Condividi su facebook
Condividi su twitter

Pausa di riflessione

di

Data

Illustrazione di Agrin Amedì
«Ho bisogno di una pausa di riflessione» ha detto. Non credevo che qualcuno potesse ancora uscirsene così.

«Ho bisogno di una pausa di riflessione» ha detto.
Non credevo che qualcuno potesse ancora uscirsene così. Dopo 3 anni, 7 mesi, 29 giorni e 5 ore non è riuscito a trovare niente di più originale di una pausa di riflessione. Avrebbe potuto spiazzarmi con la banale verità: “Ho un’altra”. Non lo ha fatto. Certo, mi sarebbe preso un colpo, ma poi avrei avuto per le mani qualcosa da cui ripartire… Il colpo mi è preso lo stesso e cosa mi è rimasto? Solo la sua mediocrità. 3 anni, 7 mesi, 29 giorni, 5 ore e qualche secondo per inventarsi qualcosa di meno banale. Anche poco meno banale. Me lo sarei fatto andare bene lo stesso. Dovrò pensarci io. Come al solito. Dunque, cosa può esserci di meno banale da dirmi mentre mi sta lasciando?
In attesa del suo turno all’ufficio postale, ha ripensato a quando da bambino passava ore sui libri di Epica e ha deciso che presto partirà alla ricerca del Santo Graal.
No. Non ce lo vedo come cavaliere senza macchia.
Nel corridoio della “Pasta e conserve” lo hanno riconosciuto. Da anni era noto alle forze dell’ordine come l’Arsenio Lupin del Quadraro.
Ma è evidente che l’inventiva gli difetta.
In fila a mensa ha ricevuto una chiamata. Era Lui. Lui maiuscolo. Dio in persona. Partirà a breve per una missione francescana in Congo.
Sinceramente, l’animo nobile non gli si addice proprio.
L’impiego al catasto era solo una copertura. È stato appena richiamato per una missione suicida che ha accettato per salvare me insieme a tutto il resto dell’umanità.
Troppo figo. Troppo eroe. Troppo assurdo.
Si è trovato per caso nello stanzino della fotocopiatrice con un collega omosessuale e… gli è piaciuto.
Meglio. Molto meglio. È plausibile. Al passo coi tempi. Renderà comprensibile a tutti il mio risentimento. Soprattutto proverò una briciola di soddisfazione nello sminuire la sua virilità ogni volta che lo racconterò. E per uno che dopo 3 anni, 7 mesi, 29 giorni e 5 ore e qualche minuto non aveva trovato niente di meglio di una pausa di riflessione… ci sta. Ci sta tutta.
«Cara, ma perché sei così pensierosa? Ho solo detto che ho bisogno di una pausa di riflessione. È per quella nuova proposta di lavoro che dovrebbe farmi cambiare città. Ma sai che c’è? Ti amo troppo, risponderò di no.»

Ultime
Pubblicazioni

Sfoglia
MagO'