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Il chirco

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Illustrazione di Agrin Amedì
Mama mama ogi è tata una gionata suber belisima! Le mestre ci ano portato al chirco a tuti i babini tela scola. Eavamo tantisimi, no ci botevi cotare tuti, eavamo inviniti papini come le tele nel cielo.

Mama mama ogi è tata una gionata suber belisima! Le mestre ci ano portato al chirco a tuti i babini tela scola. Eavamo tantisimi, no ci botevi cotare tuti, eavamo inviniti papini come le tele nel cielo. Apiamo breso un bumino lungisimo tuto pe noi e catavamo le mie cazoni breveride e io ero moto velice di catare co i mei amici. Apiamo catato le cazoni telo zechino toro: volevo un gato neo, il cavè tela bebina, il cocotrilo come va e il pucino palerino. E cuato apiamo vinito ti catare le borte del bumino si sono aberte e tavati a noi ciera un tetone gratisimo pianco e roso. Ea il chirco! Siamo cesi trilanto e volevamo etrare supito ma le mestre ano urlato pe varci tare tuti ziti e vermi. Ci ano cotato e meso in vila itiana. Solo coì si bodeva etrare al chirco, in vila itiana. Pe vortuna ono riucito a setermi in brima vila. Ta lì si veteva tuto penisimo perché no avevo niete tavati a me. Lo petacolo è initiato co il baiacio vetito tuto colorato come arechino e co un truco che vaceva ritere e il naso roso e tiava in ato i pirili e le baline. A initio ce la vaceva tuto isieme ma poi cateva tuto atoso. E noi tuti a ritere. Poi cierano moti animali. Ciera lorso co una colana verte al colo e antava su la bicieta da solo e poi satava la corta e balava co una babina. Lorso tava in bieti come noi mamma! Poi cierano le cimie che vacevano i tipeti al bupico. Ciera la girava co il colo lugo lugo come il gatacielo e la babina che tirava in aria i cechi in ato ato e vaceva etrare i cechi nela teta dela girava. E i acropati che si totolavano nel cielo su tele atalene volanti e sitreciavano e satavano nel voto pe campiarsi le atalene. La babina cavacava lelevante co orechie enomi e il naso lugisimo. E lelevante è salito sopa uno caallino ato ato e poi azava due zambe e rimaneva in echilipio. E i struzi che coevano. E cierano tue granti tigri che satavano tetro i cechi di foco. Foco vero mama! Mi arivava il cado come cuato a casa to vicino a camino notro. E poi mama… Mama ogi sono entato a chirco!

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