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Solo amici

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Illustrazione di Agrin Amedì
Avevamo ragione entrambi. Avevo ragione, io, a dire che la amavo come non ho mai amato nessun’altra. Aveva ragione Maria, la nostra è amicizia. È che non avevo mai avuto un’amica finora, in quarant’anni di vita. In fondo, cosa si deve fare, di solito, da soli con una ragazza?

Avevamo ragione entrambi. Avevo ragione, io, a dire che la amavo come non ho mai amato nessun’altra. Aveva ragione Maria, la nostra è amicizia. È che non avevo mai avuto un’amica finora, in quarant’anni di vita. In fondo, cosa si deve fare, di solito, da soli con una ragazza?
E quando non ci riesci – non quando lei sceglie consapevolmente un’altra cosa, abbiamo sempre detto «quando non ci riesci tu» – si è soliti dire solo amici. Abbiamo sempre detto: solo amici.
«Francesco, come è andata?»
«Siamo solo amici.»
«Quanto sei sfigato, France’…»

Con mia moglie vado solo al cinema; con lei discuto personaggi, attori, emozioni. Con Elisa, mia moglie, vado fuori a cena; quando Maria è sola cuciniamo e proviamo di tutto. Con Elisa passeggio in centro mano nella mano, con Maria cerco fiori, coccinelle, sorgenti di montagna.

Con Elisa sono un turista: albergo, taxi, musei, monumenti, ristoranti, code infinite alle biglietterie, sole cocente, frigobar. Il viaggio più bello l’ho fatto in macchina, con Maria, fino a Lisbona, a dormire in tenda, sul mare, o nello stesso abitacolo, e cenavamo in spiaggia oppure sopra i monumenti, guardando il mare, parlando di ogni cosa, sempre.

Con Elisa ho sempre fatto l’amore e già sarei in imbarazzo a dirlo: fra di noi bisogna dire fare sesso, non l’amore. È così, è scienza: capacità, resistenza, prestazione. Non l’ho mai detto fra amici – ma a Maria, sì -, ma quando sale forte l’ansia il segreto è cominciare a baciarla, a stringerla. Conosco Elisa da sempre, è dal liceo che stiamo insieme, con lei facevo l’amore da prima che mi spiegassero che con le donne si fa sesso. Certo, però, alla fine le coccole no, con le coccole ho smesso.
Sarebbe stato troppo.

La prima notte di viaggio, arrivati a Genova, io e Maria abbiamo montato la tenda. Io ero ancora in difficoltà, ma lei sorrideva, aveva già capito cosa provava per me – forse, ma spero di no, aveva anche altri amici.
Io, non sapendo che cos’altro provare verso una donna, ero ancora convinto di essere innamorato di lei. Certo, l’amavo come nessun’altra mai, senza alcun dubbio. A quel punto Maria apre la tenda sulla sabbia in boxer e canottiera e a vederla mi si scalda il cuore. All’epoca ho pensato, ingiustamente, mi si scalda solo il cuore, e già saliva un po’ d’ansia. Ho pensato anche: «È la prima volta che vedo una donna bella». Le altre non lo so più, ma, certo, mi sono detto, Maria è bella. In quel momento, non so ancora quanto può essere bella un’amica.
Mi stendo dentro la tenda, fuori dal sacco a pelo, e anche lei fa così. Si sente il suono del mare, a cui manca solo un falò sulla spiaggia, come per provare a prenderle la mano, al liceo; l’odore del mare è quello della mia prima notte di nozze, ma Maria già dorme e io sono all’apice della preoccupazione. Lei russa, tossisce, tossisce più forte, si sveglia.
«Vieni», mi dice. «Vieni.»
E mi abbraccia. Il sale acquista il profumo dei secchielli e dei castelli di sabbia e le onde iniziano a cullarmi. La notte più bella della mia vita.

Non ho mai tradito Elisa e lei lo sa. Ci conosciamo da sempre, ci capiamo al volo. Non facciamo l’amore spesso, ma pare stia bene a entrambi. Lei ha riscoperto sé stessa ricominciando l’università: ora studia archeologia ed è molto appassionata.
Ci stiamo lasciando. Sono giù di morale e lei si sta allontanando da me. Conosciamo entrambi il motivo: è che non frequento più Maria e mi manca il suo affetto, ma è il fatto che io non l’abbia mai chiesto ad Elisa che le spezza il cuore.

Il marito di Maria non è mai stato aperto come mia moglie. Ora loro vogliono un bambino: se è maschio, Maria lo chiamerà come me, non vuole sentire ragioni.
Passa tutte le notti col marito, non viaggiamo più da un anno e mezzo e chissà, col figlio, quando troverà mai il tempo per sé stessa e poi per me. È col marito che deve stare, perché noi siamo solo amici, quando prima eravamo tutto.

Se anziché avere tutto avessimo compilato le carte e comprato un anello, stanotte dormiremmo abbracciati e domani saremmo liberi.
Ma io e Maria siamo solo amici.
E io, stanotte, sono solo.

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