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Festa di Compleanno

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Illustrazione di Agrin Amedì
Tra pochi giorni è il mio compleanno ma ho deciso che quest’anno non festeggio. Non faccio niente perché sono 35 e a 35 anni non c’è proprio niente da festeggiare. Perché tra un anno poi sarò più vicina ai 40, che ai 30 e a 40 anni oramai hai già mezzo piede nella fossa.

Tra pochi giorni è il mio compleanno ma ho deciso che quest’anno non festeggio. Non faccio niente perché sono 35 e a 35 anni non c’è proprio niente da festeggiare. Perché tra un anno poi sarò più vicina ai 40, che ai 30 e a 40 anni oramai hai già mezzo piede nella fossa.
Non farò niente ma magari inviterò giusto Anna e Roby a bersi una cosa qui da noi a Garbatella. Una birretta a testa, un brindisi per me e buonanotte. Però forse se lo dico ad Anna e Roby, Carol e Ale potrebbero rimanerci male. E allora facciamo una cosa noi 5, con i rispettivi compagni, un po’ di vino e buonanotte. Certo in 10 cominceremmo a stare stretti qui e allora potrei chiedere a Giulia se mi presta casa sua che almeno ha il balcone, così stiamo noi 12, a quel punto con qualche stuzzichino, sempre un po’ di chiacchiere, un brindisi per me e buonanotte. Vero è che mentre stuzzichi un po’ di musica di sottofondo ci vorrebbe ma i vicini di Giulia rompono sempre le scatole e allora potrei chiedere a Fede, visto che ha un impianto stereo eccezionale, se possiamo fare da lui. Cosi siamo in 15 perché Fede e Lidia hanno due bambini, anzi no, 17 perché a quel punto pure Roby porterebbe i suoi. Però se ci sono i bambini è sempre meglio pensare a un’animatrice che li guardi sennò i genitori vengono ma stanno poco perché i bambini si rompono; e allora visto che c’è l’animatrice potrei dirlo anche a Paolo e Betta che hanno i bambini pure loro. Certo però che Betta ha un bel po’ di puzza sotto al naso e per solo qualche stuzzichino e un po’ di vino neanche si muoverebbe da casa. E allora potrei chiedere a Fabri se mi presta la sua terrazza al Circo Massimo che ha abbastanza spazio per poter mangiare tutti seduti. Sul tavolino del bar ci potrebbero stare sia birra che vino, e per i più incontentabili anche un po’ di bollicine. Forse però, sulla terrazza così grande, la musica dal cellulare non si sentirebbe proprio e perciò potrei domandare al mio ex collega, Valerio, quello che ha anche un complessino che fa rock anni ’60 se con i suoi può venirci a suonare qualcosa dal vivo.
Temo però che se poi il gruppo ingranasse bene alla gente verrebbe voglia di ballare, e allora sulla terrazza 50 persone che ballano e gli strumenti e il tavolo grande con i bambini e l’animatrice potrebbe cominciare a essere un po’ pericoloso. Mi ricordo che lo zio di Gabriele aveva una villetta all’Aventino. Potrei chiedere a lui se me la presta, così, visto che ci sarebbe più spazio, invece del tavolino con il vino sopra che fa un po’ tristezza, potrei chiedere a Tommy, che è il cugino di Bea che ha vinto il premio come miglior barman di Roma se mi viene ad allestire un angolo bar; e a quel punto, per il mangiare potrei chiedere a Gigi, che è sì, il fratellastro di Nicolò, ma anche un mezzo parente alla lontana di Carlo Cracco. Così lui mi preparerebbe qualche finger food per accompagnare i cocktail di Tommy il barman mentre di sottofondo Valerio e il suo complesso suonerebbero rock anni ’60. È pure vero però che non a tutti piace il rock anni ’60, anzi, c’è addirittura chi lo odia, quindi sarebbe forse opportuno avere due diverse piste da ballo, anche un po’ distanti tra loro, così che gli invitati possano scegliere quale musica ballare. Ma allora la villetta dello zio di Gabriele non andrebbe più bene perché di pista da ballo ne ha una sola. Al matrimonio di Marianna, in effetti, ricordo che stavamo in una villa sopra al Colosseo con doppia pista da ballo. Potrei prendere in affitto quella villa, temo però che i miei amici che verrebbero da New York, con questo Colosseo sparato così davanti agli occhi, potrebbero darmi un po’ della provincialotta e allora forse sarebbe meglio farla in campo neutro. Io direi Ibiza dove, innanzitutto potresti entrare solo con l’invito che ti dovrà essere stato recapitato a casa chiuso ermeticamente con la cera lacca e con le mie iniziali, CP. Una volta dentro ti verrebbe fatto un timbro in oro 18 carati con scritto sopra 35 e delle foglie di alloro a fare da contorno al numero. Da qui si aprirebbe tutta la visuale su una delle terrazze del Burj Al Arab, l’hotel più lussuoso di Dubai. Da un lato la piscina a strapiombo sul mare, dall’altra la prima delle 12 stanze bar dove potresti scegliere tra i migliori gin del mondo e assaggiare il cocktail che Charles Schumann, il famosissimo barman tedesco, ha inventato per me, il Pardini Passion. Dopo di che, durante l’aperitivo, mentre assaporeresti tutte le prelibatezze create dal 19 stelle Michelin Alain Ducasse, ascolteresti dal vivo il dj set di David Guetta con l’inedito che avrebbe inciso per festeggiarmi,  Thirty-five all-right con la featuring di Britney Spears, e un assolo alla chitarra di Brian May. Dopo esserti cambiato e messo l’abito lungo cominceresti la cena di gala e, mentre i camerieri in divisa platinata servirebbero crostacei di Davan con scaglie di tartufo bianco d’Alba su un letto di caviale dell’Iran, potresti partecipare all’asta di beneficienza condotta da Sharon Stone e alla fine ascoltare dal palco Beyonce che avrebbe convinto Mariah Carey e Celine Dion a cantare con lei una speciale riedizione di Bella Ciao, arrangiata da Jay-Z e Tony Renis. A quel punto avresti finito la cena e potresti assistere alla proiezione del video che Robert De Niro, Meryl Streep e Leonardo di Caprio avrebbero girato per farmi gli auguri, diretti da Martin Scorsese insieme a Quentin Tarantino e, ancora divertito per le esilaranti gag tra Bob e Leo, ti potresti dirigere sulla terrazza principale per il taglio della torta dove, al ritmo dei fuochi d’artificio dei maestri fuochisti della Cina Antica, vedresti gli acrobati del Cirque du Soleil che da una nuvola all’altra farebbero scendere dal cielo una torta gigante di 35 piani con Elvis Presley,  Freddy Mercury e John Lennon resuscitati per l’occasione, che mi cantano Happy Birthday con la voce di Marilyn Monroe, e alla fine una colomba aprirebbe i cieli e una voce dall’alto mi direbbe “Oh”.

«Eh?»
«Oh.»
«Eh!»
«Oh, ma che stai a dormi’?»
«Eh?»
«No dico, du’ palloncini li vogliamo mette’ anche se siamo solo io e te al compleanno tuo o lassamo perde’?»

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