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Benvenuti a Holy Land, dove Gesù risorge ogni giorno alle 18

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Orlando (Florida) – Ore 16.30: una quindicina di grassocci turisti di mezz’età armati di cappelli alla John Wayne, macchine fotografiche digitali e marsupi, si riparano sotto una...

Orlando (Florida) – Ore 16.30: una quindicina di grassocci turisti di mezz’età armati di cappelli alla John Wayne, macchine fotografiche digitali e marsupi, si riparano sotto una palma di plastica, per sfuggire al sole rovente della Florida. Davanti a loro avanza Gesù di Nazareth ricoperto di sangue: sulle spalle la croce, in testa la corona di spine, accanto un gruppo di soldati romani che lo colpiscono ininterrottamente. I turisti scattano qualche foto e cantano un brano del musical “The Last Adam”, trasmesso dagli altoparlanti; altri, quelli che non hanno resistito al caldo tropicale, vanno a comprare una bibita al chiosco della Pepsi, che illumina con una insolita luce al neon la scena della crocifissione.

Nel parco a tema di Holy Land (Terra Santa), a pochi minuti da Orlando, ogni giorno migliaia di americani pagano trenta dollari per assistere a rappresentazioni come questa: il programma, messo a punto da studiosi della Bibbia e ricercatori in teologia, prevede visite guidate ai più importanti luoghi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Marv Rosenthal, l’imprenditore ebreo che l’ha fondato nel 2001, assicura che si tratta di “un’esperienza mistica, che permette a chiunque di avvicinarsi a Dio e di pregare senza bisogno di percorrere settemila miglia per visitare i luoghi santi”.

Il tour inizia ogni mattina alle 10: la prima tappa è il mercato di Gerusalemme, dove una decina di biondissime ragazze americane, vestite con gli abiti di duemila anni fa, spiegano ai turisti come si viveva a quei tempi, distribuendo aranciata agli assetati e dolcetti ebraici agli affamati. Si prosegue con una rapida incursione alle Grotte del Mar Morto, in una vera e propria caccia al tesoro dei Vangeli; si continua con KidVenture, una parete di gomma, dove i più coraggiosi possono provare l’ebbrezza dell’arrampicata, sotto gli occhi attenti di qualche centurione romano, che armato di spada e microfono, incita i temerari a salire sempre più in alto. Chi desidera pace e tranquillità, invece, può trascorrere un po’ di tempo alla “Reflecting Pool”: una maestosa piscina circondata dalla scritta “He is Risen” ( Egli è risorto), che ricorda vagamente l’ingresso di Gardaland. Qui è possibile meditare e pregare lontano dal rumore dell’ “Oasis Palms Cafè”, un delizioso locale, in stile palestinese, dove ci si può rinfrescare con bevande rigorosamente analcoliche e spuntini preparati da chef francesi. Per i più esigenti c’è invece il “Royal Portico Eaten”, l’imponente ristorante all’ombra del Tempio di Gerusalemme, con piatti a base di carne serviti dai mercanti cacciati da Gesù in un celebre episodio.

L’esperienza mistica si conclude ogni giorno con la rappresentazione della crocifissione: Gesù ferito e sanguinante si trascina fino al Golgota, mentre i turisti rifocillati dai pretzel dei chioschi di Simeone, scattano foto e alzano le mani al cielo, rievocando il miracolo della resurrezione.

Alle 18.00 il tour si deve tassativamente concludere, per permettere ai pellegrini di comprare gli oggetti sacri al negozio di Shofar. Il più richiesto? L’Arca dell’Alleanza in similoro, contenente le tavole dei Dieci Comandamenti, alla modica cifra di ventiquattro dollari. Per aggiudicarsene un esemplare ci sono liste di attesa lunghissime: ma i turisti sono disposti ad aspettare, pur di poter esporre in salotto un oggetto appartenuto a Mosè.

Per non deludere i pellegrini, su tutte le confezioni accanto al prezzo compare la stessa scritta ammonitrice che si trova ad ogni angolo di “Holy Land”: “Attenzione! Non sono originali, sono solo riproduzioni”.

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