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Anna sta bene


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Illustrazione di Agrin Amedì
Anna entra in bagno per la prima volta in braccio a papà. Anna entra in bagno e con lei il profumo che contraddistingue tutti i bambini nei primi mesi di vita.

Anna entra in bagno per la prima volta in braccio a papà.
Anna entra in bagno e con lei il profumo che contraddistingue tutti i bambini nei primi mesi di vita. Profumo di dolci, di caramelle, di pulito, profumo che secondo una ricerca scientifica canadese accende i circuiti nervosi del piacere proprio come fanno le sostanze stupefacenti; i genitori si nutrono di questo odore, tossicodipendenti che compensano la stanchezza dell’assistere i propri figli con il piacevole, dolce e tenue profumo che questi emanano di continuo.
Anna entra in bagno per la prima volta in braccio a papà e si specchia.
Anna entra in bagno, sorride davanti all’immagine di una bambina sdentata e allunga il ditino verso lo specchio per toccarla. Anna tocca il viso freddo e piatto di quella bambina che si trova in bagno dentro lo specchio e sorride.
Anna entra in bagno per la prima volta in braccio a papà che mentre la fa ridere davanti allo specchio tira l’acqua e riempie il lavandino per farle un bagnetto caldo. Anna scoppia a piangere all’inaspettato impatto con l’acqua e papà chiama mamma che subito accorre con un asciugamano in morbido cotone rosa, la tira fuori dall’acqua e l’asciuga delicatamente, attenta a non irritare la pelle di quell’angioletto troppo sensibile per essere di questo mondo.
Anna entra in bagno a gattoni e con grande spirito esplorativo apre l’anta del mobiletto bianco sotto il lavandino dove scova un’infinità di bottiglie di plastica colorate, gira il tappo e le svuota una a una riversandone contenuto dall’odore chimico con effetto narcotizzante sul vestitino giallo a fiori e sulle mattonelle del pavimento color ghiaccio. Anna esce dal bagno a gattoni con lo sguardo fiero e affaticato di chi ha appena compiuto un’ardua impresa, papà la solleva in braccio e chiama mamma che subito accorre con un vecchio straccio per ripulire la gelatinosa scia verde azzurra che Anna ha trasportato per tutta casa.
Anna entra in bagno e osserva i suoi dentini da latte attraverso lo specchio. Ne tocca uno e inizia a muoverlo avanti e indietro, sono un paio di giorni che dondola e papà le ha detto che a dente caduto incontrerà la fatina dei dentini.
Anna entra in bagno per nascondersi dietro la tenda della doccia mentre papà, distratto dal telefonino che tiene sempre in mano, fa finta di cercarla per tutta casa.
Anna entra in bagno, apre la scarpiera e afferra le scarpe col tacco di mamma. Ne infila nelle mani un paio rosso lucido aperto in punta, nei piedi un paio di morbida pelle nera e si dirige verso il salotto dove mamma e papà stanno parlando ad alta voce. Papà la prende in braccio e la porta fuori in giardino, mamma prende le scarpe e le rimette a posto.
Anna entra in bagno con il dentino in mano, lo lascia sul bordo del lavandino poi corre ad avvisare papà mentre mamma sostituisce il dente con una bambola di pezza dalle lunghe gambe affusolate e i capelli biondo fieno divisi in due trecce. Anna torna in bagno, vede la bambola, la stringe forte a sé, inizia a saltare e urlare dalla gioia e subito controlla se le dondola qualche altro dente.
Anna entra in bagno in braccio a papà che mentre le racconta storie sugli animali della giungla apre l’acqua e riempie la vasca per farle un bagnetto caldo. Anna entra nella vasca contornata da paperelle e delfini, sorride, gioca, trattiene il fiato e va con la testa sott’acqua mentre papà scrive e riceve messaggi al cellulare. Anna rimane a lungo con la testa sott’acqua, troppo a lungo. Papà chiama mamma che subito accorre con un asciugamano in morbido cotone rosa, la tira fuori dall’acqua e l’asciuga delicatamente, fulminando con gli occhi papà.
Anna entra in bagno saltellando dopo aver preso la rincorsa lungo il corridoio, mamma ha appena dato lo straccio e Anna scivola come una saponetta col culetto a terra. Prontamente si rialza guardandosi intorno con aria colpevole perché sa che è proibito correre in casa. Sbatte la testa nello spigolo dell’anta della finestra lasciata aperta per far asciugare velocemente il pavimento. Anna non piange, quando papà le chiede se si è fatta male, scuote la testa da destra a sinistra in segno negativo, abbassa gli occhi e accartoccia la gonna del vestitino tra le mani, ma un rivolo di sangue la tradisce colandole lentamente dal capo lungo i capelli fino a gocciare per terra.
Anna entra in bagno, si siede sul bordo ingiallito della vasca e si specchia mentre mamma delicatamente le raccoglie in una treccia i lunghi capelli biondo miele.
Anna esce dal bagno tutta sorridente, sfoggiando un grembiulino rosa con sopra ricamata una farfalla viola. Oggi è il primo giorno di scuola elementare.
Anna corre in bagno a lavarsi le mani dopo esser stata a giocare con gli amici ai giardinetti dietro la chiesa.
Anna entra in bagno e osserva mamma che si trucca allo specchio. Mamma è bellissima, è la persona più bella che esista sulla faccia della terra, subito dopo papà. Anna aspetta che mamma esca dal bagno e inizia a truccarsi come lei. Si passa un rossetto rosso sulle labbra, si colora sopra gli occhi di azzurro e le guance di rosa. Anna si trucca per piacere a papà ma papà quando la vede scoppia a ridere. Anna corre in bagno a lavarsi la faccia.
Anna entra in bagno e si osserva il seno, sua zia le ha detto che iniziano a vedersi le tettine e presto diventerà una signorina.
Anna si chiude di corsa in bagno sbattendo la porta senza nemmeno salutare mamma e papà. Oggi è stato il primo giorno di scuola media. Papà se la prende con mamma perché non è stata in grado di insegnarle la buona educazione.
Anna entra in bagno, si tira giù i pantaloni e si siede sul water per fare pipì. Distrattamente nota una macchia scura sui pantaloni. La tocca. È fresca. Si guarda le dita, sono sporche di sangue, così come gli slip e l’interno coscia. Anna urla, chiama aiuto, convinta di avere un’emorragia e di morire di lì a breve, mamma subito accorre, la rassicura e si precipita a telefonare a zia.
Anna entra in bagno e si specchia a lungo, scruta ogni angolazione del viso per scovare fino all’ultimo punto nero e farlo schizzare fuori da quella pelle impura.
Anna entra in bagno, si spoglia e osserva ogni centimetro del suo corpo. È alta e magra come la sua bellissima mamma ma lei non lo sa, non è questo che vede riflesso nello specchio. I suoi occhi incontrano massa grassa in ogni dove e un’infinità di imperfezioni che non sopporta. E la sua altezza è decisamente sproporzionata per la sua età.
Un lunedì come tanti all’uscita da scuola Paolo, un compagno di classe di Anna, si offre di accompagnarla a casa in motorino. Anna non ci pensa neanche un secondo e subito accetta mentre Marika, la sua migliore amica, da lontano le fa l’occhiolino. Paolo si ferma poco prima di arrivare a casa di Anna, si guarda intorno e senza nessun preavviso le infila la lingua in bocca per tre secondi, la saluta e se ne va. Anna corre in bagno disgustata, inizia a sputare nel lavandino e a sciacquarsi abbondantemente la bocca con acqua fresca. Il giorno dopo a scuola durante la ricreazione, Anna prende Paolo per mano e lo porta nel bagno delle donne. Lo spinge contro il muro e gli infila la lingua in bocca. Stanno aggrovigliati per quindici minuti, fino al suono della campanella. Poi tornano in classe come se niente fosse.
Anna corre in bagno a lavarsi i denti con doppia razione di dentrificio dopo esser stata a fumare sigarette con gli amici ai giardinetti dietro la chiesa.
Anna si chiude in bagno dopo aver passato due ore al telefono con Marika a parlare dei ragazzi più carini della scuola e di Paolo in particolare. Anna prepara una vasca di acqua bollente, si spoglia e osserva allo specchio il suo corpo trasformato. Entra in acqua. Forse ha un po’ esagerato con la schiuma, ne è totalmente ricoperta. Si tocca il seno abbondante palpandolo ripetutamente, scende con le mani lungo i morbidi fianchi e si sofferma sul punto che la contraddistingue dai suoi compagni di classe, il punto che contraddistingue mamma da papà. Un giorno uscendo dal bagno, dopo esserci stata chiusa per un tempo indefinito come suo solito, Anna si siede sul divano in salotto e chiama a gran voce mamma e papà.
«Vorrei chiedervi una cosa» dice.
«In merito al sesso» dice.
Papà alza gli occhi al cielo come per implorare aiuto alla madonna e l’unica cosa che riesce a dire, al rallentatore, scandendo ogni singola lettera per esser sicuro che sua figlia recepisca bene il messaggio, è D O P O I L M A T R I M O N I O .
Mamma, leggermente meno rigida di papà, incrocia le braccia e le dice che l’unico modo per differenziarsi dalle altre ragazze è preservarsi per il grande amore. Poi guarda papà e mantenendo le braccia incrociate torna in cucina.
Anna entra in bagno dopo pranzo e si chiude a chiave. Approfitta dei toni animati delle consuete discussioni tra mamma e papà, si infila due dita in gola e rimette quel poco di cibo mangiato.
Anna entra in bagno con Marika e si chiudono a chiave dopo esser state per negozi tutto il pomeriggio. Anna ha rubato un vestitino nero per uscire con Paolo, talmente corto da coprirle a malapena gli slip e con una scollatura talmente generosa da lasciare ben poco all’immaginazione. Se lo prova. Gli occhi di Marika luccicano per tanta bellezza, Anna non si piace e le regala il vestito.
Anna corre in bagno a lavarsi i denti con doppia razione di dentrificio dopo esser stata a fumare hashish e marijuana con gli amici ai giardinetti dietro la chiesa. Ma prima entra in cucina come posseduta dallo spirito di un lottatore di sumo e trangugia con voracità inaudita un tramezzino con uovo, pancetta e maionese, spianata con la mortadella, ciambellone con scaglie di cioccolato fondentente, una banana, cracker immersi nella nutella, quattro manciate di noccioline. Poi corre in bagno e si chiude a chiave. Accende la radio, alza il volume, si infila due dita in gola e rimette tutto il possibile.
Anna entra in bagno, si chiude a chiave e si fa la terza doccia della giornata, mentre papà se la prende con mamma perché non è stata in grado di insegnarle a fare un buon uso del tempo e dell’acqua.
Anna entra in bagno dopo cena e si chiude a chiave. Aspetta che i suoi si spostino in salotto e accendino il televisore, si infila due dita in gola e rimette quel poco di cibo mangiato.
Anna entra in bagno canticchiando dopo aver passato la serata insieme a Paolo, stesi sui sedili posteriori della sua auto, scoprendo il motivo per cui mamma una volta era sempre di buon umore.
Anna entra in bagno, si spoglia e osserva ogni centimetro del suo corpo. È dimagrita ma i suoi occhi vedono ancora massa grassa in ogni dove e un’infinità di imperfezioni che non sopporta.
Anna entra in bagno e si chiude a chiave per fumare alla finestra l’abituale sigaretta che ogni giorno frega dal pacchetto di papà.
Anna entra in bagno, si rinfresca e indossa un audace completino intimo in pizzo rosso mentre Paolo l’attende nella cameretta a lato, comodamente disteso sul letto.
Anna entra in bagno, chiude a chiave e si fissa allo specchio. Appoggia i gomiti sul lavandino, le mani sulla fronte a sorreggerle la testa. Piccoli respiri si susseguono alla velocità della luce. Il battito del cuore è accelerato e continua ad accelerare. Accelera, accelera. Anna alza la testa, si fissa nuovamente allo specchio. La rabbia che ha in corpo le spinge il braccio destro in avanti e con un solo pugno frantuma lo specchio. Mille schegge esplodono sul pavimento, solide e taglienti come lacrime ghiacciate. Paolo ora esce con Marika.
Anna trascorre interi pomeriggi chiusa in bagno, seduta sul bordo ingiallito della vasca con la radio accesa. Non si guarda più allo specchio, fa troppo male. Preferisce alzare la manica sinistra della felpa e premere una lama di rasoio sulla parte interna dell’avambraccio.
Anna si è fatta un nuovo gruppo di amici. Adesso esce con dei ragazzi che ha conosciuto in sala giochi una mattina che ha marinato la scuola. Anna è l’unica ragazza, la mascotte del gruppo. Tutti sono gentili con lei, le offrono da fumare, da bere, le regalano gettoni e le fanno un sacco di complimenti, tanto che Anna inizia a sentirsi bella come mamma. Una sera un ragazzo la importuna mentre gioca a Tetris e i suoi nuovi amici prontamente lo accompagnano fuori dal locale. Anna non sa cosa si siano detti ma quel ragazzo non le ha più dato fastidio e a lei questo basta.
Anna va dritta in bagno a testa bassa, salutando a malapena mamma e papà non sicura che il collirio abbia eliminato completamente gli occhi rossi e le gomme da masticare al gusto di fragola siano sufficienti a coprire quell’alito pesante che sa di fumo e alcool. Papà se la prende con mamma perché non è stata in grado di insegnarle la buona educazione.
Anna venerdì notte entra in bagno barcollando, lascia la porta aperta, abbraccia il cesso e rimettere.
Anna sabato notte entra in bagno barcollando, lascia la porta aperta, abbraccia il cesso e rimettere.
Anna domenica notte entra in bagno barcollando, lascia la porta aperta, abbraccia il cesso e rimettere.
Papà se la prende con mamma perché non è stata in grado di insegnarle il rispetto per sé stessa e per i propri genitori.
Anna entra in bagno nel momento preciso in cui squilla il telefono di casa, risponde papà, è la preside che chiede informazioni sulla saluta di Anna.
«Anna sta bene. Anna è chiusa in bagno» risponde papà.
Un giorno Anna e i suoi nuovi amici vanno a casa di uno di loro. Più che una casa pare una villa hollywoodiana con tanto di piscina, campo da tennis, giardino fiorito con fontana al centro e statue varie. Entrano in salotto, c’è un enorme divano in pelle nera a forma di mezza luna e un televisore talmente grande da ricordare i maxi schermo utilizzati durante i concerti. Tutti si tuffano sul divano, mentre il proprietario di casa prima controlla che come da programma non ci sia nessuno e poi svuota l’angolo bar. Bevono, fumano, fumano, bevono e ridono come matti per cose senza senso. Il televisore si accende e parte un filmato porno. Anna sorpresa per un attimo sgrana gli occhi ma non gli da importanza, è solo uno stupido filmato, lei è con i suoi amici e si stanno divertendo. Bevono, fumano, fumano, bevono mentre le immagini scorrono davanti ai loro occhi e gli ormoni iniziano a farsi sentire. Uno di loro le accarezzare una coscia. Un altro le massaggia il collo. Uno la bacia appassionatamente in bocca. Uno si alza e si slaccia i calzoni mentre un altro le sfila la maglietta.
Anna entra lentamente in bagno, senza accendere la luce, lasciando la porta semiaperta. Un’insolita luna piena sovrasta l’oscurità della notte e filtra attraverso i vetri della finestra creando silenziosi giochi di chiaroscuro. Anna si spoglia davanti allo specchio e osserva il suo corpo in bianco e nero, magro, consumato, sporco. Finalmente la massa grassa è sparita. Anna tocca il viso freddo e piatto di quella ragazza che si trova in bagno dentro lo specchio. Non le sorride. Si infila nella vasca ancora vuota. Apre il rubinetto e si accende una sigaretta mentre l’acqua pesante gli scorre addosso. Aspira nicotina contro voglia, i suoi polmoni ne sono già strapieni ma non può farne a meno. Le cade lo sguardo sulle cicatrici che le ricoprono le braccia, passa lentamente le dita affusolate lungo quei piccoli rigonfiamenti della pelle. Lei deve farlo uscire, tutto quel dolore lei deve farlo uscire. Afferra il rasoio e con decisione aggiunge altre tacche, e lui riaffiora in superficie. Le cade la sigaretta dalle labbra, si spegne e annega in quelle acque tormentate. Papà entra in bagno e chiama mamma che subito accorre senza un asciugamano in morbido cotone rosa, la tira fuori dall’acqua e la stringe forte a sé, attenta a non irritare la pelle martoriata di quella ragazza troppo sensibile per essere di questo mondo.

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