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Il peso delle parole

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Che cosa succede quando una corda suona? Resiste a una pressione, modulandola. Ne segue una vibrazione che dalle mani del musicista giunge fino al corpo dell’ascoltatore. E non accade forse lo stesso nella letteratura?

Che cosa succede quando una corda suona? Resiste a una pressione, modulandola. Ne segue una vibrazione che dalle mani del musicista giunge fino al corpo dell’ascoltatore. E non accade forse lo stesso nella letteratura? Lo scrittore è chiamato a resistere a quella forza interna, scomposta e priva di una chiara intonazione per giungere alle orecchie interne del lettore con tutta la sua forza. Deve contenerla, organizzarla. Deve limarla. E sì, deve anche amarla. Capita che a volte una frase risulti perfetta, musicale, ma in disaccordo con la sinfonia generale della sua opera. E lui deve resistere. Un bravo scrittore non può cedere alle lusinghe delle parole. Le parole hanno un loro peso preciso, un’eco che non ammette distorsioni e una loro verità matematica. Non si può sfruttare una parola al 60 % soltanto perché è comoda, suona bene e non richiede ulteriori sforzi. Deve resistere lo scrittore e testardamente continuare a cercarla, quella parola che una volta trovata si rivelerà insostituibile, facendo così vibrare il corpo e l’anima del suo lettore.

 

Questa settimana i nostri allievi vanno a caccia di parole giuste…

Crescere è doloroso. Sì che è doloroso, più di quanto ci si possa immaginare. E Anna cresce, cresce inesorabilmente. Silvia Semprini mette a nudo un tormento esistenziale che non lascia scampo.

Io ero diverso. Io ero un fenomeno da baraccone. Io volevo solo amare. Rachele Fattore ci narra una storia senza tempo e senza spazio.

Ascoltami bene. Anzi, sentimi bene. Lo senti quest’odore? Avverti questo pizzicore? Sono io. Sono te. Lorenzo De Angelis dà voce a un naso battagliero.

Signor birraio, noi siamo qui. Con quest’esistenza rotta. Con questa gioia stupida. Con tutta questa voglia cieca di sperare ancora. Claudia Landolfi intona una ballata maledetta.

Ma sarà mai possibile per certa gente farsi gli affari propri? Appiccicosi. Insistenti. Pedanti. Basta! Eleonora Marcialis si mette in ascolto delle cose pensate e poi non dette.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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