, gli arredi, i ricordi e tutto questo spazio immenso. Perché ho fame. Perché ho atteso troppo. Perché oggi è il giorno giusto. Sì. Francesco Bonizzi fagocita un luogo duro da abitare.

Tic, tic. Tic, tic. Tic… Tu la senti? La mia goccia. No, non mi dà fastidio. Questa goccia è stata terra, pioggia e ghiaccio. Ora sta sussurrando a me il suo tempo. La senti? Tu, riesci a sentirla? Roberto ticchetta un’esistenza densa di un vapore antico.

Voglio proprio un gin freddo. E una donna. Sì, un gin freddo e una donna su questo pontile farebbero proprio al caso mio. C’è il sole, c’è il mare e qualcuno che non riesco ancora a decifrare. Anton Giulio Calenda si lancia in divertenti peripezie mentali.

Mi sento nervoso. Devo assolutamente tirare giù dalla cappelliera la mia ventiquattrore. No, non ho paura dell’aereo. No, non mi agita nemmeno la mia ventiquattrore. Niente di tutto questo. E il niente stesso? Marta Di Nicola decolla verso una direzione ancora incerta.

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