Condividi su facebook
Condividi su twitter

Rispondimi quando ti parlo

di

Data

Illustrazione di Agrin Amedì
Tu sai che il mio umore va sull’altalena, ci sono alti e bassi, giornate buone e altre tremende, tu sai, perché mi conosci bene, anzi forse sei la persona che meglio mi conosce al mondo, che nelle giornate buone vedo tutto con estrema leggerezza,

Tu sai che il mio umore va sull’altalena, ci sono alti e bassi, giornate buone e altre tremende, tu sai, perché mi conosci bene, anzi forse sei la persona che meglio mi conosce al mondo, che nelle giornate buone vedo tutto con estrema leggerezza, mentre nelle cattive mi sembra di sprofondare in un abisso e nel modo lieve mi perdo centinaia di particolari, semplicemente li sorvolo, mentre nella pesantezza mi soffermo, ci affogo dentro e poi ricordo solo questo e mi dimentico la gioia, anche di stare con te, di stare con gli altri, mi chiudo, mi incateno e nessuno, sento, potrà mai più liberarmi. Lo so che ti disturba questo mio modo di essere, disturba un po’ tutti a dire il vero, tant’è che mi ritrovo sempre solo, malgrado cerchi con tutte le mie forze di non esserlo.
E sopporto, tu sapessi quante cose ingoio, controvoglia, e dentro una voce mi chiede di continuo ma perché? Perché non li prendi tutti a calci in culo? Perché non commetti un bel reato grave, un omicidio, una rapina e te ne vai affanculo a scontare un ergastolo, almeno avresti la scusa per startene in pace tutto il giorno in tuta e ciabatte, a leggere i tuoi libri, a scrivere un tuo libro, ma un’altra voce mi risponde con i fatti, col dolore di chi sa che non è possibile la pace se non si è in pace con sé stessi. Tu lo sai che vivo in questo eterno dilemma, fermo, immobile, tu sai che lo sento dentro come un groppo, come un macigno che mi preme sul costato e lo so che dovrei andare dallo psicologo – me lo hai detto mille volte- e ci ho anche provato, con il risultato che non è servito a niente, sono troppo presuntuoso e diffidente – si lo hai detto – e non posso accettare che uno sconosciuto si accosti a me senza le dovute accortezze, senza affetto, senza educazione, ho visto i suoi occhi brillare, tu sai quanto sono sensibile quando parlo di me stesso, solo quando ho tirato fuori il portafogli e gli ho mollato il compenso per cinquanta minuti della sua noia. Ma la questione è che il nostro amore, quello che dovrebbe lenire questa ferita che non guarisce mai, a volte lo avverto inutile e vacuo, perché mi reca sì del giovamento, ma questo sollievo è temporaneo e la fatica è troppa e allora penso a quanto sarebbe bello abbandonarsi al lutto, poi all’oblio, ma la forza in questa tarda età mi manca, perché forse è l’ultima occasione che la vita mi ha concesso. Lo so che ti annoio, a te piace soltanto quando si parla di te, ma non voltarmi la schiena, sto cercando di spiegarti il motivo di quella che tu chiami “perdita dell’interesse”, ma non lo so, forse sono soltanto un depresso e semplicemente non è facile restarmi vicino, perché tu vorresti avere tanti stimoli, essere sempre amata, capita, corteggiata, ma io non ce la faccio, resto indietro e perdo il filo, tutto mi sfugge e allora…
Ma che fai, stai piangendo, no, non farlo, mi dispiace, non volevo, ma anch’io sono fragile in questo momento, ti prego di capirmi, io ti amo, io ho solo te.
Come dici? Anche tu hai provato disagio? Ti sei sentita persa? Hai incontrato un altro? Sono cinque mesi che lo frequenti e non hai trovato il coraggio di dirmelo prima?
Gesù Cristo! E io che non riuscivo a darmi una spiegazione. Ora mi è tutto chiaro. Dai, scendi dall’auto, sì ti capisco, non preoccuparti, ti capisco benissimo, però scendi dall’auto ed esci subito dalla mia vita, tutta la fatica che ho fatto, tutte le notti insonni… sono veramente un cretino, ho pensato di essere io il problema, mi sono crocifisso, martoriato e invece tu ti vedevi con un altro e sì certo, hai capito di esserne innamorata e non volevi parlarne prima di avere la certezza, perché io sono importante per te, perché mi vuoi bene e allora pensa se mi volevi male. Santo Dio, dallo psicologo io?, vacci tu dalla psicologo, brutta stronza che non sei altro e cosa, no, non ti lascio i capelli, te li strappo tutti così vediamo se gli piaci ancora a quel cretino, chi è eh? dai, dimmi chi cazzo è! Non mi riguarda dici, si scopa la mia donna e pensi che non mi riguardi, infame che non sei altro, no, non ti lascio la gola, anzi ti stringo più forte perché voglio vederti morire davanti ai miei occhi, non per gelosia, solo per il gusto di farlo, e adesso non dici più niente vero? non rispondi eh? rispondimi quando ti parlo!

Rispondimi ti prego, rispondi amore mio, quando ti parlo…

Ultime
Pubblicazioni

Sfoglia
MagO'