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Noi e i personaggi

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I personaggi ci portano a spasso lungo vie che non conoscevamo. Si muovono tra oggetti e cose che non abbiamo mai avuto.

I personaggi ci portano a spasso lungo vie che non conoscevamo. Si muovono tra oggetti e cose che non abbiamo mai avuto. Sono rivoluzionari: saltano sulla nostra scrivania ben ordinata creando confusione; buttano fogli e agende sul pavimento e si sdraiano al centro accanto a una penna, guardandola con occhi innamorati. Sono dispettosi i personaggi, e sostituiscono i loro vestiti con i nostri in lavatrice, obbligandoci anche a stenderli (da dove salta fuori questo cappello?). Ogni tanto ci guardano sornioni e quando proviamo a dire la nostra sul loro conto la penna innamorata cancella tutto. Sembrerebbe dire: «Sai quanto mi interessa ciò che pensi tu? Scrivi del mio amato, piuttosto».
Eh sì, i personaggi ci sconvolgono l’esistenza e noi li lasciamo fare, anche quando sono odiosi. Perché sono autentici. Perché dicono sempre la verità, anche se fa male. E perché ci palesano, senza troppi giri di parole, ai noi stessi occhi.

Questa settimana i nostri allievi non oppongono resistenza alle ragioni dei propri personaggi…

Quella stanza e quel barbiere che mi accoglieva e accoglieva tutti, hanno contribuito alla mia vera formazione. A ciò che sono. A ciò che avrei voluto essere. Ma ora è tardi. E questa consapevolezza brucia come un’ulcera. Rachele Fattore attraversa l’intera esistenza di un uomo per tornare al punto di partenza, dove tutto cominciò.

‘A cummara Melina, nun m’hai da scassa’ la minchia pure ora che sto dall’autra parte, unni prima o poi puru tu mi raggiungerai. Speramu sia u cchiù tardi possibile, Signuri meu. Maria Luisa La Rosa si addentra per i vicoli ancestrali di una Sicilia che non ha tempo e spazio.

Tu tum. Tu tum. Tu tum… Immagini confuse. lei, le altre. Io. Io… Dove sono io? Simonetta Bruni s’inabissa in una psiche al limite tra sogno e realtà.

Sono un ragazzo che ama la vita. Sono un ragazzo segregato. Sono un ragazzo che sta definendo sé stesso mentre ascolta l’ineluttabilità della vita, e dei suoi odori. Alessandro Cuomo si sporge dalla finestra per annusare l’avvento di un mondo nuovo.

Lei era una bambina e mi sorrideva sulla spiaggia con una paletta in mano. Io oggi sono un uomo e guardo il mio secchiello ancora vuoto, mentre la vita scorre indifferente.Giulia Sabella pizzica il germe di una visione amorosa in grado di travalicare ogni barriera e ogni età.

© Testata giornalistica n. 99 registrata presso il Tribunale di Roma il 24/03/2005 – MagO’
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