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Notturno con piscina, stelle e chiaro di luna

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Illustrazione di Agrin Amedì
Samantah si potrebbe scrivere Samanta senza acca in fondo e invece si scrive con l’acca in fondo e quando si pronuncia si fa sentire un leggero respiro dopo la A finale come se le acca fossero cinque o sei… Samantahhhhhh… che un uomo già si innamora a sentire pronunciare il suo nome.

Samantah si potrebbe scrivere Samanta senza acca in fondo e invece si scrive con l’acca in fondo e quando si pronuncia si fa sentire un leggero respiro dopo la A finale come se le acca fossero cinque o sei… Samantahhhhhh… che un uomo già si innamora a sentire pronunciare il suo nome.
Samantah non è un nome normale, Samantah non è una donna normale, Samantah è Samantah e il racconto potrebbe già finire qui, ma voi invece continuate a leggere ispirati dal titolo che vi ispira eros, tanto si sa è inutile che fate finta di no.
Discesa dalle brume del nord a cercare peace and love tra le dolci colline delle crete senesi, Samantah ha una doppia vita, anzi una vita multipla: oggi nel suo podere circondato da lecci e pioppi e sole e campagna e pecore che a volte scappano dal gregge e vanno a brucare l’erba nel giardino davanti casa proprio mentre lei si è appena alzata e fa colazione con le brioscine gluten free di un’azienda biologica belga che gliel’ha fatta conoscere la sua amica Ingrid di ritorno da un seminario sulle campane tibetane in una vallata austriaca dove si è come al solito innamorata, fidanzata, lasciata e ora piange calde lacrime sulle brioscine bio e sulla spalla di Samantah che l’avverte che non ha potuto scendere in paese a comprare il caffè e che sarebbe bene andarlo a chiedere alla vicina che però si è scocciata di elargire caffè tutte le mattine e ora fa finta di dormire ma in realtà è a pagina 568 del consueto best-seller-mattone americano che però bisogna leggere perché da sei settimane è ai primi posti nelle classifiche, anche se le classifiche tanto le fanno le case editrici e le rigirano come calzini ma se no martedì sera al gruppo lettura organizzato dalla Coop dove si discute proprio del mattone che cosa si racconta.
Samantah domani è già a Milano a respirare un po’ di aria cattiva per poi godersi meglio l’aria della Toscana e alla fine non si sa che ci vada a fare a Milano perché tanto ci sta tre giorni, il primo vede i genitori ottantenni, il secondo le sue amiche storiche che sembra di essere in una puntata di Sex and City quando loro parlano sorseggiando il tè o qualche pasticcino di sfuggita e il terzo sta già cercando affannosamente l’UOMODELLASUAVITA su facebook, età media tra i 30 e i 40 belloccio, tendenzialmente palestrato ma non troppo, l’importante è che abbia i glutei sodi come la roccia che nelle foto su facebook gli uomini sono stupidi e non mettono mai foto da dietro ignorando che invece quello è l’amo che in molte donne fa scattare il t’amo, non sempre certo ma insomma aiuta.
Individuata la preda il percorso è segnato come quello dei boy scout, che lei frequentava da bambina, per trovare il tesoro e si parte subito con l’invito nella campagna toscana nel casolare in mezzo alle crete senesi ovviamente dotato di piscina, anche se ahimè non termale come sarebbe possibile viste le acque termali vicine ma chi restaura i casolari mica lo capisce che questo converrebbe anche a loro perché farebbe alzare e di molto i prezzi dell’immobile, casolare che ovviamente non è segnato sulle mappe, non si trova con il tom tom e di ciò se ne approfitta per scriversi e scriversi tante e tante volte così un po’ ci si conosce e lei butta là qualche nome di autore straniero, facile eh… tipo Kundera o Garcia Marquez, così giusto per vedere se il tipo oltre che il gluteo di sasso ha anche un minimino di cultura, cosa che fa già una prima selezione perché il 70-80% rinuncia a questo primo step perché l’uomo medio che viaggia su facebook vuole concludere subito e non può stare a perdere tempo a chattare che ci sta già sua figlia tre o quattro ore al giorno, solo gli audaci insistono anche perché in caso di tentennamento lei piazza qua e là su suo profilo qualche foto che la ritrae mentre cammina nuda e sorridente in mezzo a un campo di girasoli e alla fine dopo aver sbagliato strada una decina di volte ed essere finito in uno degli altri centinaia di agriturismocasolareconpiscinanellecretesenesi giunge all’agognata meta dove lo aspetta un pranzettino vegano vegano a base di seitan, tofu e spinaci, scongelati perché non si può avere tutto e quelli veri a coltivarli nell’orto costa una fatica e una presenza quotidiana da monaci benedettini ora et labora. L’invito-esca in realtà non è così sfacciato della serie vieniquacheteladò ma più maliziosamente e furbescamente per una serie di sedute di meditazione trascendentale anche se le occhiate tra il furtivo e l’ammiccante lanciate da lei tra una portata e l’altra lasciano già presagire il non troppo nascosto secondo fine pur se il ghiozzo di turno si ostina a non capire perché gli uomini a volte sono un po’ ghiozzi e pensano davvero che una donna ti invita a fare 500 km da Abbiategrasso alla Toscana solo per una seduta di meditazione. Il primo approccio occhiate-cibo è finito, sono le tre del pomeriggio, il sole spacca le pietre, sarebbe naturale un tuffo in piscina con scolo delle acque a raso e vista mozzafiato sulle crete perché qui l’architetto ci ha visto bene. E invece no, inizia il percorso di meditazione al suono delle campane tibetane chiusi nella stanzetta con 40 gradi circa dove togliersi un primo strato di vestiti è perfettamente naturale, anzi vitale, prima di sdraiarsi sul tappetino-morbido-ma-non-troppo e iniziare a visualizzare dapprima un fiore, poi un cespuglio, anche se là fuori di fiori e cespugli ce ne sono già tanti e la visualizzazione non sarebbe necessaria ma l’importante è che il fiore e il cespuglio sia deeeeeeeentro di noi, che esista nella nostra immaginazione, poi si passa alla seconda fase quella dei ricordi d’infanzia, prima quelli più felici poi quelli più dolorosi ed ecco che di norma dall’occhio del maschio belloccio palestrato e dal gluteo di pietra spunta una lacrimuccia e immediatamente la personal-meditation-trainer entra in azione con nonchalance come una qualsiasi volontaria della Misericordia di Ponte a Tressa ma senza la tutona arancio brillante che sembra un operaio dell’ANAS e diventa la mamma-buona che comincia a coccolare il povero bambino triste, poi arrivano i ricordi con tutte le ex di lui che vengono impietosamente massacrate e accusate dell’infelicità del soggetto che ora ha finalmente trovato la sua strada e la sua illuminazione e la DONNADELLASUAVITA che è esattamente lì a portata di mano… E in genere qui il ciuco casca eccome e succede quello che deve succedere che ora non stiamo a descrivere come nei romanzi di Lawrence perché anche il lettore si deve fare la propria immagine e poi perché questo non è un racconto erotico e nemmeno un racconto con insert erotici per attirare il lettore che poi l’editore nel risvolto di copertina ci copia giusto la descrizione di quell’unico atto sessuale e il lettore abbocca e crede di comprare un romanzo erotico e poi trovi tutti questi libri praticamente nuovi al mercatino dell’usato che stanno lì per anni e anni e il prezzo scende sempre di più ma tanto nessuno li compra. Per lo 0,1% che resiste anche a questo trattamento meditativo-trascendentale-carnale e si ostina a non riconoscere in Samantah (che solo a sentire pronunciare il nome da lei con quell’acca aspirata-sospirata ogni uomo dovrebbe cedere subito senza tante manfrine) il raggiungimento del suo Zenith, c’è la meditazione in piscina al chiaro di luna, sotto le stelle, ovviamente nudi; e lì chi può resistere? Anche se il dato statistico non può essere considerato ufficialmente 0% perché la consumazione dell’atto nel buio naturale della notte estiva, anzi buio artificiale perché le luci ci sarebbero ma lei non le accende perché potrebbero dar noia ai vicini che invece cercano di spiare da dietro le persiane ma non vedono niente a meno che non ci sia il classico urletto di lui che però potrebbe essere causato anche da una non perfetta conoscenza del percorso per arrivare alla piscina e dall’aver battuto l’alluce in una pietra serena sporgente che tutti glielo avevano detto all’architetto che su quelle pietre qualcuno prima o poi ci si faceva male.
La storia d’amore dura in media una settimana o al massimo quindici giorni, il tempo che lui aveva preso di ferie, e ora deve tornare dalla moglie e i figli che magari la moglie non è più moglie ma è solo la ex che però i figli non possono diventare ex e quindi siamo costretti a frequentarci, che se lui non ha nessuna storia tutto bene ma se invece la ex intuisce dall’occhio un po’ troppo vispetto che quigattacicova allora lei si ripresenta con tutto il suo sex appeal e lui ci casca e non torna più nelle crete senesi e Samantah si rigetta a capofitto nei meandri di facebook a cercare un’altra preda e bisogna fare presto perché poi l’estate finisce e la piscina chiude e senza la prospettiva della meditazione finale nudi in piscina sotto le stelle tutto diventa più difficile.

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