Giù la maschera

Le belle pagine dei romanzi hanno sempre smascherato la realtà. I personaggi che abbiamo più amato hanno attraversato il loro tempo con un’onestà che gli abbiamo spesso invidiato. Privi di ogni maschera ci hanno sempre detto il vero.

Festa di Compleanno

Tra pochi giorni è il mio compleanno ma ho deciso che quest’anno non festeggio. Non faccio niente perché sono 35 e a 35 anni non c’è proprio niente da festeggiare. Perché tra un anno poi sarò più vicina ai 40, che ai 30 e a 40 anni oramai hai già mezzo piede nella fossa.

Ultimo volo

Il decollo è una sensazione violentissima. Questi aerei sono fatti per correre, salire a velocità verticali pazzesche e i comandi di volo li rendono agili come se fossero dei giocattoli.

La Maestrina

«E così sei rimasta fregata?» chiede la maestrina con quel tono da saputella che la contraddistingue dalla nascita mentre si sistema magistralmente il trucco allo specchio. È sempre così impeccabile.

Lo stesso pezzo di vetro

Come ogni sera è rientrata puntuale, alle nove. Stacca dal lavoro un’ora prima, lei non mi dice dove va, io non glielo chiedo. Entra in casa e si toglie i tacchi, saranno 8 cm o forse 10, poggia il giaccone bagnato all’appendiabiti dell’ingresso alzandosi un po’ sulle punte, apparentemente senza preoccuparsi delle gocce che entro poco tempo formeranno una piccola macchia sul pavimento; poi si trascina in salotto a occhi socchiusi.

La terza neve

Cara nonna,

c’è una magia per cui il sapore di quello che preparavi non lo sentirò mai più. Non saprò replicarlo io, non sa cucinare così la mamma e nemmeno uno chef pluristellato ci si potrebbe mai avvicinare, perché era solo tuo.

La ricetta di un racconto

Prendi un foglio, la tua confusione, una penna e il bisogno di esprimerti. Butta un po’ di convinzione sul tavolo e stendici sopra i tuoi ingredienti.

Incontro


Lei perfetta nel suo abito bianco corto aderente di viscosa, perizoma e push up in tinta. Capello biondo abboccolato, sopracciglia tatuate, lenti a contatto colorate, smalto rosa e labbra con refill in tinta, rese più turgide forse da un recente botox.

Se solo riuscissi a ricordare

«Arriviamo al dunque signor Novelli, cosa le è successo qualche ora fa? E perché si è buttato in mezzo alla strada in quel modo?»

Lo zoo casalingo

Ancora non si capacitava di come le fosse scappato quel: «Allora tutti a casa mia per martedì». Con i colleghi d’ufficio in sette anni aveva scambiato sì e no dieci parole, oltre ai ‘buongiorno’ e ‘a domani’ di buona creanza.

Il numero 5

Entrò nella sala scommesse con la sicurezza dell’undicesima piaga d’Egitto pronta ad abbattersi su noi poveri sportellisti.

Volevo che vedesse

Ero molto giovane quando sposai Martina. Era giovane anche lei, naturalmente, ed erano parecchie le cose che non sapevamo a quel tempo.

Signore in giallo (web conference). Ilaria Gaspari

immagine per scrivere un giallo

Quanto è fuori luogo il pregiudizio che vede la scrittura femminile come un luogo di svenevolezze sentimentali! Fior di scrittrici, invece, si sono cimentate nel giallo e nel thriller creando intrecci ingegnosi e personaggi irresistibili. Questo corso vuole essere un viaggio in un universo irto di trovate geniali, che ci porterà a conoscere investigatrici di […]

L’onda verde

Giulia lo aveva abbracciato con le maniche del pigiama tirate sopra i pugni chiusi e gli aveva sussurrato che sarebbe stato un periodo bellissimo. Quel semestre avevano una buona compatibilità di orari e si erano accordati così.

La verità di un personaggio

«Ma vuoi togliere quelle parentesi dal racconto?»
«È che mi servono a isolare un pensiero.»
«Ma il pensiero è tuo o del tuo personaggio?»

Il contrattempo

Ero già in ritardo prima che la mia vicina di casa decidesse di sfilare sul cornicione del quarto piano a causa dell’ennesima scappatella del marito.

Respiri, trattenga il respiro

Te ne stai lì nuda, spogliata di ogni dignità. Nemmeno le mutande ti hanno fatto tenere. E mentre senti i peli delle gambe che si rizzano e i capezzoli che si induriscono per il freddo, pensi al tacchino di Natale.

Asino testardo all’Asinara

Aveva calcolato tutto, ogni minimo dettaglio. Un piano semplice, lineare. Certo, avrebbe potuto fracassarsi la testa sugli scogli, ma quello Nicolino l’aveva messo in conto.

Con il trucco e con l’inganno

Comandante, se sta leggendo questa lettera significa che io sono sceso dall’aereo e che ora probabilmente lei, io e almeno un paio di addetti alla sicurezza siamo rinchiusi in qualche infausta stanzetta dell’aeroporto di Parigi a guardarci negli occhi. Ormai, a meno di due ore di volo da casa, non mi resta che gettare la maschera e confidare nel suo buon senso.

Noi e i personaggi

I personaggi ci portano a spasso lungo vie che non conoscevamo. Si muovono tra oggetti e cose che non abbiamo mai avuto.

Quando ripenso a lei

Quando ripenso a lei, la vedo sul bagnasciuga, in quel torrido pomeriggio di agosto su una spiaggia marchigiana. Vedo i riccioli neri, leggermente increspati dalla salsedine che sbucano dal cappello incorniciandole il viso tondo, le labbra piccole, a forma di cuore, leggermente imbronciate che ricordano quelle delle dive degli anni Cinquanta, e poi gli occhiali da sole dalla montatura rossa, un po’ troppo grandi per lei.