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Gli occhiali di mia sorella

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Illustrazione di Agrin Amedì
Gli occhiali di mia sorella sono dappertutto e in nessun luogo. Più in nessun luogo che dappertutto, infatti, non li troviamo mai. Così, cominciamo a cercarli.

Gli occhiali di mia sorella sono dappertutto e in nessun luogo. Più in nessun luogo che dappertutto, infatti, non li troviamo mai. Così, cominciamo a cercarli. Frughiamo un po’ ovunque: nei cassetti, sotto ai cuscini dei divani di pelle, quelli marroni che mamma ha voluto per forza tenere perché erano un regalo della nonna – e i regali non si buttano mai. Tuttavia, non li abbiamo trovati. La cosa strana è che sono viola, grandi e rotondi. Da lontano potrebbero sembrare due cipolle. Non che puzzino, sia chiaro. Solo per il colore e quelle righine che ricordano gli strati. Quegli strati che abbiamo tutti addosso, ma che non mostriamo mai a nessuno. A ogni modo, li abbiamo cercati anche in cucina: nella credenza, sotto i tovaglioli, dietro ai cristalli o nei cesti con gli stracci. Ho anche insistito per smontare la cassa del cucito. Però papà era sicurissimo che non fossero lì, perché lei non cuce mai. Al massimo srotola i fili, un po’ come Arianna, quella delle leggende greche. Forse, avrebbero dovuto chiamare anche lei in quel modo. Perché, come la principessa, dopo aver regalato il suo gomitolo a un ingrato è stata piantata in asso.
Se solo ripenso a quanto ha pianto quella volta… Forse è da allora che è diventata un po’ strana.
Anche in quell’occasione perse gli occhiali e tutti cominciammo a cercarli. Eravamo talmente disperati da pensare che fossero finiti nell’armadio che sta in soffitta, quello di stoffa, che contiene ancora i grembiuli ricamati da nonna. Comunque, quelli, come i ricordi, sono ben conservati e nessuno li perde. Però, potevano esserci finiti dentro, invece no. Ho guardato bene.
Alla fine, ci limitiamo tutti a cercare gli occhiali.
Occhiali che stranamente non si trovano mai. Sembrano sempre nascosti, come gli strati delle cipolle. Però papà, una volta mi ha detto che anche nella sua famiglia c’è stato un caso. Anche sua zia era strana, come mia sorella. La cosa incredibile è che anche lei portava dei grandi occhiali viola. Però, lei non li ha mai persi. I miei nonni si vergognavano e l’hanno fatta internare. Chissà se è ancora viva? Nessuno ne parla. Anzi, come ho fatto la domanda si sono tutti paralizzati, così abbiamo ripreso a cercare gli occhiali, ma fuori dalla stanza, come sempre.
Devo dire che, diversamente dalle altre volte, alla fine, ci sono voluti molti giorni per trovarli. Ne vado fiera, perché sono stata io. È accaduto giovedì mattina, poco prima che chiamasse la polizia. Eravamo tutti divertiti perché stavano in bagno, accanto ai rotoli di carta igienica. Questo ci ha fatto sorridere, perché lei non li sostituiva mai, ma chiamava sempre qualcuno perché le portasse un rotolo quando finiva. Evidentemente, però, quel giorno non è riuscita a chiamare nessuno. Oppure non ha urlato abbastanza. Però è un vero peccato che proprio adesso che abbiamo trovato gli occhiali, lei sia scomparsa.

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