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La fine di una storia

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Fine di una storia? L’espressione sembrerebbe già presagire un epilogo tragico per una storia che ad ascoltare vedere o leggere ci ha appassionati, che si è fatta seguire, suscitando la nostra piena complicità.

Fine di una storia? L’espressione sembrerebbe già presagire un epilogo tragico per una storia che ad ascoltare vedere o leggere ci ha appassionati, che si è fatta seguire, suscitando la nostra piena complicità. Sì, un finale tragico rientra nella rosa delle possibilità del narratore. Ma ci sono altre possibilità. E non è detto che una sia migliore dell’altra, che una si stagli meglio nella memoria del lettore-osservatore. Sappiamo bene che l’incipit di una storia invoglia lo spettatore a procedere nella fruizione di un’opera, ma non è sufficiente. È il buon finale che serve a fargliela ricordare. Dunque che fare? Cosa scegliere? Un lieto fine? Un finale aperto, a sorpresa, o circolare? E chi lo sa. Lo sanno solo i personaggi della storia che abbiamo amato, finchè questi manterranno la loro autenticità. Fino alla fine.

Questa settimana i nostri allievi chiudono le loro storie con passione e verità…

Berto non piangeva e la gente mormorava. Berto parlava con gli uccelli e la gente non lo capiva. Berto era un’anima pura e per questo nessuno lo comprendeva. Veronica Santoro dà voce a un’esistenza sfuggevole e illuminata.

Ma cosa sono tutti questi fiori e questi falsi sorrisi? Cosa vuol dire tutto questo? Adesso chiedo solo un po’ di silenzio. State zitti tutti quanti, ho bisogno di ascoltarmi. E di parlare, finalmente. Claudia Landolfi onora un momento importante e difficile da affrontare.

Uova uova e uova… La mia vita è sempre stata costellata da sole uova. Ma ora voglio di meglio, voglio di più: voglio il basilico nella vita, e solo giorni illuminati. Giovanna Pasciucco indossa gli abiti di una vita che stenta a trovare un mondo giusto.

Vorrei essere una ballerina, perché le ballerine sono giovani e belle. Chissà se questa scuola mi piacerà. I corridoi sono lunghi e silenziosi e la maestra ha delle calze a rete che coprono la figura di sua figlia candela. Giulia Melideo percorre dei luoghi agognati e sinistri.

Questa è la mia gara. Questo è il mio momento. Papà mi ha sciolto i crampi e ce la posso fare. Sì, io voglio solo superare me stessa. Nunzia Castravelli si prepara a un incontro con più ostacoli di quelli che si potrebbe immaginare.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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