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Wonder Woman

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Illustrazione di Agrin Amedì
Cara Wonder Woman,  ti scrivo perché ho bisogno di te: tra lavoro, bambini, marito e pulizie non so più a chi dare i resti. Mio marito Paolo in casa non sa fare niente, mi devo occupare di tutto io

Cara Wonder Woman, 
ti scrivo perché ho bisogno di te: tra lavoro, bambini, marito e pulizie non so più a chi dare i resti. 
Mio marito Paolo in casa non sa fare niente, mi devo occupare di tutto io, sono sempre stanca e non ho tempo per me. Pensa che non andiamo mai a cena fuori o al cinema perché, dice, non sono mai libera, sto sempre a sgobbare tra casa e lavoro.
Ti prego, insegnami qualcuno dei tuoi super poteri, come la wonder-forza e la wonder-velocità. Sarebbe fantastico con una mano sollevare il divano e con l’altra  passarci sotto l’aspirapolvere, stirare le camicie di Paolo in pochi secondi, cucinare per i bambini e tutto il resto e avere anche del tempo per me. E così magari, chissà, qualche volta Paolo mi porterebbe fuori la sera.
Ti prometto che sarò un’allieva modello, sono abituata a lavorare sodo, diventerò la migliore delle tue amazzoni. 
Per te andrebbe bene fare addestramento a casa mia?
Spero che verrai, ti aspetto.

Rossella

Il giorno dopo Wonder Woman era alla mia porta. Mi ha fatto un sorriso dolce e sensuale, era così bella che sembrava una dea più che una guerriera. Il mio sguardo è caduto sulla scollatura del suo costume corto e attillato, da cui si intravedevano i seni sodi e generosi, e mi sono imbarazzata.
Si è avvicinata a me avvolgendomi nel suo intenso profumo, mi ha preso dolcemente la mano e mi ha detto «Rossella, sono qui per aiutarti». Ho deglutito, rumorosamente, e le gambe mi sono diventate molli.
«Sono pronta a iniziare l’addestramento,» ho balbettato incantata «farò tutto quello che vuoi». E, senza accorgermene, le ho stretto più forte la mano.
«No, Rossella, non sono qui per addestrarti» mi ha risposto dolcemente. L’ho guardata interdetta.
Wonder Woman si è girata lentamente verso mio marito. E qualcosa è cambiato nella sua espressione; adesso sì che sembrava una guerriera, faceva veramente paura.
«Sono qui per addestrare te» ha detto minacciosamente a Paolo, che ha deglutito rumorosamente mentre le gambe gli diventavano molli.
«Forza, prendi asse e ferro da stiro, la prima lezione è su come stirarti le camicie. E dopo imparerai anche a preparare la cena per te e per i bambini. Su, veloce!»
Paolo è scattato immediatamente sull’attenti ed è corso a eseguire gli ordini: l’ho visto stirare per la prima volta in vita sua. Ho guardato sbalordita Wonder Woman che, continuando a tenermi dolcemente la mano, mi ha detto: «Dai Rossella, vai a farti bella che stasera ti porto io a cena fuori. Dopo andiamo anche al cinema». E mi ha fatto l’occhiolino.

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