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Qualunque sia la tua estate

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Calcinacci. Pietre arroventate. Giardini chiari. Muri bassi. Cespugli e steli sulla terra brulla che cuoce adagio sotto la luce estiva e la salsedine soffiata dal mare.

Calcinacci. Pietre arroventate. Giardini chiari. Muri bassi. Cespugli e steli sulla terra brulla che cuoce adagio sotto la luce estiva e la salsedine soffiata dal mare.
Montagne, e cime pungenti. Brezza altalenante, a volte più fredda, a volte un po’ meno. Nuvole, tante nuvole, su una tavola blu senza crepe. Un silenzio assoluto, mosso soltanto da veloci fruscii.
Immobilità. Silenzio. Un lago dai mille riflessi. Odore di foglie bagnate. Gusto costante, e delicato. Pietre. E tanto legno.
La lampada di ogni giorno. Il divano stropicciato. La cucina, e gli scorci di piante aromatiche in balcone. Il cappuccino buono sotto casa. E un’emozione diversa in un luogo conosciuto.

Qualunque sia la tua estate, noi della Scuola Omero ci auguriamo che possa stupirti, renderti più vigile del solito, per scoprire le migliori bellezze ancora nascoste.

Buona estate,
ci rivediamo a settembre come sempre. E nel mentre vi lasciamo qui ancora nuove storie da scoprire…

Sin dall’inizio della mia carriera io mi sono sempre reso completamente responsabile delle mie attività. Il mio indiscutibile contributo mi ha consentito di procedere speditamente nella carriera e di diventare velocemente responsabile di piccoli gruppi, poi di interi progetti e infine dei clienti. Come potete constatare dal mio CV ho sviluppato una vera e propria specializzazione nel rendermi responsabile. Raoul Vandenbulcke dà vita a un carteggio esilarante.

Io seguito a far finta di dormire, qui, sul divano, ma non so per quanto tempo riuscirò a reggere questa posizione, mi fa male il collo e le gambe iniziano a intorpidirsi. Riesco però a scorgere sullo specchio sopra la credenza il riflesso sbiadito di te che te ne stai ritto dietro la vetrata. Marianna Manca racconta i tumulti emotivi di una scelta che non può più tardare.

C’era una volta un re, diranno i miei lettori. E invece no. C’era non molto tempo fa un anziano falegname in pensione di nome Geppetto che passava le sue giornate in solitudine, per la maggior parte del tempo sulla sua poltrona davanti alla tv, sicché percorreva raramente tutti i 50 metri quadrati del suo appartamento. Daniela Schettini rispolvera la storia di Pinocchio sotto una luce a led.

Gli occhiali di mia sorella sono dappertutto e in nessun luogo. Più in nessun luogo che dappertutto, infatti, non li troviamo mai. Così, cominciamo a cercarli. Frughiamo un po’ ovunque: nei cassetti, sotto ai cuscini dei divani di pelle, quelli marroni che mamma ha voluto per forza tenere perché erano un regalo della nonna – e i regali non si buttano mai. Giorgia Camboni mette in scena le vicissitudini di una famiglia che ha molto da svelare.

Il destrorso è una specie di orso diffusosi soprattutto nelle zone fluviali. La caratteristica che lo contraddistingue è la sua capacità di pescare i salmoni con la sola zampa anteriore destra. Federica Bracarda si tuffa in uno zoo fantastico ricco di creature singolari.

Pare che guardando intensamente nel terzo occhio della farfantasia si ottenga in dono la fantasia. Purtroppo, come tutte le farfalle, ha vita breve e con lei muore anche il suo dono. La mia mi ha lasciato ieri. Flaminia Cordani correda un animalario fantasioso quanto divertente.

Entro dal passaggio pedonale e mi inoltro nel labirinto di stradine ricurve, muri bianchi, cancelli in ferro battuto arabeggianti. È marzo e in quella che sin dall’infanzia chiamo ‘la casba’ non c’è nessuno. Paola Biggio cammina a piedi nudi su una sabbia gelida per un ultimo saluto.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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