Condividi su facebook
Condividi su twitter

Leggera consapevolezza

di

Data

È trascorso del tempo. Le mattine assolate ci hanno riportato a ritmi, scorci e abitudini che abbiamo abitato o imparato a scoprire. Al termine di queste vacanze mi è capitato di chiedermi che fine fanno tutti i momenti che passiamo da soli

È trascorso del tempo. Le mattine assolate ci hanno riportato a ritmi, scorci e abitudini che abbiamo abitato o imparato a scoprire. Al termine di queste vacanze mi è capitato di chiedermi che fine fanno tutti i momenti che passiamo da soli, come negli insoliti mesi appena trascorsi. Mentre tutti scoprivano Zoom, io ordinavo un Nintendo tarocco con tanto di batteria al litio e dotato di 400 giochi anni ’90 – tipo Super Mario – che ho ricevuto solo in questi giorni. I miei movimenti erano più lenti e accurati, anche nel privare le fave dal proprio baccello o nell’attendere, accesa e paziente, il miscuglio perfetto di ombre e di luci di un bel rosso tramonto romano da fissare sulla pellicola.
Ora che riparte una nuova stagione omerica, che come sempre e senza dubbio mi offrirà belle storie ancora da scoprire, mi dico che nulla manca a questo momento, finché tutti i momenti passati restano accesi. Ci saranno nuovi occhi, nuove mani e nuovi font da scoprire di persone che non hanno ancora perso quello smalto da sognatori che fa sì che il mondo continui a girare su sé stesso, ma comunque sulla base di suoni e motivi nuovi. Al Nintendo ci giocherò anche in inverno, aspetterò paziente la maturazione delle nuove fave e dei romanzi che si stanno ora scrivendo e guarderò ogni sera il tramonto romano per cogliere le nuove sfumature assenti dalla mia fotografia.
Il ritmo naturale del vivere, in fondo, come un cordone ombelicale, è strettamente legato e dipendente all’arte del capire, poi del raccontarsi e infine del raccontare.
Inaugurano la nuova stagione le storie divertenti e, a volte, dolorose dei nostri allievi.

Buona lettura,
ben ritrovati lettori.

 

 

E se te lo chiedo così non va bene. E se lo chiedo cosà ci devi pensare. E se non lo chiedo lo chiedi tu. Ma insomma! Nino Mucedda si esibisce in un flirt esilarante.

Un caffè è un caffè. Non ne puoi fare a meno. Non puoi abbandonarlo e abbandonare una vecchia abitudine, no. Ma puoi far rivivere il momento che ti ha spinto a ripeterla ogni giorno della tua vita. Francesca D’ambrosio indaga l’essenza di un caffè.

Ma ti pare? Finire in questa situazione, di prima mattina? Ma lo sapevo. Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Antonella Marsili si avventura in un’insolita giornata.

Un granchio, due granchi, tre granchi. Papà è un granchio? Quattro granchi, cinque granchi, sei granchi… Giada Ciliberto saltella tra presente e passato.

Emily Dickinson sosteneva che la lettera è un piacere della terra/esso è negato agli dei. Ilaria Gaspari lascia un ricordo per una sua allieva che dopo una lunga lotta si è dissolta nel vento.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
Sede legale: Omero srl Largo della Gancia 5, 00195 Roma – CF. 06823371007

Ultime
Pubblicazioni

Sfoglia
MagO'